Cicogna: un uccello con un forte istinto materno

· 24 giugno 2018

Nella cultura popolare, questo bellissimo uccello trampoliere è da sempre legato al concetto di natalità. L’immagine di una cicogna che porta i bambini nelle case del mondo è tanto romantica quanto antica. Tuttavia, non tutti conoscono in modo approfondito le caratteristiche e peculiarità di questo volatile che vive in Africa, Europa e Asia. In questo articolo vi aiuteremo a conoscerlo meglio, quindi, non perdetevelo!

Caratteristiche della cicogna

Generalmente, la sottospecie più popolare e fotografata è la cicogna bianca (Ciconia ciconia). Un nome curioso, dal momento che questo uccello possiede delle lunghissime ali di colore nero, nella parte inferiore. Tra le sue caratteristiche fisiche, inoltre, spiccano il lungo becco e le gambe arancioni, così come i suoi occhi neri.

È grande – misura circa 125 centimetri – e grazie alle sue ampie ali può planare facilmente. Sbatte le ali lentamente e quando vola, allunga il collo in avanti e stende le zampe all’indietro. Uno stratagemma aerodinamico per offrire meno resistenza all’aria. Quando dorme, nasconde la testa tra le piume e guarda verso il basso quando cammina lentamente.

Per quanto riguarda la sua dieta, la cicogna è un uccello carnivoro ed ingerisce una grande varietà di piccoli animali: pesci, rettili, insetti, altri uccelli o piccoli mammiferi. Per cercare il cibo, usa il forte becco per rastrellare il suolo, specialmente in aree con poca vegetazione o specchi d’acqua bassa.

E’ un animale famoso per essere monogamo e una volta che forma una coppia, rimane con lo stesso partner per tutta la vita. Entrambi sono responsabili della costruzione di un grande nido, che può essere utilizzato per diverse stagioni. Le femmine depongono circa quattro uova, che vengono incubate dai genitori a turno e si schiudono dopo un mese. Alla nascita, i pulcini vengono nutriti dai genitori per due mesi.

Cicogna con pulcini su un prato

Distribuzione e migrazione della cicogna

Un quarto della popolazione mondiale di cicogne vive in Polonia. Tuttavia, questo uccello migratore percorre lunghe distanze ogni anno a seconda della stagione. Per trascorrere l’inverno e non soffrire il tipico freddo dell’Europa orientale, viaggia in India, nella penisola arabica e nell’Africa subsahariana.

E’ molto curioso il fatto che, per raggiungere le terre africane, le cicogne evitano il Mar Mediterraneo. Al contrario, cambiano la rotta per passare sullo stretto di Gibilterra o la costa orientale spagnola. Questo comportamento serve per poter sfruttare meglio le correnti d’aria che si formano sull’acqua.

Quando inizia la primavera, ritornano in Europa dopo un viaggio che dura circa 49 giorni. Il percorso di andata dura quasi la metà (26 giorni) e ciò è dovuto alla direzione e alla velocità dei venti, alla quantità di cibo che trovano, all’energia che hanno, ecc.

Cicogna in volo

La cicogna nella cultura popolare

Questo animale è presente in molte antiche leggende e tradizioni per il suo comportamento, il suo modo di volare e nidificare vicino ai centri abitati, nonché per le sue dimensioni e la sua alimentazione. Nell’Antico Egitto la cicogna veniva chiamata ‘anima’ e gli ebrei la considerano un essere misericordioso.

Per greci e romani era il simbolo dell’amore paterno e, secondo una leggenda, le cicogne non muoiono mai, ma volano verso isole lontane dove diventano persone. È anche il protagonista di molte favole – come la volpe e la cicogna di Esopo – ed è venerata dai musulmani durante il loro pellegrinaggio alla Mecca.

Ma, naturalmente, le cicogne sono per lo più famose per portare i bambini. Questa leggenda risale al XIX secolo grazie a una storia scritta da Hans Andersen. Tuttavia, si tratta di un racconto molto più antico che risale alle tribù germaniche. In Europa centrale si diceva che una cicogna aveva trovato degli orfanelli in una grotta e, trasportandoli col becco, li avrebbe riportati a casa.

Quando una coppia voleva avere figli, metteva delle caramelle sul davanzale della finestra per “avvertire” la cicogna che erano pronti per ricevere un bambino. Questa tradizione si è diffusa in tutto il mondo e oggi è conosciuta a livello internazionale.