Ciclo di vita delle tartarughe: imparare a conoscerlo

· 6 marzo 2018

Questo rettile è uno dei più antichi animali ancora viventi oggi, sulla Terra. La sua aspettativa di vita, come alcuni sapranno, può arrivare fino ai cento anni. Infatti, il ciclo di vita delle tartarughe si ripete ogni generazione. Possono essere sia terrestri che acquatiche, e la gran quantità di sottospecie varia a seconda del loro habitat e della loro morfologia.

In questo articolo, vedremo il ciclo vitale che le tartarughe percorrono indipendentemente dalla loro specie.

Caratteristiche principali

Come anticipato, questi particolari esseri viventi rientrano nella classe dei rettili. Possono essere di tipo terrestre o acquatici; le loro caratteristiche corporali e fisiologiche variano a seconda dell’habitat e delle specie di riferimento.

Tutte, comunque, possiedono un robusto guscio protettivo, quattro zampe, una coda e una testa. Le dimensioni possono variare dai 25 ai 180 centimetri, per quanto riguarda gli esemplari più grandi.

alcune tartarughe d'acqua dolce in un terrario
Autore: neusitas

Tartarughe acquatiche e terrestri

Le loro caratteristiche sono diverse a seconda del tipo a cui appartengono. Una tartaruga acquatica presenta delle particolari membrane sulle zampe ed è dotata di un guscio ben più leggero, a differenza delle sue cugine terrestri.

Nonostante ciò, il ciclo di vita delle tartarughe è simile: deposizione dell’uovo, riproduzione ed età adulta.

Un viaggio affascinante: il ciclo di vita delle tartarughe

Le tre fasi possono essere definite in questo modo:

Posa e cova della uova

Quando raggiungono la maturità sessuale, la riproduzione viene ripetuta in periodi annuali, biennali o triennali.

Le spiagge di sabbia tropicale o subtropicale sono, in generale, il luogo ideale per la nidificazione. Alcuni esemplari, ad ogni modo, preferiscono deporre le uova direttamente nell’acqua o anche nel fango.

Caratteristiche del nido

Le dimensioni e la profondità del nido dipendono dalla dimensione dell’animale in questione. Si tratta di uno spazio ovale che ospita il corpo della madre, con un foro più profondo scavato per depositare le uova e offrire una protezione minima da possibili predatori, come altri rettili o uccelli.

Il numero di uova in ciascun nido varia da 70 a 100 unità e occorre aspettare da 6 a 8 settimane prima di vederle schiudersi.

I piccoli

Una volta deposte le uova, dopo un travaglio che può durare molte ore, la madre si allontana. Sono infatti i cuccioli di tartaruga direttamente a rompere il guscio, usando uno speciale dente. La rottura avviene dopo 2/3 giorni che è il tempo minimo dell’incubazione.

Scavare per iniziare a vivere

Nel momento della schiusa, i piccoli si stimolano a vicenda per facilitare il lavoro di scavo. Il movimento simultaneo della prole permette di rompere il tetto di sabbia che ricopriva le uova, facilitando l’emersione in superficie.

L’istinto spinge queste giovanissime tartarughe a muoversi verso l’oceano. Lì nuotano e iniziano un nuovo stadio. In questo periodo esplorano altri territori e percorrono migliaia di chilometri.

La fase adulta

All’interno del ciclo di vita delle tartarughe, questo stadio è quello in cui l’animale raggiunge le caratteristiche morfologiche definitive. Arriva anche la maturità sessuale, che può verificarsi tra i dieci e cinquant’anni. Insomma, parecchio lenta rispetto ad altre specie, ma proporzionata se si considera l’aspettativa massima di vita di questi rettili.

E’ proprio in questo momento che le tartarughe abbandonano le sicure acque marine per nidificare sulla spiaggia. Come nel caso dei salmoni, anche loro tornano nel luogo dove sono nate per deporre le uova.

Riproduzione

L’accoppiamento avviene in modo abbastanza violento. Il maschio può mordere le zampe della femmina o sbattere violentemente il suo guscio, quando viene consumato l’atto sessuale.

Ogni volta che viene fecondata, la femmina della specie può deporre da una a otto uova. Nonostante questo numero possa sembrare più che sufficiente, si stima che solo una tartaruga su mille raggiunga l’età adulta.

una piccola tartaruga con la testa sollevata

Quando il ciclo di vita delle tartarughe è in pericolo

Questo dimostra la difficoltà di rispettare il ciclo di vita e spiega il pericolo di estinzione in cui questi straordinari animali si trovano, attualmente.

Le catture accidentali dovute alla pesca, in aggiunta alla commercializzazione e distruzione dei loro habitat sono alcuni dei motivi per cui la loro sopravvivenza è ormai a rischio.

Tartarughe in movimento: anche loro migrano

La migrazione è una fase importante nella vita delle tartarughe. È considerato un modo per assicurare la continuità della specie e aumentare le possibilità di sopravvivenza.

I movimenti migratori che svolgono sono fondamentalmente dal luogo di nutrizione a quello di riproduzione. Purtroppo, la scienza ancora non può confermare se femmine e maschi si muovono insieme oppure no.

Cicli di migrazione

Il primo processo di migrazione viene eseguito dalla prole nel momento in cui si sposta dalla spiaggia all’oceano. Questo è uno step ancor più sorprendente se si tiene conto che i piccoli sono completamente indipendenti dalle loro madri. Da questo punto, si muovono sempre in base al loro ciclo di vita.

Longevità

Infine, la tartaruga è uno degli animali che ha vissuto più a lungo sulla Terra e di quelli con la più alta aspettativa di vita. Può superare i cento anni a seconda della specie. Un dato assai interessante che, da un lato, bilancia l’alta mortalità della specie per quanto riguarda i cuccioli.