5 curiosità sui ricci di mare: scopriamole!

Dopo aver scoperto queste curiosità sui ricci di mare, non avrete alcun dubbio sul fatto che la natura non smette mai di sorprenderci.
5 curiosità sui ricci di mare: scopriamole!

Ultimo aggiornamento: 11 maggio, 2021

Gli echinoidei, noti comunemente come “ricci di mare”, sono una classe appartenente al philum degli echinodermi. Questi animali sono molto differenti rispetto ad altri gruppi, soprattutto a causa del loro corpo segmentato in direzione radiale, che si distingue dalla classica disposizione bilaterale. Addentriamoci tra le molte curiosità che caratterizzano i ricci di mare. Ma attenzione alle spine!

Questi piccoli animali vivono solamente negli oceani, proprio come gli altri altri animali dello stesso philum. Non hanno mai colonizzato le acque dolci: di conseguenza, per osservarli è necessario raggiungere il mare e, se è possibile immergersi utilizzando maschera e boccaglio, tanto meglio! Nelle righe che seguono vi presentiamo cinque curiosità che riguardano questi esseri.

Curiosità sui ricci di mare

1. Le spine dei ricci di mare fanno parte del loro scheletro

Una delle più grandi curiosità che caratterizzano i ricci di mare è il fatto che possiedono un endoscheletro. Ciononostante, non si tratta di animali vertebrati, ma di invertebrati, perché non possiedono una colonna vertebrale né presentano uno sviluppo embrionale come, per esempio, quello dei mammiferi o degli uccelli.

Sotto l’epidermide, i ricci di mare possiedono uno scheletro formato da placche che si fondono le une con le altre, cosa che impedisce loro di muoversi. Queste placche sono chiamate anche “ossicoli calcarei”, che in altri tipi di echinodermi (come le stelle di mare) sono invece articolati e consentono all’animale la realizzazione di movimenti.

In numerose occasioni, anche se non sempre, gli ossicoli calcarei possiedono spine o tubercoli, che emergono all’esterno attraverso l’epidermide. Per questa ragione molti ricci di mare presentano un caratteristico aspetto spinoso.

Ricci di mare.

2. Hanno i piedi!

Anche se l’endoscheletro dei ricci di mare, essendo fuso, impedisce loro di muoversi, ciò non significa che questi animali non siano in grado di spostarsi. Infatti, la caratteristica più importante ed esclusiva di questo gruppo di animali è rappresentata dalla presenza di un sistema acquifero o apparato ambulacrale.

Dall’interno del loro corpo, chiamato “celoma“, si dipana un sistema di tubi o canali legati ad alcune appendici che emergono all’esterno. Questi canali si riempiono di acqua salata, grazie a una placca speciale dell’endoscheletro chiamata “madreporite”, che si trova nella parte superiore del riccio, accanto all’ano.

Attraverso la piastra madreporica, l’acqua marina fa il proprio ingresso all’interno del riccio di mare. Questo fenomeno conferisce turgore ai suoi piedi ambulacrali, attribuendo a questi animali, grazie a un rudimentale sistema nervoso, la capacità di spostarsi, anche se in maniera molto lenta.

3. Alcuni ricci di mare possiedono veleni mortali

Gli echinoidei possiedono delle strutture chiamate “pedicellarie”, che si trovano intorno alle spine lungo tutta la regione superiore dell’animale. Queste formazioni possono presentare diverse funzioni, tra le quali troviamo quelle difensiva, alimentare o di pulizia.

Ogni pedicellaria è costituita da tre parti: testa, collo e pendolo. La testa è generalmente formata da tre ossicoli e al loro interno si trovano alcune cellule sensoriali che indicano quando questi devono aprirsi e chiudersi.

Di solito le pedicellarie hanno esclusivamente il compito di occuparsi della pulizia del riccio. Grazie a esse, infatti, l’animale può palpare la propria superficie corporea alla ricerca di qualunque parassita che abbia potuto insediarvisi.

A volte, però, le pedicellarie contengono delle ghiandole velenose che si attivano a scopo di difesa. Quando una persona cerca di prendere un riccio di mare velenoso oppure lo calpesta inavvertitamente, l’invertebrato inietta il proprio veleno, che è molto doloroso e può perfino risultare mortale.

4. I ricci respirano attraverso delle branchie

Proprio come i pesci, i ricci di mare respirano attraverso delle branchie, ma, diversamente da loro, questi invertebrati possono anche utilizzare queste strutture per espellere sostanze di rifiuto.

Intorno alla bocca, nella parte inferiore (della quale parleremo nelle prossime righe), questi animali presentano cinque branchie, che costituiscono delle evaginazioni del celoma. Attraverso di esse, effettuano lo scambio gassoso con l’acqua salata; inoltre, le utilizzano per emettere alcune sostanze che non vengono espulse attraverso l’ano.

5. La strana bocca dei ricci di mare

All’interno del loro corpo e accanto all’apertura che costituisce la bocca dei ricci di mare, si trova una struttura interna chiamata “lanterna di Aristotele“. È formata da cinque denti, che, insieme all’endoscheletro e alla muscolatura circostante, forniscono un sostegno all’animale.

I ricci di mare impiegano la lanterna di Aristotele per raschiare le alghe presenti sul fondo o per rompere il cibo in pezzi più piccoli. Inoltre, la utilizzano anche per mantenere la presa sul terreno o per scalare determinate superfici.

La bocca dei ricci di mare comunica con il tubo digerente, composto da un ampio stomaco e, infine, con l’ano, posto nella zona superiore.

Riccio di mare nero.

Non c’è alcun dubbio che i ricci di mare siano animali strani in maniera spettacolare. Se ci addentrassimo a osservare le diverse specie esistenti, le curiosità dei ricci di mare sarebbero quasi infinite.

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  • Kotpal, R. L. (2012). Modern text book of Zoology: Invertebrates. Rastogi Publications.
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