Conoscete le origini dei cavalli?

8 Febbraio 2016

Oggi vi parleremo delle origini dell’Equus ferus caballus, o come a tutti è noto, il cavallo, uno degli animali più belli ed eleganti al mondo. Il cavallo accompagna l’essere umano da migliaia di anni, e si è sempre dimostrato un perfetto compagno di lavoro.

I cavalli sono in continua evoluzione da 50 milioni di anni a questa parte, ma è soltanto negli ultimi decenni che gli scienziati hanno cercato di stabilire con esattezza la loro origine. Con quest’articolo desideriamo svelarvi i segreti della loro provenienza.

Caratteristiche dei cavalli

Il cavallo è un mammifero addomesticato dell’ordine dei Perissodactyla, unico genere vivente della famiglia degli equidi. Sono erbivori dalle grandi dimensioni, con un collo ampio e arcuato e dalla folta criniera. La femmina del cavallo è denominata giumenta, i cuccioli sono detti puledri se sono maschi, puledre se sono femmine.

L’istinto di fuga dei cavalli deriva dal loro essere facili vittime dei predatori; tuttavia, quando messi di fronte all’impossibilità di scappare, sono sempre pronti ad affrontare il pericolo. La maggior parte delle razze sono veloci, agili e abbastanza resistenti. Sono inoltre animali socievoli, in grado di stabilire forti legami con gli esseri umani o con altri animali.

L’origine dei cavalli

giumenta e puledro

Per stabilire le origini dei cavalli è necessario risalire a 55 milioni di anni fa, ai tempi in cui l’eoippo, antenato del cavallo, abitava in America del Nord. L’eoippo era un mammifero erbivoro di piccole dimensioni vissuto all’epoca dell’Eocene, e da cui si ritiene siano discesi gli equini. Misurava tra i 20 e i 40 centimetri di altezza e possedeva quattro dita sulle estremità anteriori, e tre su quelle posteriori.

La sua taglia e la sua forma lo rendevano molto simile a un cane, ma l’eoippo si evolse in seguito crescendo in statura e cambiando l’anatomia del piede, diventando monodattilo – provvisto di un unico dito. La zampa subì con il tempo un’ulteriore evoluzione, fino a raggiungere l’aspetto di uno zoccolo, attributo che ne facilitava la fuga dai predatori.

In seguito l’animale sviluppò le mandibole e si trasformò fino ad arrivare al genere degli equus, appellativo da cui deriva la parola equino e a cui è legata l’intera famiglia dei cavalli.

L’emigrazione in Asia

Per ragioni legate alle sfavorevoli condizioni climatiche nel Nord America, l’equus fuggì in direzione dell’Eurasia; è in queste terre che gli scienziati collocano l’ormai estinto cavallo selvatico, antenato del cavallo domestico.

Le origini del cavallo come noi tutti lo conosciamo al giorno d’oggi, risalgono all’epoca del Pleistocene, vale a dire a 2 milioni di anni fa. Tutto questo provocò l’estinzione dei cavalli in America, fino a quando alcuni esemplari non furono re-introdotti dai colonizzatori spagnoli.

Il cavallo di Przewalski, proveniente dall’Asia, è uno dei padri genetici del cavallo attuale, e anch’esso si espanse in seguito sul continente africano. Attualmente il numero di cavalli di Przewalski cresciuti in cattività è di 300.

I cavalli nelle diverse civiltà

cavallo su due zampe

Se esiste una civiltà che diede grande importanza ai cavalli, si tratta degli Antichi Romani, i quali lavorarono sull’allevamento e la domatura di questo splendido animale, utilizzandolo al tempo stesso come bestia da soma e da lavoro. Le civilizzazioni che con il tempo invasero la Penisola Iberica, in special modo gli arabi, arrivarono a sviluppare i propri allevamenti, fino ad istituire una vera e propria industria per il commercio del bestiame.

I cavalli nell’attualità

Il cavallo è considerato oggi una creatura amata e apprezzata da tutti. Da quando è stata addomesticata, questa creatura fu impiegata per innumerevoli scopi, in primo luogo per il trasporto e il lavoro nei campi. Al giorno d’oggi il cavallo viene impiegato soprattutto nelle competizioni sportive e nelle esibizioni.

Un chiaro esempio è quello del dressage, le corse a cavallo, la tauromachia, la corsa a ostacoli o le passeggiate a cavallo. È stato inoltre dimostrato come percorsi di terapia con i cavalli possano essere di grande aiuto per le persone disabili.

Secondo un’indagine, la popolazione dei cavalli rilevata nel 2007 registra un totale di 58 milioni di esemplari, di cui 9 milioni residenti negli Stati Uniti. Secondo la storia, l’Impero Russo fu il paese con il maggior possedimento di cavalli in assoluto – si parla all’incirca di 35 milioni di esemplari.