Conoscete il panda rosso?

26 settembre, 2016

Molto meno famoso del suo omonimo bianco e nero, il panda rosso ha una dimensione simile a quella di un gatto domestico ed una larga e spessa coda tigrata. Sebbene condivida nome, luoghi geografici e alcune abitudini alimentari con il gigante bianco e nero che passa le giornate mangiando bambù, le ultime indagini scientifiche collocano questo animaletto in una famiglia propria e indipendente (Ailuridae).

Alcuni dati sul panda rosso

Conosciuto anche come panda minore, la sua morbida e folta pelliccia marrone-rossiccia diventa bianca nella zona del volto dove, inoltre, sono presenti macchie scure sotto gli occhi, caratteristica che lo rende molto simile ai procioni.

Dimostra una grande agilità nell’arrampicarsi sugli alberi: usa la coda per dare equilibrio ai suoi movimenti e utilizza il falso pollice di cui è dotato (si tratta in realtà di un’estensione ossea) per aggrapparsi. Ama passare il suo tempo in cima agli alberi e gli piace dormire per molte ore.

 Difatti, a causa della sua dieta priva di calorie, le sue attitudini principali sono mangiare e dormire. Di carattere solitario, tranne nel periodo dell’accoppiamento, risulta essere più attivo nelle ore notturne, all’alba e al tramonto, quando è solito uscire in cerca di cibo.

 Il periodo di gestazione del panda rosso dura mediamente 135 giorni, e generalmente la femmina dà alla luce due cuccioli, anche se può arrivare ad averne fino a quattro. Al momento del parto, le femmine di panda rosso si posizionano all’interno delle buche degli alberi, arredate con rami e foglie per custodire lì i nascituri.

 “Sebbene condivida nome, luoghi geografici e alcune abitudini alimentari con il gigante bianco e nero che passa le giornate mangiando bambù, le ultime indagini scientifiche collocano questo animaletto in una famiglia propria e indipendente.”

Altre caratteristiche del panda rosso

 Ecco qualche altra caratteristica tipica di questo splendido animale:

panda-rosso-su-albero

  • Misura tra i 30 e i 60 centimetri.
  • La coda ha una lunghezza compresa tra i 28 e i 48 centimetri.
  • Il maschio pesa tra i 4,5 e i 6,2 chilogrammi, mentre la femmina tra i 3 e i 4,5 chili.
  • Nella parte inferiore del suo corpo, la pelliccia è più scura.
  • Sulla piante dei piedi possiede un pelo più folto, che lo protegge sulle superfici innevate.
  • Le zampe sono corte e di colore nero.
  • È dotato di artigli retrattili.
  • La testa è tondeggiante, con orecchie dritte e di dimensioni medie.
  • Il naso è nero, mentre gli occhi sono di un colore molto scuro.
  • Vive in media fino a 14 anni.
  • Raggiunge la maturità sessuale intorno ai 18 mesi.
  • Viene cacciato dalla pantera delle nevi (Uncia uncia) e dal Visone (Mustelidae).

Come curiosità vi segnaliamo che, così come il gatto, anche il panda rosso si lecca le zampe per poi lavarsi la faccia.

Distribuzione geografica e alimentazione del panda rosso

Il panda minore abita in zone dal clima temperato, con una temperatura compresa tra i 10 e i 25 gradi centigradi. Preferisce le zone montuose ricoperte da boschi. Attualmente lo si può trovare nelle seguenti zone:

  • Nord della Birmania.
  • Zone centrali della Cina.
  • La regione Sikkim dell’India.
  • Nepal.

Inoltre, esistono alcuni indizi sul fatto che in tempi lontani abbia abitato anche le zone dell’America del Nord.

Oltre al bambù, la sua dieta comprende:

  • Frutta.
  • Ghiande.
  • Radici.
  • Uova.
  • Pollame.
  • Lucertole.
  • Insetti.
  • Piccoli roditori.

In pericolo di estinzione

Purtroppo, sono vari i motivi che portano il panda rosso a vedere sempre più in pericolo la propria sopravvivenza, ognuno dei quali vede l’uomo per protagonista. La deforestazione, l’avanzamento delle zone disboscate e la costruzione incessante di fattorie di animali provoca, oltre alla distruzione del suo territorio, la perdita delle sue fonti naturali di alimentazione.

L’abbattimento indiscriminato inoltre frammenta sempre di più la sua area di distribuzione. Non sono però questi gli unici pericoli ai quali sono esposti i panda rossi. Sono vittime del bracconaggio, soprattutto per ricavarne la pelliccia, ma anche allo scopo di venderli a parchi zoologici in diverse parti del mondo (sopratutto in Nord America e Europa, dove vengono fatti riprodurre in cattività).

Per questi motivi, nonostante siano una specie protetta, il numero di esemplari esistenti è diminuito notevolmente negli ultimi anni. Attualmente si stima che ne rimangano solo 2500 in libertà.