6 specie esotiche invasive che dovete conoscere

· 11 settembre 2018
Le specie esotiche invasive tendono a causare squilibri in natura e promuovono la scomparsa di altre specie tipiche del luogo. Per questo motivo è importante imparare a conoscerle. 

Avete mai sentito parlare delle specie esotiche invasive? Si tratta di animali o piante che non appartengono a un determinato ecosistema ma che, inseriti in esso dall’uomo, possono causare problemi alle specie autoctone, arrivando persino a spingerle verso l’estinzione.

Le specie esotiche invasive tendono a causare squilibri in natura e promuovono la scomparsa di altre specie tipiche del luogo. Per questo motivo è importante imparare a conoscerle. In Italia, quelle più note sono la Gambusia, la Tartaruga dalle orecchie rosse, lo scoiattolo grigio, la zanzara tigre, il gambero rosso della Louisiana, il punteruolo rosso e la vespa velutina.

Ma ci sono storie incredibili di specie invasive in altri paesi, come la famosa invasione di conigli in Australia. Ecco allora un rapido elenco con le specie invasive più conosciute in Europa.

Tartaruga dalle orecchie rosse

Note anche tome tartarughe della Florida (nella foto in alto), appartengono al genere Trachemys e sono un classico tra le specie invasive. In particolare, queste piccole testuggini sono diventate popolari in Europa come animali domestici, soprattutto tra i bambini. Purtroppo, però, diversi esemplari finiscono per essere gettati nel gabinetto o rilasciati nei fiumi e nei parchi. Ciò succede quando le famiglie si stufano della loro compagnia.

Queste tartarughe vivono più di 20 anni e possono aumentare di dimensioni, così molti si rifiutano di tenerle in casa. Una volta libere, diventano un vero pericolo per i fiumi e laghi italiani, perché sono in grado di cacciare via la tartaruga palustre europea (Emys orbicularis) e sono piuttosto aggressivi con altre specie.

Parrocchetto monaco e Parrocchetto dal collare

Questi due tipi di parrocchetti (visibili in basso) sono due tra le specie esotiche invasive più importanti nei paesi europei. Questi uccelli esotici stanno letteralmente invadendo diverse zone del Vecchio Continente. Ciò si deve a fughe accidentali da gabbie e voliere ma soprattutto per colpa di proprietari irresponsabili che, purtroppo, spesso abbandonano questi volatili.

Parrocchetti verdi vicino a un nido

Entrambi gli uccelli, di tonalità verde, sono un problema specialmente in città. In generale, causano problemi di convivenza a causa del rumore che producono, dei loro escrementi e dei loro nidi, dal momento che sono soliti vivere in colonie composte da centinaia di esemplari. Inoltre, rappresentano una minaccia per la natura locale, che ha portato i gruppi ambientalisti a denunciare questa situazione.

Il parrocchetto monaco proviene dal Sud America, mentre il Parrocchetto dal collare è un uccello nativo dell’Africa e dell’Asia meridionale. I primi esemplari apparvero in Europa, in modo consistente, a partire dagli Anni ’70. Attualmente, ci sono abbondanti esempi di questa specie in città di mare, ma no solo. Sono particolarmente presenti a Genova, Napoli, Roma e Cagliari.

Coati e procioni

I coati e i procioni sono altre due specie invasive sempre più presenti in Europa. Per quanto riguarda i secondi, si stima che la popolazione di procioni sia in aumento costante, per via della loro dieta facilmente adattabile. Per quanto riguarda i coati (in particolare nasuacoati rosso, nell’immagine in basso), anche se non sono presenti in Italia, si stanno espandendo nel Vecchio Continente.

Coati rosso su un tronco

L’invasione di questi animali deriva anche dal loro possesso come animali domestici. Dato che possono mostrare comportamenti aggressivi, molti proprietari, superficiali e irresponsabili, hanno repentinamente deciso di abbandonarli, liberandoli a caso nell’ambiente. Il problema è che sono due specie molto attive, dominanti, e sono portatori del virus della rabbia, oltre a nutrirsi di uova di uccelli in via d’estinzione.

Procione mangia dalla spazzatura in città

Le specie invasive in Italia più numerose

Il Parlamento Europeo, qualche tempo fa, pubblicò un elenco con le specie esotiche invasive che interessano il nostro paese. Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, furono riportati gli animali che, più di altri, rischiano di creare un pericoloso squilibrio nell’ecosistema di molte regioni d’Italia. Queste sono le specie aliene più presenti attualmente:

  • Mammiferi: Scoiattolo di Pallas, Nutria, Procione, Topo muschiato, Scoiattolo grigio americano, Tamia siberiano.
  • Uccelli: Oca egiziana, Gobbo della Giamaica, Ibis sacro.
  • Rettili: Tartaruga dalle orecchie rosse, Tartaruga palustre americana.
  • Pesci: Pseudorasbora.
  • Invertebrati: Granchio cinese, Gambero americano, Gambero della California, Gambero rosso della Louisiana, Gambero marmorato, Calabrone asiatico.

Visone americano

La storia del visone è tragica: sono stati esportati in Europa per favorire la produzione di pellicce e alcuni gruppi di animalisti sono riusciti a liberarli, attaccando alcune fabbriche. Anche se questa azione aveva lo scopo di aiutare questi mustelidi, la maggior stazza e aggressività di questo mammifero carnivoro sta mettendo in pericolo la sopravvivenza del suo cugino europeo.

Visone nero tra l'erba

Il visone americano, che possiede una maggior capacità di successo e velocità di espansione, sta allontanando il visone europeo dal suo habitat. Ciò riduce sempre più le sue possibilità di sopravvivenza. Si stima che ne rimangano appena 500 esemplari.

Il problema delle specie esotiche invasive

L’esistenza di queste specie invasive dipende, in larga misura, dal loro rilascio casuale in natura. Una volta abbandonati, questi animali iniziano la loro personale lotta per sopravvivere, adattandosi alle circostanze ambientali che li spingono a imporsi sulle popolazioni autoctone. Pertanto, prima di adottare o, peggio ancora, comprare un animale esotico, informatevi bene sulle sue necessità ed esigenze. Se, poi, vi stancate o non avete più tempo né risorse per gestirlo, contattate i Centri Recupero di Animali Selvatici: se ne occuperanno.

Il problema delle specie esotiche invasive ci insegna che possedere animali domestici è una grande responsabilità. E non solo per il benessere degli esseri viventi che accogliamo nella nostre case, ma anche per la salute e la conservazione degli esemplari ed ecosistemi autoctoni.