Il bruco serpente: caratteristiche e curiosità

Grazie allo studio delle diverse specie è possibile scoprire strategie di sopravvivenza come quella del bruco serpente.
Il bruco serpente: caratteristiche e curiosità

Ultimo aggiornamento: 09 settembre, 2022

La natura è capace di dare vita ad animali misteriosi come il bruco serpente. Questo animale assume un comportamento particolare noto come mimetismo.

Nelle prossime righe, spiegheremo la trasformazione del bruco serpente come strumento di difesa dai suoi predatori.

Alcuni dati

Il bruco serpente appartiene alla famiglia Sphingidae, così chiamata perché le larve stanno in piedi, simili dunque a delle “sfingi”. Nello specifico, la falena ha il nome scientifico di Hemeroplanes triptolemus.

Caratteristiche fisiche

Questa falena in realtà non cambia colore durante la trasformazione da bruco a esemplare adulto. Nella fase di bruco è piccola, e inizialmente di colore verde.

Con il passare dei giorni, il bruco diventa giallo sul ventre. La zona dorsale resta di colore verde ma vi compaiono macchie marrone scuro.

Al momento della metamorfosi, è stato osservato che la larva si rifugia in due tipi di piante ospiti. Queste piante appartengono a due famiglie distinte: Apocynaceae e Asclepiadaceae.

Quando l’esemplare adulto esce dal bozzolo, il suo corpo robusto è di dimensioni medio-grandi. Questi esemplari si nutrono della pianta ospite.

Per quanto riguarda il loro ruolo in natura, sono ottimi impollinatori notturni. Sono responsabili dell’impollinazione di un’ampia varietà di piante, facilitandone così la diffusione e la permanenza.

Mimetismo

Nella sua fase di bruco assume un comportamento peculiare chiamato mimetismo. Consiste nell’imitare la forma di un animale che di solito provoca paura e timore.

Principalmente, è stato osservato che la larva di Hemeroplanes triptolemus è in grado di allargare la testa. Quando lo fa, le macchie scure ai lati ricordano gli occhi di serpente.

Pertanto, quando percepisce il pericolo o i predatori la inseguono, si trasforma. Assume una forma simile a quella di un serpente, modificando l’aspetto della testa, che assume una forma triangolare.

Inoltre, pende dall’estremità posteriore con le zampe, imitandolo. In questo modo, i suoi nemici hanno paura e di solito fuggono prima di provare ad attaccare la larva.

Può anche lanciarsi contro il suo aggressore e morderlo, anche se non gli inietta alcun veleno. Questo insieme di comportamenti assomiglia a quello di un serpente, ed è una sua caratteristica distintiva.

Distribuzione

Secondo diversi studi, questa specie si trova in gran parte dell’America centrale. In particolare, si trova in Costa Rica, Belize e Messico.

Stato di conservazione

Sfortunatamente, non si trova alcuna informazione relativa al suo stato di conservazione nella Lista Rossa IUCN delle specie. Non si trova nulla nemmeno nel Catalogue of Life.

Nonostante ciò, è noto che, come la maggior parte degli insetti, è minacciato da diversi fattori. I rischi principali sono i seguenti:

  • Distruzione della vegetazione autoctona.
  • Frammentazione di giungle e foreste.
  • Disboscamento di foreste e giungle.

Di tutte quelle esistenti, queste tre minacce sono in grado di provocarne l’estinzione parziale o totale a livello locale o regionale. Per questo motivo si cerca di evitare l’esposizione dei taxa più sensibili a tali rischi.

Altre curiosità

Bruco serpente

La Guanacaste Conservation Area ha condotto degli studi che hanno portato a risultati curiosi. Questi mostrano che alcuni degli esemplari di H. triptolemus possono essere vittime di parassiti.

La specie parassitaria per eccellenza è una mosca appartenente alla famiglia dei Tachinidae. Tuttavia, è suscettibile ad altri parassiti come le vespe delle famiglie Ichneumonidae e Braconidae.

Oltre al loro ruolo di impollinatori da adulti, anche le larve contribuiscono alla cura dell’ambiente. Il bruco serpente si nutre di una grande quantità di materia vegetale.

Ciò significa che rende possibile regolare la dimensione delle popolazioni vegetali, importanti per gli insettivori. Inoltre, da adulti impollinano le piante che fioriscono di notte.

Per questi motivi, la famiglia Sphingidae, di cui fa parte, è stata alla base di numerosi studi. Questi erano incentrati sui suoi aspetti ecologici, evolutivi e zoogeografici.

Altri studi si sono concentrati sulla sua anatomia, fisiologia o tossicologia. Per questo motivo, al giorno d’oggi abbiamo molte più informazioni su questa famiglia di lepidotteri dalla grande importanza economica.

Concludendo, la fase larvale di Hemeroplanes triptolemus ci permette di osservare la sua particolare forma di mimetismo. Prendendo le sembianze di un serpente, intimidisce i suoi nemici.

Il mimetismo è un comportamento osservato abbastanza frequentemente in natura, e che genera casi curiosi come quello appena mostrato. Un altro degli esempi più conosciuti è il serpente corallo.

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