L'effetto del commercio illegale sulle specie animali

Il commercio illegale è un'attività che esiste da tempi immemorabili e che, purtroppo, esercita gravi conseguenze sulla fauna e la flora terrestri.
L'effetto del commercio illegale sulle specie animali

Ultimo aggiornamento: 11 dicembre, 2020

Purtroppo, l’effetto del commercio illegale sulle specie animali è devastante. Ecco perché si è alla costante ricerca di nuovi modi per combatterlo e assicurare alla giustizia chi lo pratica.

Sapreste dire quali sono gli effetti di questo abuso perpetrato a danno delle specie animali? E quali sono le sue ripercussioni sulla fauna e la flora? Nelle righe che seguono analizzeremo il fenomeno del commercio illegale e vedremo in che modo viene condotta la lotta contro di esso, mostrandovi un esempio pratico mediante il ricorso a una notizia di cronaca.

Utilizzo di esche per identificare il commercio illegale

Nell’ottobre del 2020 è stata diffusa una notizia incoraggiante contro il commercio illegale, che racconta di come sono state seguite le tracce di una vendita proibita di uova di tartaruga in Costa Rica, a partire dai ladri fino ai consumatori.

È bene iniziare dal principio: l’utilizzo di false uova di tartaruga verde e/o olivacea come esca. Per la creazione di queste imitazioni così realistiche, chiamate InvestEggators, si è fatto uso di una stampante 3D.

Dopo la loro fabbricazione, queste uova sono state strategicamente collocate in 101 nidi di tartaruga, situati in quattro spiagge differenti. Nel complesso, si stima che sia stato rubato un quarto delle uova.

Il trucco consiste nel fatto che queste false uova contenevano al proprio interno un segnalatore GPS che ha consentito, in alcuni casi, di risalire alla strada che hanno percorso. Le esche, infatti, erano state programmate per trasmettere la propria posizione esatta ogni ora.

Tuttavia, alcune di esse non hanno funzionato, dopo che sono state spostate in zone prive di segnale, mentre altre non sono riuscite a trarre in inganno i ladri. Ciononostante, in molti casi è stato possibile identificare il passaggio dal ladro al trafficante e, da quest’ultimo, al consumatore.

Grazie a questa operazione, le forze dell’ordine sono riuscite a seguire le tracce delle uova, allo scopo di smantellare le reti di commercio illegale e indurire le pene inflitte ai malfattori. Inoltre, in questo modo una gran parte di questi prodotti di origine animale è rimasta nelle comunità locali, rappresentando quindi un investimento nella sensibilizzazione nei confronti del problema.

Alcune delle uova contenenti i segnalatori, poi, sono state introdotte nella parte interna del paese, mentre altre sono state esportate. D’altra parte, gli esperti hanno verificato che gli embrioni in incubazione non hanno subito alcun danno da parte delle esche.

Uova di tartaruga.

Alcune informazioni sul commercio illegale

In primo luogo, il commercio illegale è “la vendita di qualunque merce proibita a livello giuridico nel paese”. Questo fenomeno, noto anche come “mercato nero”, coinvolge sia la fauna che la flora di tutto il mondo.

La vendita illegale di fauna e flora è una forma di commercio praticata fin dal 10.000 a. C. Questa attività economica fuorilegge produce enormi guadagni e ha sottratto numerose specie di animali e vegetali al proprio habitat.

Quali sono gli effetti sulle specie?

Le conseguenze del commercio illegale sono molteplici, dal momento che a subirle non sono solo le specie che vengono trasportate: molti esemplari, infatti, vengono liberati nella natura dai loro padroni, quando questi non sono in grado di continuare a prendersene cura.

A prima vista potrebbe sembrare una buona notizia, ma, in effetti, non potremmo essere più lontani dalla realtà: gli esseri viventi che abitano la zona, infatti, possono venire minacciati da queste specie invasive. L’impatto provocato da queste specie è stato osservato in tutti gli ecosistemi del mondo:

  • Predazione: è stato osservato che i procioni invasori si nutrono di diverse piante e animali, come granchi di fiume, uova di testuggine, uccelli acquatici, oppure frutta e cereali.
  • Concorrenza: lotta per le risorse, come tra la testuggine europea e quella della Florida.
  • Ibridazione: l’ibridazione genetica, se si sviluppa per un tempo sufficientemente lungo, comporta, a lungo termine, la perdita di alcune specie.
  • Cambiamenti negli ecosistemi.
  • Influenza negativa sulla flora: a causa del suo consumo, degli scavi che subisce, del danneggiamento delle piante o degli alberi, così come per altre forme di distruzione. Un esempio è rappresentato dagli uccelli, come i parrocchetti monaci e i loro enormi nidi, che spezzano i rami degli alberi.
  • Trasmissione di malattie e/o parassiti: il procione, nonostante la sua maschera graziosa, è in grado di trasmettere malattie come la rabbia.

Quali tecniche si usano per combattere il commercio illegale?

Come abbiamo avuto modo di vedere, l’impiego di questa tecnica che ricorre alle esche ha consentito di compiere notevoli passi avanti nell’eliminazione del commercio illegale. Ciononostante, i ricercatori dello studio citato hanno concluso che sono necessari ulteriori progressi per il raggiungimento del vero obiettivo:

  • Conservazione multipla: applicare diverse tecniche di conservazione, sia in situ che ex situ.
  • Sensibilizzazione fin da un’età precoce: per esempio, in Italia è stata sviluppata una serie di codici di condotta che hanno lo scopo di evitare futuri problemi con la fauna e la flora invasiva.
  • Creazione di nuovi posti di lavoro: in questo modo, le persone non correranno rischi per rubare le uova e poterle rivendere per ottenere una fonte di guadagni extra.
  • Applicazione e miglioramento della legge: attualmente, le leggi contro la caccia di frodo di uova di tartaruga sono molto clementi. Si richiedono inasprimenti delle pene.
  • Educazione sul ruolo della specie invasive: non bisogna limitarsi a sensibilizzare la popolazione per evitare il commercio illegale. Dobbiamo anche proteggere la flora e la fauna autoctone di ogni paese.
Commercio illegale di animali: scimmia in gabbia.

Come abbiamo potuto vedere, gli effetti del commercio illegale sono più seri e complessi di quanto avremmo potuto credere. Non solo le specie commercializzate sono in pericolo, ma anche quelle autoctone di una determinata zona possono trovarsi minacciate.

Ecco perché dobbiamo combattere questo traffico illegale di fauna e flora, iniziando dalla sensibilizzazione e dall’educazione. Solamente in questo modo sarà possibile porre fine a un’attività tanto redditizia quanto immorale.

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