Esiste l’affido congiunto degli animali domestici?

· 18 agosto 2017

E il cane chi lo tiene? Questa è una domanda che poniamo scherzando ai nostri amici quando finisce una loro storia d’amore. Anche se ci scherziamo sopra, l’affido congiunto degli animali domestici esiste davvero. Inoltre, questo è un argomento molto serio per il benessere emotivo dell’animale.

Anche gli animali soffrono quando si verifica una separazione o un divorzio dei proprietari. Essere abituati a stare con entrambe le persone e improvvisamente perderne una, non è piacevole. A tal fine è stato creato l’affido congiunto degli animali domestici, soprattutto se non si arriva ad un accordo pacifico tra gli interessati.

Affido congiunto degli animali domestici

cane-con-gattino

Anche se usiamo il termine affido congiunto, questo in realtà non viene utilizzato dalla legge per riferirsi agli animali, ma solo ai figli.

Nel caso degli animali esiste il termine “godimento temporaneo dell’animale”. Anche se in realtà è esattamente lo stesso: dividersi l’animale nei giorni prestabiliti da entrambe le parti, in modo che la separazione sia più facile per tutti.

Come nel caso dei figli, si esaminerà se è ragionevole e vantaggioso per l’animale spostarsi da una casa all’altra o, invece, averne una permanente. Ciò si esamina con maggiore attenzione nel caso dei gatti. I mici hanno molte più difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti. I cani, invece, ci riescono meglio.

Normalmente il giudice sceglie sempre a favore della parte a cui rimane la casa. Per varie ragioni, tra cui il fatto che la persona che lascia il domicilio non ha posto in casa dei genitori o degli amici. Oppure, anche se affitta un appartamento, è possibile che non gli permettano di tenere un animale domestico.

Quando ci sono dei figli, nel momento di andare a prendere i bambini, la parte interessata potrebbe prendere anche il cane o il gatto. Si ritiene che sia un bene anche per i bambini. Tuttavia, le leggi non sono molto chiare al riguardo. Bisogna contare sulla buona volontà della coppia, che ha molto a che vedere con la decisione che prenderà il giudice.

Potrebbe accadere che, nel “condividere” l’animale, una delle parti trascuri la sua igiene o alimentazione. O che addirittura lo maltratti, fisicamente o emotivamente. Casi come questo si possono denunciare e la persona “violenta” potrebbe non rivedere mai più l’animale. Anche se ci fossero dei figli, ciò potrebbe costituire un precedente affinché venga controllato tramite i servizi sociali, per assicurarsi che non agisca allo stesso modo con i bambini.

In che modo il divorzio influisce sull’animale?

Quando si verifica un divorzio, si verificano cambiamenti non solo per la coppia, ma anche per l’animale. Un trasloco comporta un cambiamento di casa, di territorio, di persone che vengono a trovarci… Anche di posti dove passeggiare, di routine, di orari e moltissimo altro ancora.

A seconda del tipo di animale, i cambiamenti potranno essere presi più o meno bene. Come abbiamo detto prima, i gatti fanno molta più difficoltà ad adeguarsi. È importante, che si abbia o meno l’affido congiunto, osservare lo stato d’animo dell’animale, affinché la sua sofferenza per la difficoltà di adattamento non sfoci in depressione o in problemi ancora più gravi.

Il veterinario, un alleato in questi casi

cane affido congiunto

Le visite di routine dal veterinario si trasformano in questo momento in qualcosa di vitale importanza per il nostro animale. Il veterinario può infatti determinare facilmente se ha problemi di comportamento, tristezza, depressione o qualsiasi altra anomalia che possa compromettere la sua salute.

La mancanza di appetito, la perdita di equilibrio, il dormire troppo o lo sdraiarsi guardando nel vuoto sono segnali che qualcosa non va.

Non importa cosa sia successo tra i membri della coppia: questi devono comunque garantire il benessere del loro animale. La stessa cosa che farebbero per i loro figli. È necessario sapere che si possono provocare danni che a volte sono irreversibili. Ricordate che quando avete adottato il vostro animale, lo avete fatto assumendovi la responsabilità di garantire il suo bene, la sua salute e la sua sicurezza. Non fateglieli mancare ora per qualcosa di cui non ha colpa.