Lo spirito di indipendenza dei gatti

22 giugno 2015

Il gatto, come tutti i felini, ha un passato selvatico che la lasciato forti impronte nel suo comportamento. L’istinto dei gatti è ancora molto radicato a questa sua eredità ed è rimasto praticamente inalterato, anche perché il processo di addomesticamento di questo animale è stato breve, se comparato ad altre specie. Da questo si intuisce l’origine dello spirito di indipendenza dei gatti. Vediamo alcune sue caratteristiche.

Istinto di caccia

I gatti sono formidabili cacciatori, praticamente tutto il tempo in cui sono svegli lo usano in funzione di questo istinto: catturare una nuova preda. Avrete certamente sentito dire che il gatto è un animale molto curioso, tuttavia, più che di curiosità, si potrebbe parlare di sensi sempre all’erta e pronti ad aiutare l’animale a cacciare la sua prossima preda. Per questo il gatto presta attenzione a tutto quello che si muove o fa rumore, non si sa mai da dove sbucherà il suo prossimo spuntino…

L’istinto cacciatore del gatto gli consente di seguire, tendere imboscate o balzare su qualsiasi animale che possa considerare una sua preda.

Questo comportamento gli garantisce la sopravvivenza e l’indipendenza nel caso in cui si trovi lontano da casa.

Autosufficienza

Uno dei principali motivi per cui i gatti non creano legami con i padroni umani, ma li tollerano all’interno del “proprio” territorio, è che sono fortemente autosufficienti.

Come già detto, il gatto, per conformazione fisica è un forte cacciatore. Caratteristiche come la forma della testa e degli occhi, la struttura muscolare e ossea unita ad una grande agilità, gli permettono di procurarsi da solo il cibo necessario e di essere padrone della propria sopravvivenza.

La sua dieta

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Anche la dieta dei gatti contribuisce a renderli indipendenti, visto che è quasi totalmente carnivora. Sono predatori che si cibano di una gran varietà di piccoli animali che vivono sia in città che in campagna, come ad esempio uccelli e roditori. Un gatto affamato si nutrirà praticamente di qualsiasi animale che lui sia in grado di cacciare e che abbia valore nutritivo, incluso i mammiferi, alcuni insetti e i rettili.

Per questo motivo è abbastanza comune che un gatto a cui si permette di uscire, abbandoni volontariamente casa: magari perché ha trovato una fonte di cibo più nutriente di quella fornita dal padrone o semplicemente più appetitosa.

Senso dell’orientamento

I gatti hanno un ottimo senso dell’orientamento che gli consente di allontanarsi di alcuni chilometri da casa, per realizzare attività come esplorare, socializzare con altri gatti, cercare un partner nel periodo dell’estro o proteggere e marcare il territorio.

È difficile che un gatto arrivi a perdersi involontariamente; è in genere in grado di tornare a casa, anche a costo di intraprendere un lungo cammino di ritorno o attraversare posti sconosciuti.

Bisogno di spazio

I gatti sono felini. Questi, forse con la sola eccezione del leone, in natura vivono soli, cacciano soli e non hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura del territorio dove cacciano e riposano. Per questo motivo tollerano solo la convivenza con gli esseri umani, sempre che questa non ostacoli la loro libertà e indipendenza.

Avrete notato che in alcune occasioni è il gatto a cercare la vostra compagnia e il vostro affetto, ma in altri momenti sembra isolarsi e rifiutare ogni tipo di contatto. Se volete stabilire una buona convivenza con lui, questi suoi momenti vanno capiti e rispettati. Questo si estende anche alla presenza e tolleranza di altri animali, forse non necessaria per il micio, ma realizzabile, a patto che non lo faccia sentire minacciato o invaso nei suoi spazi.

Fanno sempre quello che vogliono

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A differenza dei cani, che amano compiacere, i gatti mettono sempre al primo posto il proprio volere agli interessi o le richieste del padrone. Miagolerà in modo insopportabile se ha fame e ancora non gli avete dato da mangiare, se non riesce a prendere qualcosa fuori dalla sua portata, se trova una porta o una finestra chiusa.

Questi comportamenti si possono anche controllare con l’addestramento, ma sarà meglio mettere in atto una strategia e far credere al micio di star facendo quello che gli chiedete perché è stato lui a volerlo fare.

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