Le reti sociali contro l’abbandono di cani e gatti

· 19 ottobre 2017

L’abbandono di cani e gatti è una piaga molto triste della nostra società moderna. Questi incolpevoli animali domestici, spesso vengono adottati o comprati con troppa superficialità. Con il risultato che, dinanzi a piccoli problemi, le responsabilità o la fatica, la scelta che viene presa è quella tragica di abbandonarli.

Per fortuna, grazie alle reti sociali si sta diffondendo una sempre maggiore consapevolezza di questo gesto vigliacco che colpisce animali che non possono difendersi.

L’abbandono di animali in Italia

Stando ai dati pubblicati da Lifegate, il fenomeno degli animali abbandonati in Italia è davvero grave. Si parla di circa 150.000 cani e gatti. Un numero elevatissimo a cui dobbiamo aggiungere gli oltre 200.000 cani randagi, 600.000 vagabondi e 80.000 cani rinselvatichiti.

Numeri simili che ritroviamo anche in altri paesi dell’Unione Europea, come per esempio la vicina Spagna. Discorso assai differente per l’Olanda dove, grazie a politiche mirate, il randagismo è difatti stato debellato.

Le cause degli abbandoni sono diverse e dipendono anche da fattori economici. Con la crisi e la mancanza di lavoro, ciò che era un piacere ora è diventato un lusso. Il cane, o il gatto, costituiscono una spesa non indifferente tra cibo, vaccinazioni ed altro. Ovviamente, i dati appena citati soffrono una considerevole impennata poco prima dell’estate, quando le famiglie scoprono di non poter portare con loro l’animale o non sanno a chi affidarlo.

Anche da un punto di vista delle adozioni, nonostante la bontà e generosità di molti, lo sforzo non basta a offrire casa e protezione alle migliaia di cani e gatti lasciati al proprio destino.

Le reti sociali si mobilitano contro l’abbandono di animali

gatti randagi per strada

Se esiste una parte di popolazione irresponsabile e malvagia, grazie alle reti sociali, si scopre un’Italia sensibile ai problemi degli animali. Da qualche anno, per iniziativa di diverse associazioni no profit, vengono lanciate sui social Networks importanti campagne. Parliamo sia di azioni di sensibilizzazione che per la raccolta di fondi a favore degli animali più sfortunati.

Ecco allora che Facebook, Twitter, Instagram ed altre piattaforme diventano canali perfetti per urlare l’indignazione degli amanti della natura e chiamare all’azione chi possiede un cane o un gatto. Tutto parte sempre da un hashtag, un sistema di etichettamento sociale con parole chiave di grande impatto.

Facciamo qualche esempio. In Italia, proprio l’estate scorsa, fu lanciata la campagna contro l’abbandono dei cani, chiamata “Vengo Anch’io. Si, Tu Si“. Sulle principali reti sociali apparvero commenti e condivisioni con gli hashtag: #vengoanchiositusi #abbandonocani #qualazampa. Stesso discorso per l’iniziativa, originalissima e vincente, contro l’abbandono di animali e libri. #BooksandPets divenne virale in pochi giorni, grazie a bellissime e dolci foto di cani, gatti, conigli e altri animali, mostrati accanto a novelle e romanzi.

In Spagna, che ha lo stesso numero di abbandoni dell’Italia, prese forza su Instagram l’iniziativa #EchaUnaPata che, oltre a likes e retweet, riuscì a mettere assieme oltre 7000 euro da destinare all’accoglienza degli animali abbandonati, in tutto il paese.

Abbandono di animali: un problema senza soluzione?

cane annusa il terreno

Alcuni animali, durante i millenni, si sono evoluti e sono cambiati notevolmente. I cani, al principio furono impiegati come pastori, poi come guardiani e, oggi, come animali da compagnia. Nonostante ciò, esiste ancora chi calpesta questo vincolo di amore e affetto, riuscendo a compiere un gesto così becero e violento.

Nessuno, anticamente, trovava logico né giusto abbandonare il proprio cane pastore o da guardia. Quasi come se, il fatto di essere ora un semplice animale domestico, tolga valore all’esistenza come animale. Il cane, in apparenza, non è più utile come prime e, di conseguenza, liberarsene diventa quasi legittimo. Chi abbandona un animale, lo fa rispettando questi tre elementi:

  • Basta con le responsabilità. Chi adotta un animale pensando che sia un peluche animato, agisce da immaturo e irresponsabile. Avere un cane significa tempo, dedizione, pazienza e denaro.
  • Cane vecchio, addio. Non appena il cane smette di essere un compagno attivo, inizia ad avere acciacchi o richiede cure mediche, meglio abbandonarlo al suo destino.
  • Vacanze. Uno dei principali motivi di abbandono, spinto anche dall’ignoranza e dalla mancanza di sensibilità. Oggi esistono rifugi e case vacanze per animali, a cui affidare il cane o il gatto. Senza scordare i tantissimi hotel e villaggi attrezzati per ospitare gli animali.

Speriamo che le reti sociali continuino a svolgere questo importante ruolo contro l’abbandono di animali. Ricordate che un commento, un retweet o un ‘Mi piace’ non costa nulla e contribuiscono a far cambiare le cose in meglio.