Come aiutare un cane randagio

12 novembre, 2016

In qualsiasi parte del mondo non è inusuale imbattersi in un cane randagio, soprattutto a causa dell’irresponsabilità delle persone. Bisogna però sottolineare che c’è sempre più gente impegnata nella risoluzione di questo problema.

Giorno per giorno ci imbattiamo nelle strade in terribili casi di cani impauriti dalle persone, a tal punto da non farsi avvicinare. Vogliamo aiutarli, ma loro non ce lo permettono. Ciò non è un caso, ma la conseguenza dei maltrattamenti di cui sono stati vittime.

Carezze per un cane randagio

cane abbandonato

Probabilmente, si tratta di animali che hanno sofferto molto. Per loro, una mano sopra la testa è un chiaro segnale di pericolo. Se il cane ha le orecchie perennemente basse e non muove la coda, è stressato e bisogna dargli tempo. Molta gente confonde questo atteggiamento con la “docilità”, ma in realtà l’animale sta semplicemente cercando di proteggere le sue orecchie e sta preparando i suoi muscoli per difendersi o correre. Permettiamogli di tranquillizzarsi, di rilassare il corpo, le orecchie e di muovere la coda.

Regole per avvicinarsi con successo ad un cane randagio

  • Per prima cosa, procuriamoci un collare con guinzaglio, una coperta vecchia e del cibo per cani. Qualcosa che lo attiri e ci permetta di avvicinarci a lui.
  • Lasciamo il cibo a una distanza di sicurezza e allontaniamoci.
  • Se ci sediamo, avviciniamoci, ma non troppo.
  • Con molta pazienza metteremo il cibo sempre più vicino a noi, finché il cane non si convincerà a mangiarlo.
  • I cani randagi non sono abituati né alle coccole né alle carezze, anzi si aspettano sempre di essere maltrattati, quindi dobbiamo aspettare che l’animale ci permetta di toccarlo delicatamente.
  • Se riusciamo a mettere il collare senza parlare, mentre lo accarezziamo e gli diamo da mangiare, sarà un successo.  
  • Quando ne abbiamo l’opportunità, facciamolo salire in auto e portiamolo nel luogo in cui abbiamo pensato di accoglierlo. Se vediamo che ha la pelle rovinata da qualche tipo di infezione o malattia, avvolgiamolo in una coperta vecchia, per non fargli male.
  • Una volta arrivati a casa, cominceremo a dargli da magiare del cibo fatto in casa. La dieta dei randagi generalmente consiste negli avanzi trovati per strada. Un cambiamento brusco potrebbe causare un’indigestione.
  • Successivamente, offriamogli una cuccia con coperte o vestiti vecchi, per mantenersi al caldo.
  • Portiamolo al più presto possibile dal veterinario, per farlo deparassitare e vaccinare, o curare nel caso soffra di qualche malattia.
  • Se non abbiamo la disponibilità economica, possiamo sempre chiedere aiuto a qualche organizzazione animalista che opera nel territorio, pubblicare foto sui social affinché altri amanti degli animali intervengano in suo aiuto oppure organizzare eventi nel nostro quartiere per finanziare il trattamento.
  • Quando il veterinario ci darà il permesso, potremo fargli il bagno e occuparci del suo pelo. 
  • Lo faremo abituare gradualmente a mangiare cibo adatto ai cani.
  • Se il cane segue qualche cura, dovremo aspettare il suo totale recupero prima di darlo in adozione.
  • L’ideale sarebbe consegnare l’animale alla sua nuova famiglia già castrato ma, se non fosse possibile, i nuovi proprietari dovranno impegnarsi a far sterilizzare l’animale, per evitare futuri abbandoni.

Se scegliamo di dare il cane in adozione, i passaggi saranno:  

bambino-salva-cane-randagio

  • Foto. Faremo varie foto del cane.
  • Scheda. Trascorreremo con lui qualche giorno per conoscerlo, in modo tale da poter descrivere il suo carattere ed avere maggiori dettagli su come si comporta.
  • Sterilizzazione. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché non possiamo avere la certezza che il futuro padrone se ne occuperà.
  • Diffusione. Pubblicheremo l’annuncio dovunque possiamo. Consulteremo molti siti specializzati, forum, social network, ecc. Inoltre, condivideremo la foto del cane e la sua scheda con alberghi per animali, associazioni e gruppi che si dedicano alle adozioni, oltre ovviamente che con familiari e amici.
  • Requisiti. Prima di procedere all’adozione, bisogna effettuare diversi tramiti. A seconda della zona o del paese in cui si vive, la normativa cambia, quindi è importante documentarsi per bene.
  • Conoscere il luogo in cui vivrà. Quando riceviamo una richiesta di adozione, dobbiamo assicurarci di visitare il luogo e l’ambiente in cui starà l’animale. Andiamolo a trovare di tanto in tanto, per assicurarci che la sua nuova vita corrisponda a ciò che desideravamo per lui.