La percezione del tempo negli animali

28 aprile, 2020
Diversi studi suggeriscono che il tempo non vola per una mosca. Le mosche, che si distinguono per la loro abilità di svignarsela, percepiscono infatti lo scorrere del tempo più lentamente rispetto agli esseri umani. 
 

La percezione del tempo negli animali è solo un ulteriore aspetto dell’evoluzione e della sopravvivenza, secondo quanto sostenuto dagli scienziati. Diversi studi suggeriscono che per una mosca il mondo sembra muoversi circa sette volte più lentamente rispetto a come lo percepiscono gli esseri umani.

Gli animali dal corpo piccolo e con tassi metabolici rapidi, per esempio i colibrì, percepiscono più informazioni in un’unità di tempo. Questo significa che vivono l’azione più lentamente rispetto agli animali dal corpo grande e con un metabolismo più lento, umani inclusi.

Come si misura la percezione del tempo negli animali?

Dobbiamo tenere conto del fatto che tutti gli schermi dei televisori, dei computer e dei cinema lampeggiano. All’occhio umano la luce intermittente dà l’illusione di immagini costanti, fatto che si deve alle alte frequenze a cui operano gli schermi.

La percezione relativa del tempo, unica per ogni specie, è dunque stata misurata. A essa si dà il nome di frequenza critica di fusione. Questa frequenza di fusione è il punto in cui i bagliori della luce sembrano fondersi agli occhi dello spettatore. In questo modo, una fonte di luce obiettivamente intermittente dà l’illusione di essere costante.

Colibrì attorno al fiore
 

La percezione del tempo negli esseri umani

Quando bussiamo alla porta, percepiamo una collezione di eventi simultanei che uniscono il suono, la vista e la sensazione tattile. In realtà, l’informazione, nelle sue diverse modalità provenienti da una stessa fonte, raggiunge il cervello attraverso molteplici vie.

L’informazione, di fatto, raggiunge i centri di elaborazione in diversi momenti. In seguito a ciò, è ragionevole supporre che il cervello debba unire il controllo sensoriale-motorio e l’elaborazione dell’informazione affinché ci sia possibile percepire il momento presente.

In funzione di questi fatti, gli esperti sostengono che l’interpretazione di diverse modalità sensoriali che sembrano verificarsi simultaneamente richiede una elaborazione delle informazioni propria del cervello umano. Questo meccanismo ci offre la rappresentazione del tempo umano.

Nel caso di altri animali, la percezione dello scorrere del tempo verrà dunque influita dalla gestione delle informazioni di posizione e velocità eseguita dal loro sistema sensoriale.

Le dimensioni contano

Le mosche possono percepire il lampeggiamento di una luce intermittente fino a quattro volte più veloce rispetto agli umani. Questo spiega come riescono a evitare di essere schiacciate. Le mosche percepiscono il “nostro” tempo come se avvenisse a rallentatore, il che dà esse il tempo sufficiente per scappare. In realtà, però, il tempo trascorre alla stessa velocità.

Gli occhi della mosca inviano aggiornamenti al loro cervello con una frequenza di gran lunga maggiore rispetto agli occhi di un umano e anche i loro meccanismi cognitivi sono molto più veloci rispetto ai nostri.

 

La ricerca suggerisce anche che quanto più piccolo è un animale e più è veloce il suo tasso metabolico, tanto più lentamente percepirà il trascorrere del tempo.

Mosca appoggiata su una foglia e la percezione del tempo negli animali

Gli animali studiati appartenevano a oltre trenta specie, tra cui roditori, anguille, lucertole, polli, piccioni, cani, gatti e tartarughe liuto. I risultati ottenuti indicano che per una vasta gamma di specie la percezione del tempo è direttamente relazionata alle dimensioni.

Questi studi mettono in rilievo l’importanza della percezione del tempo negli animali. In natura, la capacità di percepire il tempo in scale molto piccole può fare la differenza tra la vita e la morte.

I vantaggi di una via di comunicazione segreta

Per un organismo l’ecologia è intesa come la scoperta di una nicchia a cui avere successo e che nessun altro potrà occupare.

È un dato di fatto che il registro uditivo di molti animali consente essi di sentire suoni in spettri in cui l’orecchio umano non opera. In modo simile, alcuni animali possono sfruttare a loro vantaggio le differenze tra le specie in quanto alla percezione del tempo.

Per esempio, molte specie, come le lucciole e gli animali che popolano gli abissi marini, usano luci lampeggianti come segnali. È possibile che predatori più grandi e più lenti siano incapaci di decodificare questi segnali.

 

Nel caso in cui il sistema visivo del predatore non sia abbastanza svelto, questa comunicazione visiva può offrire agli animali che inviano tali segnali un canale segreto di comunicazione.

Lucciola nella notte

Nota finale

Ci resta ancora molto da scoprire riguardo alla percezione del tempo negli animali. Gli studi finora a nostra disposizione suggeriscono che la percezione dello scorrere del tempo rappresenta una dimensione poco esplorata, nella quale gli animali potrebbero specializzarsi.

Risulta necessario approfondire ulteriormente le ricerche per capire in che modo gli animali usano le loro abilità di rallentare il tempo. Potrebbe anche darsi che esistano aspetti della vita umana invisibili ai nostri occhi.

 
  • Healy, K., McNally, L., Ruxton, G. D., Cooper, N., & Jackson, A. L. (2013). Metabolic rate and body size are linked with perception of temporal information. Animal Behaviour, 86(4), 685-696.
  • Reas, E., (2014) Small Animals Live in a Slow-Motion World. Scientific American Mind 25: 4, doi:10.1038/scientificamericanmind0714-11a
  • Glazier DS. (2015). Is metabolic rate a universal ‘pacemaker’ for biological processes? Biol Rev Camb Philos Soc. 90(2):377-407. doi: 10.1111/brv
  • Bobrowicz, K., Osvath, M., (2019). Cognition in the Fast Lane: Ravens’ Gazes are Half as Short as Humans’ when Choosing Objects. Animal Behavior and Cognition. 6(2):81–97