Argali, quali sono le sue caratteristiche principali

21 Maggio 2019
L'argali è un mammifero che appartiene alla famiglia delle pecore selvatiche. È un muflone di grandi dimensioni e che vive in Asia; purtroppo si trova in pericolo di estinzione

All’interno della famiglia dei mufloni, l’argali (nome scientifico Ovis ammon) è un mammifero che vive in Tibet, Himalaya e altre catene montuose asiatiche. In questo articolo vi diremo di più su questa pecora selvatica così comune tra le montagne asiatiche.

Scoprite a seguire le caratteristiche principali dell’argali.

Caratteristiche principali

La parola “argali” nella lingua mongola viene usata per riferirsi a un tipo di pecora selvatica, ma se ci riferiamo alla famiglia Ovis, è il più grande ariete non addomesticato del mondo (anche più delle pecore delle montagne rocciose del Nord America).

L’argali è un animale molto grande, che misura tra gli 85 e i 135 centimetri di altezza e fino a due metri di lunghezza, con un peso che può raggiungere i 100 chili nei maschi. La maggiore differenza tra i sessi è che gli esemplari maschi hanno corna più lunghe delle femmine, che usano per competere l’uno contro l’altro durante la stagione degli accoppiamenti.

Il manto di queste pecore selvatiche varia a seconda del singolo esemplare, anche se di solito è di colore giallo chiaro, marrone rossastro, grigio o addirittura nero.

L’argali di Marco Polo

Finora sono state riconosciute nove sottospecie di Ovis ammon in base alla regione in cui vivono (Cina settentrionale, Tibet, deserto del Gobi, ecc.). Tuttavia, il più famoso’è l’argali di Marco Polo. Perché si chiama così? Perché questo esploratore veneziano fu il primo occidentale a descrivere l’animale.

Ovis ammon Polii

Il suo nome scientifico è Ovis ammon polii e vive principalmente nelle montagne del Pamir. Possiamo trovarlo anche in Cina, Tagikistan e Kirghizistan, e alcuni esemplari anche in Afghanistan.

L’argali preferisce le aree ripide tra i 3700 e i 4800 metri sul livello del mare. In estate, migra verso aree con più vegetazione e vicino alle sponde del fiume, ma in inverno si sposta verso le montagne orientate verso sud.

L’ariete di Marco Polo è noto per le lunghe corna a spirale, che possono misurare fino a 140 centimetri: sono le più lunghe fra tutte le famiglie ovine del mondo. Le corna cominciano a crescere poco dopo la nascita e per tutto il corso della loro vita.

Per quanto riguarda il colore della pelliccia, l’argali di Marco Polo è marrone scuro con delle macchie bianche. Quando le temperature scendono, la pelliccia del ventre si allunga e diventa una specie di “gonna”. Ha anche una lunga coda che lo protegge dal freddo.

Il comportamento di questa sottospecie è simile a quello di qualsiasi altro membro della famiglia Ovis. Vivono in piccoli greggi e durante l’estate sono divisi per sesso. In inverno possono separarsi in gruppi più grandi per risparmiare energia, riscaldarsi l’un l’altro e proteggersi dai predatori.

Capra argali

I maschi dominanti scelgono un “harem” per ogni stagione riproduttiva dopo aver combattuto tra loro. Oltre a usare le loro corna per lo scontro, si alzano sulle zampe posteriori e rimangono più alti per spaventare i loro avversari.

Dopo l’accoppiamento, il maschio si separa dalle sue “concubine”, che poi si occupano da sole della prole. Le femmine partoriscono uno o due cuccioli dopo 180 giorni di gestazione.

Situazione attuale dell’argali

È considerata specie in pericolo, in tutte le sue sottospecie. Ciò è dovuto principalmente alla perdita di habitat, che viene destinato al pascolo di ovini domestici da parte degli umani.

Il bracconaggio per le corna – usate nella medicina tradizionale cinese e come trofeo dai cacciatori – e per la carne minacciano ulteriormente questa specie. I predatori naturali degli arieti selvaggi sono il leopardo delle nevi e il lupo grigio, anch’essi colpiti dalla scarsa disponibilità della specie.

L’argali è un animale tipico dell’area del Tibet, con le sue corna ricurve e la sua stazza imponente. Speriamo che i tentativi umani volti alla protezione di questa razza riescano a ottenere buoni risultati.

  • Fedosenko, A. K., & Blank, D. A. (2006). Ovis ammon. Mammalian Species. https://doi.org/10.1644/1545-1410(2005)773[0001:oa]2.0.co;2