L’alimentazione del tacchino domestico

· 17 settembre 2018

Sapete quali nutrienti include la corretta alimentazione del tacchino? Si tratta di uccelli da cortile molto apprezzati dall’uomo. Sono originari dell’America Settentrionale e, rispetto ad altri galliformi, detengono un interessante record. Il tacchino, infatti è il più pesante di tutti è può garantire ben 18 kg di carne. Se volete allevare questi animali da fattoria in modo giusto, vi spiegheremo tutto sull’alimentazione del tacchino domestico.

Il tacchino domestico

Prima di parlarvi dell’alimentazione del tacchino, per poter commercializzare le sue carni, è giusto conoscere qualche dato interessante su questo animale.

Questo tipo di tacchino è noto per essere stato selezionato dall’uomo, nel corso del tempo. Venne allevato in Europa solo a partire della scoperta dell’America e, come sapete, è un vero e proprio simbolo tradizionale negli USA. Tanto da essere usato per celebrare il Giorno del ringraziamento. Le sue uova non sono così apprezzate come la carne e il suo nome cambia, a seconda della zona di origine.

La sua origine

Che ci crediate o no, il tacchino è il prodotto della selezione artificiale realizzato dall’uomo nel tentativo di ottenere le proteine ​​necessarie per una carne di qualità superiore. Non a caso, doveva servire per alimentare le famiglie dei primi pionieri e colonizzatori del Nuovo Continente.

Tacchini americani nel prato

Infatti, persino i nativi americani trattavano questo animale come una divinit; in Messico portava il nome di Tezcatlipoca, il dio della notte nella mitologia azteca e nahua. Quando Cristoforo Colombo scoprì l’America, molti di questi uccelli furono catturati e addomesticati, per sfamare soldati e coloni. Furono chiamati Gallinas de Indias (galline delle Indie).

Una volta portati i primi tacchini in Europa, l’allevamento di questo animale ebbe un rapido sviluppo, per il successo della sua carne, ricca in proteine ma povera di grassi. Ottimo sostituto del pollo, più grande e facile da allevare, entrò ben presto nella normale dieta delle persone più abbienti. Oggi, in supermercati e alimentari, è una delle carni più consumate in assoluto.

Caratteristiche generali del tacchino domestico

Questo animale è abituato a vivere in climi temperati, motivo per cui l’Italia è uno dei paesi in cui ci sono più allevamenti. Le nuove tecnologie e i macchinari di ultima generazione hanno spinto verso la creazione di allevamenti intensivi di tacchini. L’alta disponibilità di questa carne bianca permette ai consumatori di poter contare sempre su un prodotto accessibile e facilmente reperibile.

Gruppo di tacchini bianchi d'allevamento in un recinto

I tacchini domestici, allevati per la commercializzazione di carne, mantengono le piume bianche. Al contrario, il tacchino selvatico mostra tonalità più scure, vicine al color marrone. Il perché di questa differenza di aspetto è tutt’oggi sconosciuto. Per quanto riguarda la morfologia, un aspetto curioso è che la testa e il collo del tacchino non hanno piume, un po’ come succede con alcuni rapaci spazzini, ad esempio il condor.

Le zampe sono robuste, molto diverse da quelle dei polli, per esempio. La pelle è di colore rosa, anche se a volte può presentare macchie o sfumature rossastre, viola o anche tendenti al blu.

Se c’è qualcosa che attira l’attenzione, nell’aspetto fisico del tacchino, è il mento. Sotto questa zona si estende una membrana, presente solo in questa specie di gallinacei.

Tacchini

Ci sono tacchini che possono misurare più di un metro di altezza. L’apertura alare, in alcuni casi, può persino raddoppiare tale misura. Il peso di un esemplare adulto oscilla tra gli 8 e i 10 chili, mentre le femmine raramente superano i cinque.

L’alimentazione del tacchino domestico

Quando i tacchini vivono allo stato brado e nel loro habitat naturale, possono nutrirsi di insetti, semi, chicchi e persino alcuni tipi di frutta o verdura, reperibili nella zona in cui vivono.

Il discorso cambia, ovviamente, per quanto riguarda i tacchini domestici da ingrasso. Questi ultimi sono allevati in fattorie e alimentati usando un mangime granulare con una elevata percentuale di proteine. Si tratta, infatti, del nutriente essenziale per lo sviluppo dell’animale. Questo soprattutto nei suoi primi mesi di vita.

Mano mano che cresce, il mangime cambia, con un minor apporto di proteine e un innalzamento delle calorie. Il tacchino domestico è un animale molto attivo e ha bisogno di un elevato apporto energetico per poter sostenere uno stile di vita per nulla sedentario.

Nell’età adulta, il quantitativo di calorie continua a crescere. Una volta che l’animale ha raggiunto il suo pieno sviluppo, l’obiettivo della sua alimentazione cambia. In quest’ultima fase, com’è logico purtroppo, si penserà solamente all’ingrasso, per poter garantire il tipo di carne che i consumatori si aspettano.