Cos'è la produttività di un ecosistema?

La produttività di un ecosistema è un parametro che misura la crescita della biomassa in un certo ambiente. Questo valore è molto utile sia per spiegare i fenomeni biologici che per gli usi umani.
Cos'è la produttività di un ecosistema?

Ultimo aggiornamento: 30 dicembre, 2020

La produttività di un ecosistema è un concetto ecologico fondamentale per comprendere la varietà e le differenze tra i diversi ambienti della Terra. Infatti, questo parametro è la base principale su cui operano le reti ecologiche.

Quali sono le basi della produttività di un ecosistema? Quali tipi esistono? Nelle righe seguenti vedremo di scoprire di più su questo argomento.

Produttività di un ecosistema

Gli animali e le piante usano l’energia che ricevono dal loro cibo per svolgere le loro funzioni vitali. Di conseguenza, questa energia sarà utilizzata anche per la crescita dell’essere vivente. Quindi, la crescita, da un punto di vista funzionale, non è altro che un aumento della biomassa, ovvero, energia immagazzinata sotto forma di materia negli esseri viventi.

Tale incremento della biomassa è un modo efficiente per determinare le dinamiche degli ecosistemi e può essere misurato in diversi modi.

In ecologia, la produttività o la produzione primaria è l’aumento della biomassa per unità di superficie e tempo. Dietro questa definizione che potrebbe risultare un po’ difficile da capire, si nasconde un parametro misurabile che influenza la grande complessità dei sistemi ecologici presenti sulla Terra.

Detto in parole semplici, la produttività misura il cambiamento del numero di esseri viventi in un determinato tempo e luogo. Ci sono vari tipi di produttività, che analizzeremo nelle seguenti sezioni.

Schema del funzionamento di un ecosistema.
Un modello sintetico di un ecosistema.

Produttività di un ecosistema primaria: la porta d’accesso all’energia

A volte, diamo per scontato l’importanza delle piante per la vita. Infatti, per il loro modo di nutrirsi, gli organismi vegetali sono considerati produttori primari: la porta d’accesso all’energia negli ecosistemi.

Come sappiamo, le piante producono il loro alimento sulla base della fotosintesi. Attraverso una serie di complesse reazioni biochimiche, le piante sintetizzano zuccheri da materia organica e inorganica che serve per la crescita della loro biomassa.

Quindi, nelle piante l’aumento della biomassa per unità di tempo e superficie è noto come produttività primaria. Questa produttività primaria è fondamentale per la dinamica degli ecosistemi, poiché le piante sono la “porta d’accesso” dall’energia del Sole alle reti alimentari.

In questo parametro, possiamo distinguere tra la produzione primaria lorda e quella netta. La prima si riferisce al semplice aumento della biomassa. Invece, la produzione primaria netta è l’aumento della biomassa sottraendo l’energia spesa per la respirazione. Il valore netto è quello che in modo generale ci riporta più utilità.

Importanza centrale della produzione primaria

La produttività primaria è il fattore che determina la struttura delle catene alimentari, cioè le relazioni nutrizionali ed etologiche tra gli esseri viventi negli ecosistemi.

Questo perché le piante sono la base del cibo per gli erbivori, gli erbivori per i carnivori e così via, fino a raggiungere i super predatori. Pertanto, la produzione di biomassa nelle piante alla fine influenzerà tutti gli elementi della rete alimentare.

Per esemplificare questo concetto, pensiamo a un ecosistema di praterie. Se in un anno specifico la produttività del pascolo è bassa, ad esempio per mancanza di pioggia, i conigli (erbivori) avranno meno cibo e la loro popolazione diminuirà. Questo influenzerà a sua volta i lupi (predatori), poiché ci saranno meno erbivori disponibili da cacciare.

Ecosistemi ad altissima produttività

Tra i vari ecosistemi del nostro pianeta, la produttività varia molto. Ci sono ambienti molto produttivi, dove la biomassa animale cresce enormemente anno dopo anno. Tra gli ecosistemi con la più alta produttività, possiamo evidenziare i seguenti:

  • Zone umide.
  • Barriere coralline.
  • Estuari.
  • Zone costiere.
  • Foreste equatoriali.

Tutte queste aree hanno in comune un’elevata produttività primaria, che a sua volta è soggetta a una vasta comunità di consumatori, erbivori e carnivori. Questi tipi di ecosistemi, oltre ad essere altamente produttivi, supportano un’enorme biodiversità.

Ecosistemi a bassa produttività

In altri ecosistemi, invece, i produttori primari (le piante con la fotosintesi) sono estremamente rari e limitano notevolmente la produttività ambientale. Ad esempio, è il caso dei deserti, delle zone polari e delle zone centrali degli oceani. Come è logico, l’assenza di produttori primari limita totalmente la presenza dei consumatori.

Produttività di un ecosistema secondaria

La produttività secondaria si riferisce alla crescita della biomassa negli animali consumatori per area e per anno. Come abbiamo già detto, questi sono limitati dai produttori primari (le piante).

Più energia un animale spende con il suo metabolismo, meno biomassa genera.

Produttività ecosistema nella mano di un uomo.

In conclusione, la produttività di un ecosistema è un parametro che ci fornisce importanti informazioni sulle dinamiche dei vari ecosistemi e influenza notevolmente le reti alimentari di animali e piante.

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