Differenze tra struzzo, emù e nandú

· 4 luglio 2018

È uno struzzo! Oppure si tratta di un altra specie? Come si chiama? È possibile che in alcuni safari o altri luoghi dove gli animali vivono liberi abbiate visto quello che pensavate fosse uno struzzo, ma che in realtà è un altro essere vivente, con tipicità e caratteristiche assolutamente proprie. Ci sono tre grandi uccelli molto simili tra loro e di cui oggi vi parleremo, mostrandovi le principali differenze tra struzzo, emù e nandú.

Quali sono le differenze tra struzzo, emù e nandú?

Caratteristiche dello struzzo

Lo struzzo è originario dell’Africa e la specie si era quasi estinta a causa della passione degli africani e dei cacciatori per le loro piume, che venivano utilizzate soprattutto per i loro copricapi. Per fortuna, oggi questo animale è protetto, altrimenti parleremmo di un’altra catastrofe.

Gli struzzi possono pesare 70 chili e misurare più di due metri e mezzo. Il loro corpo è robusto, forte e persino paffuto, ma caratterizzato anche da zampe lunghe e snelle con solo due dita, che vengono appoggiate durante la corsa. Ciò permette loro di raggiungere velocità fino a 70 km/h.

Il becco è corto ma robusto e la testa molto piccola rispetto al corpo. Il collo, inoltre, è molto lungo e snello. Per quanto riguarda le piume, nei maschi hanno una tonalità nera, mentre le femmine e i piccoli presentano un colore più monotono, che va dal grigio scuro al marrone.

Non c’è altro posto dove si possano trovare struzzi autoctoni e selvaggi che il continente africano, specialmente nelle savane. Vivono sempre in gruppo e hanno una routine di alimentazione giornaliera con orari prestabiliti.

A causa del suo appetito vorace, lo struzzo può mangiare tutto ciò che trova e anche piccoli sassolini e pietre, senza avere mai problemi di stomaco, potendo contare su un apparato digerente davvero molto efficiente.

Caratteristiche del nandù

La principale differenza con lo struzzo è che il nandù è un animale endemico del Sud America. Sebbene alcuni anni fa fossero presenti su una vasta regione, dal Brasile alla Patagonia, la caccia e l’agricoltura hanno ridotto la loro riproduzione. Oggi vivono solamente nella Pampa Argentina.

un piccolo esemplare di nandù accanto a un fiume

A differenza dello struzzo, le ali del nandù sono lunghe e cadenti, di colore grigio. L’aspetto generale è molto simile, ma dettagli come questi fanno la differenza. Come succede anche con le zampe, dal momento che questo animale possiede tre dita e non due, come il “cugino” africano.

Il suo becco è più piccolo e meno robusto di quello dello struzzo, e le zampe sono anch’esse coperte di piume, sebbene queste siano più corte di quelle che ricoprono il resto del corpo.

È un animale erbivoro che vive con altri simili, arrivando spesso a formare gruppi sociali formati da ben 100 esemplari. Vedere una moltitudine di nandù che corrono assieme è uno degli spettacoli più belli del Sud America. Dal momento che hanno molti predatori, i nandù vivono in luoghi pianeggianti dove non ci sono alberi in modo che possano facilmente individuare i nemici e fuggire, senza ostacoli, potendo raggiungere la massima velocità di 60 km/h.

Caratteristiche dell’emù

L’emù viene dall’Australia e la sua somiglianza con lo struzzo è così grande che gli è stato dato il nome comune di “struzzo australiano”. Tuttavia, ci sono differenze marcate tra le due specie, almeno guardandole da vicino.

un emù di profilo sul prato visto da vicino

Il collo, sebbene molto chiaro, con una piccola testa e un becco, è molto più spesso di quello dello struzzo. Lo stesso accade con le sue zampe. Al contrario, ha tre dita per ogni piede come il nandù, invece di due, come nel suo parente africano. Per quanto riguarda le dimensioni, è un po’ più basso rispetto alle specie precedenti, poiché di solito non supera i 180 centimetri.

L’unica vera caratteristica comune, a questi animali, riguarda le loro abitudini sociali: tutti e tre vivono in stormi. Sì, anche l’emù. Sembra che soffrano di una certa mancanza di fiducia in se stessi e la paura di essere vittime dei predatori li spinge a stare insieme, per difendersi meglio e aumentare le possibilità di sopravvivenza.

Come nel caso di altre specie, vivono in aree prive di vegetazione per correre più facilmente ed efficacemente e fuggire dagli altri esseri viventi che si nutrono della loro carne.

Perché la natura ha deciso di regalarci tre animali dall’aspetto così simile ma caratteristiche diverse? Cosa ha innescato la loro evoluzione, per creare queste sottili differenza tra struzzo, emù e nandù? Forse non lo sapremo mai, ma nel frattempo godiamoci questi bellissimi uccelli.