La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale

18 giugno 2015

La crudeltà e la sofferenza degli animali è un problema che preoccupa tutta la comunità mondiale. A livello universale, esiste la cosiddetta Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, che venne proclamata nel 1979. La dichiarazione fu adottata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). A livello locale, sin dal XVII secolo molti paesi hanno adottato leggi orientate alla protezione dei diritti dell’animale.

In Italia, ad esempio già dal 2004 il codice penale prevede delle pene e sanzioni pecuniarie per chi uccide o maltratta gli animali. La legge 201/2010 ha poi finalmente reso esecutiva la Convenzione di Strasburgo inerente le norme di protezione degli animali domestici che è entrata in vigore in Italia nel 2011.

Inoltre, sempre dal 2004, anche l’abbandono di animali costituisce reato. Chiunque abbandoni animali domestici è punibile con l’arresto fino ad un anno o con il pagamento di una multa di importo variabile da 1.000 a 10.000 euro. Stesse pene per chi tiene gli animali in condizioni di sofferenza o comunque non compatibili con la loro natura.

Tuttavia, nonostante l’introduzione di queste normative, la violazione dei diritti dell’animale continua ad essere uno dei problemi che affligge la nostra società. Non soltanto ci continuiamo a chiedere perché sia possibile cacciare e maltrattare gli animali per semplice “sport” o “passatempo”, per quale motivo l’industria alimentare usa tecniche di uccisione a dir poco barbare o perché avanziamo in quasi tutti i campi della tecnologia ma abbiamo ancora bisogno di coprirci dal freddo con le pellicce come i nostri antenati. Non solo questo, dicevamo, ma non si è neppure in grado di far rispettare le poche leggi esistenti, perché ancora oggi gli animali vengono abbandonati e maltrattati senza neppure la scusa dello sport, del cibo o della moda.

Di seguito condivideremo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, affinché tutti possano conoscerla e rispettarla.

Preambolo

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Considerato che ogni animale ha dei diritti;

Considerato che il riconoscimento ed il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l’uomo a commettere dei crimini contro la natura e contro gli animali;

Considerato che il riconoscimento da parte della specie umana del diritto all’esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza della specie nel mondo;

Considerato che genocidi sono perpetrati dall’uomo e altri ancora se ne minacciano;

Considerato che il rispetto degli animali da parte dell’uomo è legato al rispetto degli uomini tra loro;

Considerato che l’educazione deve insegnare sin dall’infanzia a osservare, comprendere, rispettare e amare gli animali.

Si proclama quanto segue

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Articolo 1

Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.

Articolo 2

Ogni animale ha diritto al rispetto.

L’uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali.

Ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell’uomo.

Articolo 3

Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli.

Se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, né angoscia.

Articolo 4

Ogni animale che appartiene ad una specie selvaggia ha il diritto a vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi.

Ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.

Articolo 5

Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’uomo ha il diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie.

Ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall’uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.

Articolo 6

Ogni animale che l’uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua naturale longevità.

L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.

Articolo 7

Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un’alimentazione adeguata e al riposo.

Articolo 8

La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell’animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica o commerciale.

Articolo 9

Nel caso che l’animale sia allevato per l’alimentazione, deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà e dolore.

Articolo 10

Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo.

Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità e i diritti dell’animale.

Articolo 11

Ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita.

Articolo 12

Ogni atto che comporti l’uccisione di un numero di animali selvaggi è un genocidio, cioè un delitto contro la specie.

L’inquinamento e la distruzione dell’ambiente naturale portano al genocidio.

Articolo 13

L’animale morto deve essere trattato con rispetto.

Le scene di violenza di cui animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione, a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell’animale.

Articolo 14

Le associazioni di protezione e di salvaguardia dei diritti dell’animale devono essere rappresentate a livello governativo.

I diritti dell’animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell’uomo.

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