L'estro nella gatta: come funziona?

L'estro nella gatta: come funziona?

Ultimo aggiornamento: 25 novembre, 2016

Le gatte non perdono sangue nel periodo dell’estro. Sono fertili per tutta la vita, sono soggette a variazioni comportamentali e in alcuni casi segnano gli angoli della casa con l’urina.

È molto importante conoscere meglio le caratteristiche dell’estro della gatta. In questo modo, si evitano spiacevoli imprevisti.

L’estro della gatta segue cicli stagionali, che coincidono in genere con la primavera e l’autunno. Una gatta in calore tende ad essere più affettuosa del solito e qualche volta a perdere l’appetito.

L’estro della gatta: il suo primo calore

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L’arrivo del primo calore della gatta è variabile: dipende, ad esempio, dalla temperatura ambientale e dalla presenza di altri gatti in casa. Può comparire verso il sesto mese d’età, quando la gatta raggiunge la maturità sessuale. Tuttavia, il primo estro si verifica in genere verso gli otto mesi, in concomitanza di due stagioni, la primavera e l’autunno.

Le gatte sono considerate femmine poliestriche, perché sono soggette a più periodi di estro nel corso dell’anno.

Anche la razza felina ha la sua importanza. Ad esempio, le razze a pelo lungo, come i gatti d’Angora, solitamente vanno incontro al primo calore più tardi, verso i dieci mesi.

L’arrivo del primo estro è anche legato a fattori ambientali. Tra i più importanti citiamo la durata e la quantità di luce a cui è esposto l’animale, la temperatura ambientale, la presenza di altri gatti in casa, il luogo in cui vive.

I gatti che vivono in un paese dal clima caldo, di conseguenza, vanno in calore prima, perché le ore di luce sono maggiori. A causa delle variazioni stagionali di luce, in genere l’estro della gatta si verifica nei mesi compresi tra settembre a marzo.

Il ciclo riproduttivo

Il ciclo riproduttivo delle gatte comprende quattro fasi:

  • Proestro, della durata di uno-tre giorni. Si possono notare facilmente cambiamenti comportamentali nella gatta; miagolii più forti e acuti del solito, perdita di appetito e aumento dell’affettuosità. La gatta è irrequieta e “civettuola” con i maschi, anche se non si lascia montare.
  • Estro. In questa fase la gatta si mostra recettiva verso il maschio. Questa fase dura tra i quattro e i sei giorni se avviene l’accoppiamento, tra i dieci e i quattordici giorni se non si verifica. Le variazioni di comportamento più evidenti sono l’emissione di miagolii forti e disperati.
  • Metaestro. Fase riproduttiva della gatta, della durata di un giorno, in cui la femmina respinge con aggressività i maschi che si avvicinano per accoppiarsi.
  • Anestro o inattività sessuale. È il periodo che intercorre fino all’inizio del successivo ciclo riproduttivo, che si verifica in genere due settimane più tardi.

Gatte domestiche e gatte di campagna

Per quanto concerne le fasi o periodi, le gatte domestiche che vivono in appartamento o in casa possono riprodursi in qualsiasi periodo dell’anno. Le gatte che vivono in campagna o in situazione di semi-libertà seguono fasi riproduttive più rigide; di solito hanno una cucciolata all’inizio della primavera e un’altra verso la metà dell’estate.

Il maschio

Per il maschio, la situazione è differente. Può accoppiarsi in qualsiasi periodo dell’anno, a condizione che abbia raggiunto la maturità sessuale. Il gatto non è soggetto a cicli estrali come succede alle femmine.

Accoppiamento

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Il maschio viene attratto dalla femmina a causa dell’odore particolare e dei versi che emette, due elementi che possono essere percepiti dal gatto a vari chilometri di distanza. Una volta trovata la femmina, questa assume posizioni e atteggiamenti tali da aumentare l’eccitazione del maschio, che vorrà accoppiarsi il più presto possibile.

L’accoppiamento comincia quando il maschio copre la gatta e termina quando quest’ultima ringhia al maschio; a questo punto i due animali si separano.

Se il vostro obiettivo è ottenere la gravidanza della gatta, sarà meglio chiedere consiglio al vostro veterinario.