Cos’è la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale?

· 22 novembre 2018
Tutti i progressi scientifici devono essere orientati alla protezione, all'attenzione e al mantenimento delle altre specie.

Le specie del mondo godono di tutta una serie di garanzie e diritti che sono stati inclusi nella Dichiarazione universale dei diritti dell’animale. Sono passati 40 anni dalla sua proclamazione (era il settembre del 1977) ma ancora poche persone sanno di cosa tratta, questo documento di portata mondiale.

Se questo articolo legale fosse davvero rispettato alla lettera, alcune pratiche come la caccia agli elefanti per ottenere avorio, non esisterebbero più. L’uomo, pur di arricchirsi, sceglie di dimenticarsi che anche tutte le altre specie hanno dei diritti.

La Dichiarazione universale dei diritti dell’animale contiene 14 articoli molto chiari, in cui vengono spiegate le prerogative degli esseri viventi. Se volete conoscere meglio questo importantissimo documento, non dovete fare altro che continuare a leggere.

Articoli 1 e 2: Diritto alla vita e rispetto

Come gli umani, ogni animale ha il diritto alla vita e all’esistenza. Ma, oltre a ciò, l’articolo 2 sancisce che tutte le specie devono essere rispettate.

Ciò implica che l’essere umano non ha il diritto di sterminare altre specie né di sfruttarle. Al contrario, e in funzione della sua intelligenza, l’umanità è obbligata a usare le sue risorse per la salvaguardia degli animali.

In questo senso, tutti i progressi scientifici devono essere orientati alla protezione, all’attenzione e al mantenimento delle altre specie. Questo costringe le persone a sforzarsi per garantire la sopravvivenza del resto degli esseri viventi del pianeta.

Bovaro del Bernese sul prato

Dichiarazione universale dei diritti dell’animale: maltrattamenti e libertà

Tutto ciò serve per sottolineare che gli animali hanno uguale dignità e nessuno può sottoporli a maltrattamenti, torture e dolori. Nello spirito della Dichiarazione si arriva a giustificare la possibilità di uccidere un animale solamente nel caso di una necessità estrema, favorita da un bisogno di sopravvivenza.

Ma anche in questa prospettiva, gli esseri umani sono obbligati ad agire con moderazione e considerazione nei confronti dell’animale. Per questo, la morte dovrebbe essere “istantanea, indolore” e non dovrebbe mai generare angoscia.

Continuando con la dignità della specie, si stabilisce che hanno il diritto alla libertà. Devono vivere liberi nel loro habitat naturale, sia esso aria, terra o acqua. Inoltre, anche la loro riproduzione deve essere tutelata.

Protezione degli animali usati in attività lavorative

Gli articoli 5, 6 e 7 stabiliscono diritti più complessi per tutti gli animali. In linea di principio, la vita di ogni specie non può essere modificata per scopi commerciali perché l’alterazione delle loro realtà vitali è un crimine.

La Dichiarazione universale dei diritti dell’animale stabilisce anche i diritti per gli animali domestici. I proprietari hanno il dovere di preservare le loro vite e non possono abbandonarli; questo è un atto umiliante e imperdonabile.

Inoltre, gli animali utilizzati per il lavoro hanno il diritto a non essere sfruttati. I loro tempi nel compito devono essere “ragionevoli”, proprio come l’intensità del lavoro svolto.

Inoltre, la loro dieta dovrebbe essere adeguata così come i tempi dedicati al riposo, proporzionale allo sforzo.

Mucche di allevamento mangiano del mangime

Gli animali non devono provare dolore

Anche all’interno dei processi di produzione alimentare, all’animale deve essere evitato qualsiasi dolore.

Va notato che la sperimentazione medica, scientifica e commerciale non dovrebbe mai causare disagio in questi esemplari.

Nelle fattorie, gli animali allevati devono essere nutriti, cresciuti e trasportati con metodi indolore.

In aggiunta a questo, il loro sacrificio nella produzione di cibo non deve mai generare dolore né angoscia.

Il problema è che questi processi non sono sempre verificati dai Governi.

Non esiste un’entità centrale internazionale che abbia la capacità di denunciare questi abusi e ci sono paesi in cui gli allevatori non sono controllati in modo sufficiente o sanzionati.

Lo sfruttamento per l’intrattenimento umano è inaccettabile

L’articolo 10 di questo documento afferma che lo sfruttamento a fini ludico-ricreativi è illegale. Spettacoli di questa natura vanno contro il rispetto della dignità animale.

Nel testo numero 11 della dichiarazione, la morte degli animali è vietata se non è necessaria. In questo caso, l’attività deve essere dichiarata come un crimine.

L’articolo 12 denuncia le uccisioni di massa delle specie allo stato selvatico, che si producono con varie tipologia di caccia.

Inoltre, viene chiarito che ogni animale morto deve essere trattato con rispetto.

Come potete vedere, la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale dimostra una vena protezionistica molto forte.

Ciò è confermato nell’ultimo articolo, dedicato alla tutela dei loro diritti. Qui, si chiarisce che gli organismi di tutela e salvaguardia dovranno avere dei rappresentanti a livello governativo per instaurare, promuovere e assicurare l’ideazione di piani e campagne in ambito di protezione animale.