Organismi pancronici: fossili viventi che si rifiutano di sparire

30 aprile, 2020
Gli organismi pancronici, anche conosciuti come fossili viventi, sono quelle specie animali che hanno vissuto per milioni di anni praticamente senza mutazioni sin dalle loro origini. 
 

Gli organismi pancronici, anche detti fossili viventi, sono quelle specie che hanno mantenuto le loro sembianze quasi intatte rispetto alle loro origini. Questa caratteristica li rende organismi straordinari e sorprendenti, in quanto sono estremamente simili agli animali più antichi.

Stupiscono non solo per il loro strano aspetto, ma anche perché continuano a vivere fino al momento presente come vivevano nei tempi passati.

Cosa sono gli organismi pancronici?

Dalla loro comparsa fino alla loro estinzione, le specie presentano tre fasi. La prima comprende l’evoluzione di una specie da un’altra ancestrale. Si prosegue con la continua crescita di individui del gruppo fino alla loro massima distribuzione e abbondanza.

L’ultima fase coincide con il calo del numero di esemplari del gruppo e culmina con la loro estinzione. D’altro canto, le specie presentano diverse inclinazioni evolutive. Queste sono:

  1. Veloci trasformazioni dovute a strategie di competenza o sopravvivenza della specie.
  2. Trasformazioni lente durante un lungo lasso di tempo, le quali sono quasi impercettibili.
  3. Continuare inalterate per milioni di anni.

In questo ultimo caso parliamo di organismi pancronici (pan: tutto, cronos: tempo), anche chiamati popolarmente come fossili viventi. La denominazione di fossili viventi, tuttavia, può essere interpretata in modo sbagliato o essere considerata erronea.

Questa ambiguità si deve al fatto che un fossile è un organismo morto (con almeno 10000 anni di antichità) e né una pianta o un animale vivi possono essere classificati come fossili.

 

Un organismo pancronico, invece, animale o pianta che sia, è sopravvissuto durante il periodo in cui è prosperato e oltre.

In genere gli organismi pancronici risalgono soprattutto al passato geologico perché erano ben adattati e pienamente distribuiti. Rispetto al numero di specie viventi che esistono al giorno d’oggi, pochi organismi sono considerati pancronici.

I celacanti

I celacanti (Latimeria chalumnae) fanno parte delle specie di vertebrati creduti estinti dal periodo Cretaceo fino al 1938. Proprio in quell’anno venne trovato un individuo vivo nella foce del fiume Chalumna, nel Sudafrica.

Era lungo 1,5 metri e pesava circa 50 kg. Un secondo celacanto è stato trovato nel 1952 nelle coste delle Isole Comore, nell’Oceano Indiano, tra il Mozambico e il Madagascar.

Celacanto Latimeria chalumnae
Fonte: www.nationalgeographic.com.es

Al 1987 risalgono le prime immagini sottomarine del celacanto nel suo habitat naturale, tramite un sommergibile. In quegli anni vennero fotografati circa centosettanta celacanti, tutti in prossimità dell’arcipelago delle isole Comore e nell’isola Sulawesi.

I celacanti sono pesci dalle pinne carnose dell’ordine Coelacanthiformes, imparentati con i vertebrati terrestri. Sono apparsi nel periodo Devoniano (400 milioni di anni fa), sebbene siano stati classificati alcuni resti nel periodo Carbonifero (350 milioni di anni fa).

 

La loro scarsa presenza ai giorni nostri ci indica che potrebbero essere sul punto di estinguersi. Ma potrebbe anche darsi che abbiano trovato un luogo recondito nel Pianeta in cui vivere tranquillamente: freddo, buio e profondo (dai 91 ai 457 metri).

Limulo

I limuli (Limulus polyphemus) sono artropodi anche conosciuti come granchi atlantici a ferro di cavallo e anche in questo caso parliamo di fossili viventi. Questa specie appartiene alla classe Merostomata dell’ordine Xiphosura ed è imparentata agli aracnidi.

Limulus polyphemus

I suoi parenti più antichi sono stati scoperti in rocce risalenti a 500 milioni di anni fa, durante il periodo Ordoviciano. Si tratta di un organismo pancronico per via della sua vicinanza a forme scomparse e perché è l’unico superstite del suo genere.

Il limulo normalmente è distribuito nel Golfo del Messico, lungo le coste nord dell’Oceano Atlantico. Può raggiungere i 50 centimetri e si nutre di molluschi, vermi e altri invertebrati. Trascorre gran parte della sua vita sotto la sabbia, da dove cattura le sue prede.

Il tuatara tra gli organismi pancronici

I tuatara (Sphenodon punctatus) sono un altro ottimo esempio di esseri pancronici. Appartengono ai rettili endemici delle isole adiacenti alla Nuova Zelanda, della famiglia Sphenodontidae e dell’ordine Rhynchocephalia. Il loro nome comune proviene dal maori e vuol dire schiena spinosa.

 
Il tuatara tra gli organismi pancronici

Negli ultimi 150 milioni di anni si sono verificati pochissimi cambiamenti fisici nei tuatari. Questi rettili sono comparsi nel periodo Triassico e hanno convissuto con i dinosauri.

Il numero degli esemplari di tuatara è iniziato a diminuire dopo il periodo Triassico e la loro linea evolutiva è continuata in modo illimitato. Nell’epoca dei mammiferi, il tuatara scomparve quasi del tutto dalla Terra, restando solo in Nuova Zelanda, il paese in cui i mammiferi non giunsero mai.

Fatta eccezione per le due specie vive di tuatara che si trovano in Nuova Zelanda, gli unici parenti di questi animali sono fossili.

 

Young, J. Z. (1977). La vida de los vertebrados. Barcelona: Editorial Omega.