Cos’è la dormienza negli animali?

Quel periodo biologico durante il quale gli animali riducono il loro metabolismo e le funzioni vitali è noto come dormienza. Questo processo è effettuato da molte specie ed è correlato alle condizioni climatiche. In questo articolo vi spiegheremo meglio cos’è e come funziona.

Dormienza negli animali: cosa bisogna sapere?

La dormienza negli animali è un meccanismo all’interno del ciclo biologico di molte specie, a partire da cui l’organismo sospende temporaneamente le funzioni di crescita, attività fisica e sviluppo.

Fondamentalmente, l’individuo si difende rispetto a condizioni meteorologiche avverse. Per lo più, la dormienza ha luogo in inverno, quando l’animale non può ottenere il cibo di cui normalmente ha bisogno per sopravvivere.

All’interno della dormienza possiamo trovare due tipi di sincronizzazione: quella predittiva e quella conseguente. Nel primo l’organismo entra in uno stato di torpore prima che inizino le condizioni avverse. Nel secondo caso, si innesca più tardi, ed è più comune in quelle aree dove il clima cambia in modo imprevedibile.

Tipi di dormienza negli animali

La dormienza consente agli animali di sopravvivere durante quei mesi in cui il cibo scarseggia e la temperatura è molto bassa. A seconda della specie e il tipo di riposo che gli animali effettuano, è classificato in diversi tipi:

1. Letargo

Si potrebbe dire che è la tecnica più conosciuta, ma non l’unica. Il letargo (o ibernazione) si verifica in modo che gli animali possano sfuggire al freddo e alla mancanza di cibo durante i mesi invernali. Appartiene alla dormienza del primo tipo, ovvero è predittiva.

Gli animali che vanno in letargo si preparano con diverse settimane di anticipo. Alcuni mangiano di più e altri accumulano cibo nelle loro tane. In questo modo hanno abbastanza energia o risorse per superare la stagione più complicata.

In questa fase di dormienza, gli animali sperimentano molti cambiamenti livello fisiologico, compresa la riduzione della temperatura corporea e della frequenza cardiaca (in alcuni esemplari diminuisce persino del 95%). Questi sono alcuni degli animali che vanno in letargo: pipistrello, marmotta, lemure, orso polare, lepre, riccio, scoiattolo.

2. Brumazione

È il processo di ibernazione effettuato dai rettili, ma differisce dal letargo “vero e proprio” per via dei processi metabolici coinvolti. La brumazione inizia nel tardo autunno e prima che gli animali mangino più del solito.

Gruppo di rane una sull'altra in uno stagno

Nel corso di questa fase, che può durare da uno a quattro mesi, a seconda della temperatura, i rettili si svegliano solamente per bere, dato che l’attività diminuisce sensibilmente, e non hanno bisogno di ulteriore cibo.

Nella brumazione, che è relativa alla diminuzione delle temperature delle ore di luce, i rettili e alcuni anfibi rimangono in uno stato di semi allerta.

3. Diapausa

Questa strategia è predittiva ed è determinata dalla genetica dell’animale. È più frequente negli insetti – per esempio nelle larve dei coleotteri – e in alcuni mammiferi come il cervo europeo. Nel primo caso si riduce allo sviluppo tra inverno e primavera; nel secondo permette alla prole di nascere quando le condizioni climatiche sono più favorevoli.

La diapausa appare così in modo che gli animali possano sopravvivere a temperature estreme, mancanza di cibo o siccità. L’attività metabolica viene ridotta così come i bisogni fisiologici. È importante sottolineare che questo meccanismo richiede alcuni stimoli specifici per concludersi: il contatto con l’acqua, il raffreddamento o il congelamento.

4. Estivazione

Infine, un altro tipo di dormienza negli animali è l’estivazione. E’ tipica di animali invertebrati, compresi vermi e lumache del genere Helix. Occasionalmente può verificarsi nei pesci polmonati.

Lombrico fuoriuscito dalla terra

Anche questo tipo di dormienza si verifica in risposta alle condizioni meteorologiche, ma a differenza delle altre tre forme, dipende dall’aumento della temperatura o della secchezza del terreno. Tenete presente che alcuni animali che respirano attraverso la pelle richiedono un habitat decisamente più umido per sopravvivere.

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