Denunciare il veterinario: quando e come?

Sebbene la maggior parte dei veterinari lavorino con professionalità, alcuni svolgono una cattiva pratica professionale. Quando e come denunciare il veterinario?
Denunciare il veterinario: quando e come?

Ultimo aggiornamento: 03 maggio, 2021

Chi studia veterinaria è mosso da una forte vocazione e profondo amore per gli animali. Per questo motivo, i veterinari sono in genere professionisti che si rivelano ottimi alleati nella cura dei nostri migliori amici. Ciò nonostante, può capitare di dover denunciare il veterinario per cattiva pratica professionale o negligenza.

Nelle righe che seguono parleremo di quando, perché e come poter denunciare il veterinario o la clinica veterinaria. Ricordiamo, tuttavia, l’importanza di essere coscienziosi nel momento in cui si decide di sporgere denuncia.

È bene tenere a mente che la medicina veterinaria non è una scienza esatta e che in alcuni casi è impossibile per il veterinario curare determinate malattie.

Quando e perché denunciare il veterinario?

La maggior parte delle denunce contro veterinari e cliniche veterinarie riguardano casi di cattiva pratica professionale o negligenza da parte del professionista. Molti padroni, tuttavia, si chiedono come riconoscere una cattiva pratica non essendo esperti del settore.

Secondo la normativa vigente in Italia, i veterinari non hanno l’obbligo di raggiungere il risultato che il cliente vuole, ma fare di tutto perché questo obiettivo si possa raggiungere. Questo significa che il veterinario ha la responsabilità civile di offrire tutte le cure ai suoi pazienti e le informazioni in merito al trattamento ai padroni degli animali.

L’efficacia di queste cure, tuttavia, non dipende solo dalle capacità o dalle volontà del professionista; dipende anche dallo stato di salute e dal metabolismo dell’animale, così come dalla gravità dell’affezione. Per tutti questi motivi non sempre la morte di un animale potrà essere attribuita all’operato del veterinario.

Quando denunciare il veterinario.

D’altro canto, il codice deontologico determina che qualsiasi azione o procedura portata a termine con l’intenzione di salvare la vita dell’animale non può essere considerata cattiva pratica professionale. Persino quando il suddetto intervento non sortisce l’effetto desiderato e l’animale muore, ma è possibile confermare la diagnosi e la validità del trattamento applicato.

Cosa si intende per cattiva pratica professionale in veterinaria?

Come avrete potuto notare, il concetto di “cattiva pratica professionale” è piuttosto complesso poiché si parte dall’idea che gli sforzi del veterinario abbiano lo scopo di garantire il benessere dei suoi pazienti. Ma cosa succede quando questi sforzi conducono alla morte o provocano danni irreversibili alla salute dell’animale?

La responsabilità civile del veterinario è definita dall’art. 2236 del Codice Civile per cui:

“Ne deriva che il medico risponderà solo quando il suo operato sia intenzionalmente negligente o imperito nel causare un danno, oppure sia causato da un comportamento gravemente colposo. Nel caso, invece, di interventi routinari e privi di particolari difficoltà, il veterinario risponderà anche per colpa lieve.”

Ma in quali situazioni si può denunciare il veterinario?

È possibile sporgere denuncia nei confronti del veterinario quando la diagnosi, le procedure o i trattamenti applicati non sono consoni al quadro di salute del paziente. Le conseguenze saranno danni, dolore fisico o rischi inutili al suo benessere.

Bisogna denunciare anche quando si constata che il professionista non è dovutamente qualificato al fine di esercitare la medicina veterinaria o non possiede strutture appropriate per realizzare le procedure offerte dalla sua clinica.

Cane durante la visita veterinaria.

A seguire elenchiamo alcune circostanze che rientrano nel concetto di cattiva pratica professionale o negligenza nella clinica veterinaria:

  • Prestare assistenza veterinaria o servizi clinici e chirurgici in assenza della dovuta formazione.
  • Non provvedere o rifiutarsi di prescrivere gli esami medici necessari prima di sottoporre l’animale a intervento chirurgica.
  • Somministrare terapie o realizzare procedure mediche che risultano inutili o inappropriate allo stato di salute dell’animale.
  • Non fornire le dovute informazioni ai padroni in merito allo stato di salute dei loro animali, la prognosi della malattia diagnosticata o i trattamenti somministrati.
  • Non richiedere il consulto di altri professionisti quando l’animale non risponde adeguatamente al trattamento somministrato.

Iter per presentare un reclamo o denuncia

Nel caso in cui l’animale sia vittima di cattiva pratica professionale o negligenza, si consiglia di sporgere denuncia al comitato deontologico dell’ordine dei veterinari della propria città  o regione.

Sarà necessario fornire alcuni dati basilari sul professionista come il suo nome e l’indirizzo della clinica o dell’ospedale presso cui lavora.

Oltre a ciò, si consiglia di riunire la maggior quantità possibile di informazioni e documentazione. In questo modo sarà possibile dimostrare la cattiva pratica o la negligenza del veterinario nell’esercizio della sua professione.

Per meglio orientarsi sull’iter da seguire, è possibile consultare un avvocato di fiducia. È una buona idea rivolgersi a un ente protezione animali che mette a disposizione del pubblico assistenza legale per casi di maltrattamento e cattiva pratica professionale o negligenza nella clinica veterinaria.

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