Portogallo: le coppie separate hanno diritto di visita agli animali domestici

L’anno scorso il parlamento del Portogallo ha approvato, con maggioranza assoluta dei suoi membri, una riforma del codice civile che ha apportato alcuni cambiamenti sostanziali. È stato affrontato il modo in cui vengono visti da un punto di vista giuridico gli animali da compagnia nel suddetto paese. Tra i cambiamenti apportati, è stato stabilito che, in caso di divorzio, spetterà ad un giudice concordare l’affidamento e il diritto di visita agli animali domestici della coppia separata.

Esseri viventi dotati di sensibilità e autonomia

Secondo il nuovo quadro giuridico vigente, gli animali sono essere viventi dotati di sensibilità e autonomia e non semplici oggetti. Anche se il maltrattamento animale era già catalogato come delitto, gli animali adesso acquisiscono uno status davanti alla legge. La normativa li colloca a metà strada tra i beni e gli esseri umani.

La riforma contempla l’obbligo dei padroni di somministrare essi acqua e cibo a sufficienza. Le coppie separate, inoltre, devono garantire periodici controlli dal veterinario e rispettare il calendario delle vaccinazioni.

Coppia che fa una passeggiata in spiaggia con il cane

Se una persona porta con sé un animale randagio, deve notificarlo immediatamente all’autorità competente. È inoltre obbligata ad affiggere volantini, al fine di trovare i legittimi padroni, in luoghi visibili e molto frequentati. Chi non compie tale disposizione, corre il rischio di essere accusato di furto ed essere condannato, in un secondo momento, ad una pena detentiva la cui durata massima è di tre anni.

Se il padrone dell’animale smarrito si presenta, deve indennizzare la persona che se ne è presa cura. L’indennizzo coprirà tutte le spese alimentari e le visite dal veterinario. Se dopo un anno non si è presentato nessuno, i soccorritori possono tenere legalmente l’animale, se così desidera la famiglia.

Il codice penale del Portogallo stabilisce anche che qualsiasi persona può presentare una denuncia di maltrattamento animale. È sufficiente essere testimone o sospettare che siano stati commessi abusi fisici contro cani, gatti, tartarughe, roditori o qualsiasi animale, domestico o meno.

Tuttavia, l’elemento che ha attirato di più l’attenzione del nuovo status legale riguarda i divorzi delle coppie con animali domestici. Dallo scorso dicembre viene applicato un procedimento alquanto simile a quello vigente in caso di famiglie con bambini.

Custodia condivisa e diritto di visita nelle coppie separate

La riforma è nata dal bisogno di ridurre nel paese l’elevato tasso di abbandoni animali in seguito ai divorzi. Nella maggior parte dei casi, nessuno dei soggetti coinvolti vuole farsi carico delle cure dell’animale tenuto durante l’unione. Ne consegue, quasi sempre, l’abbandono di cani, gatti, tartarughe e altri animali.

Si è cercato di stabilire anche un quadro legale per i casi nell’estremo opposto, ovvero quando entrambi desiderano che l’animale resti con sé.

Se la separazione è consensuale, i soggetti coinvolti hanno l’obbligo di informare i tribunali dell’esistenza dell’animale (o degli animali). Allo stesso modo, dovranno comunicare chi dei due si assumerà la responsabilità di ospitarlo. In seguito a ciò, bisognerà stabilire le modalità di visita all’animale o se decidono di condividere la custodia.

Quando le coppie non raggiungono un accordo, il giudice stabilirà il destino di qualsiasi animale da compagnia coinvolto.

Per stabilire a chi dare la custodia, prevaleranno fattori di tipo economico. Non sarà previsto in tutti i casi un assegno di mantenimento per le spese alimentari o di altra natura.

E in Italia?

In Italia quasi una famiglia su due vive con un animale domestico e da diversi anni in Parlamento risiede un disegno di legge, ad oggi fermo, che mira ad introdurre nel codice civile l’art. 455-ter: “Affido degli animali familiari in caso di separazione dei coniugi”. Al momento attuale, infatti, in caso di conflitto tra i coniugi, il giudice della separazione non è tenuto ad occuparsi dell’affidamento dell’animale domestico.

Tuttavia, si conoscono alcuni casi nei quali le dispute per l’affidamento degli animali domestici dopo il divorzio sono giunte in tribunale.

Coppia con cane sul divano

L’anno scorso è accaduto a Pavia, quando il giudice ha convalidato quanto due quarantenni avevano concordato insieme con la mediazione dei rispettivi avvocati. Il loro cane vivrà con lei, ma lui dovrà contribuire al mantenimento delle spese e potrà comunque vederlo su richiesta.

Le sentenze precedenti

Prima di Pavia, casi del genere sono comparsi anche nei tribunali di Roma e di Foggia. Nel 2011, un caso di affido congiunto e condiviso al 50% è stato deciso dal tribunale di Cremona. Nel 2013, il tribunale di Milano ha accolto la richiesta di lasciare alcuni mici al coniuge a cui era stato affidato il figlio.

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