I ratti invasivi e la loro influenza sui pesci di barriera

L'impatto dei ratti neri sulla popolazione di uccelli marini sta influenzando il comportamento delle castagnole dalla coda gialla. In questo articolo vi mostriamo perché.
I ratti invasivi e la loro influenza sui pesci di barriera
Sara González Juárez

Scritto e verificato da lo psicologo Sara González Juárez.

Ultimo aggiornamento: 14 febbraio, 2023

Leggendo questo titolo vi sarete chiesti cosa abbiano a che fare i ratti invasivi con i pesci di barriera, visto che si tratta di specie che occupano biomi molto diversi. Ebbene, dovete sapere che gli ecosistemi hanno degli equilibri delicati che un singolo fattore, come una specie introdotta dall’uomo, può compromettere nel giro di pochi anni.

Questo è uno degli ultimi casi documentati, la cui rilevanza va oltre l’essere l’ennesima prova che stiamo mettendo a rischio il pianeta. Fino ad ora, il rapporto tra le catene trofiche di un ecosistema e le conseguenze a livello ecologico non era stato esplorato in modo così approfondito. Vediamo tutto nel dettaglio.

Isole tropicali e il delicato equilibrio delle barriere coralline

Le barriere coralline costituiscono sia un rifugio per un’incredibile diversità di esseri viventi che un pilastro fondamentale di questo tipo di ecosistema. Tuttavia, tutti gli elementi che vi coesistono, vivi o no, giocano un ruolo essenziale nel suo equilibrio, senza il quale l’intero bioma si degrada.

La nostra specie, a volte innocentemente e altre volte meno, compromette gli ecosistemi, provocando conseguenze negative come la perdita di nutrienti nell’ambiente. Questi nutrienti effettuano un percorso che, se interrotto, interessa tutte le specie e ne modifica abitudini e comportamenti.

Essendo un’interazione molto complessa tra tanti elementi, l’impatto che avrà l’azione dell’uomo, o almeno quella involontaria, spesso non può essere previsto. L’esempio dei ratti invasivi ha chiarito uno dei processi meno studiati in questo senso, ossia il flusso di nutrienti in un ecosistema e il ruolo che questo svolge nella sua biodiversità. Vediamolo nel dettaglio.

Lo studio che ha collegato i ratti invasivi con i pesci di barriera

Nel 2023, sulla rivista Nature Ecology & Evolution è stato pubblicato uno studio che esplora come i ratti neri (Rattus rattus) influenzino il comportamento territoriale dei vertebrati marini. Questo lavoro è stato condotto confrontando le osservazioni di 5 diverse isole tropicali nell’Oceano Indiano, ciascuna con una diversa concentrazione di ratti neri.

Gli uccelli e i topi

I ratti neri sono arrivati come clandestini attraverso le navi che arrivavano dall’Europa nel XVIII secolo. Da allora, questi roditori si sono ritagliati una nicchia nell’ecosistema grazie alla loro grande capacità di adattamento a nuovi ambienti. Tuttavia, il loro impatto non è passato inosservato, soprattutto per gli uccelli delle isole tropicali, poiché questo ratto è entrato a far parte della loro lista di predatori.

A causa di questo fattore e il consumo delle loro uova, la densità degli uccelli marini si è ridotta. E, come afferma lo studio stesso, “Gli uccelli marini contribuiscono in modo importante a livello globale al trasferimento di nutrienti: sono infatti responsabili della loro distribuzione negli ecosistemi terrestri e marini, depositando escrementi sulle isole dopo essersi nutriti nell’oceano aperto.”

Il ratto nero, in quanto specie introdotta, funge da agente “interruttore” per questa via nutritiva.

Gli escrementi degli uccelli e i pesci di barriera

I nutrienti presenti negli escrementi degli uccelli marini arricchiscono l’ambiente marino, aumentando la quantità di azoto nelle alghe e nei pesci, favorendo la crescita dei coralli e, di conseguenza, aumentando la biomassa dei vertebrati marini. Pertanto, se si riduce il numero di uccelli marini, diminuisce il valore biologico di questi ecosistemi.

Ed è qui che arriviamo alla castagnola dalla coda gialla (Microspathodon chrysurus), abituale consumatrice delle alghe presenti nelle barriere coralline. Normalmente le proteggono in tutti i modi da altri animali marini per mezzo di comportamenti agonistici e territoriali. Tuttavia, nelle isole con un’elevata infestazione di ratti non funziona più così. Perché? Vediamolo.

L’impatto indiretto dei ratti invasivi sulla barriera corallina

Ratto nero
Rattus rattus.

I principali ricercatori dello studio hanno scoperto qual è il rapporto tra i ratti e il cambiamento del comportamento delle castagnole. Misurando la qualità delle acque circostanti delle isole con grandi popolazioni di Rattus rattus, hanno scoperto che vi era 251 volte meno azoto rispetto a quelle prive di infestazioni.

Ciò significa che il valore nutrizionale delle alghe di cui si nutrono le castagnole è diminuito drasticamente. Pertanto, la quantità di nutrienti ottenuti da questo animale per unità di sforzo era così bassa che i comportamenti territoriali e aggressivi diventavano sempre meno frequenti.

In altre parole: perché difendere qualcosa che non ha valore?

D’altra parte, i territori delle castagnole erano molto più grandi, e ciò indicava che stavano dando la priorità al foraggiamento rispetto alla difesa del territorio. Da ciò si deduce che l’interruzione del flusso dei nutrienti influisce sul comportamento degli animali presenti nell’ambiente, dando luogo, a sua volta, ad un progressivo degrado dell’ambiente stesso.

Immaginavate che tra ratti invasivi e barriere coralline tropicali potesse esserci un rapporto simile? Misurare e minimizzare l’impatto che la nostra specie ha sul pianeta è la chiave per conservare ciò che ne resta.

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