Osservazioni sull’istinto materno delle gatte verso i loro cuccioli

· 5 agosto 2015

I gatti sono animali molto indipendenti, al punto che, a volte, sembra quasi che trascurino i loro cuccioli, con gran sconcerto dei loro padroni. Per questo è meglio conoscere fin da subito qual è la condotta che in generale adottano le gatte nei confronti dei loro piccoli, in modo da poter individuare possibili problemi che potrebbero manifestarsi alla nascita o durante i primi mesi di vita dei micetti. Ecco qui una serie di osservazioni riguardo all’istinto materno delle gatte.

Cosa succede dopo il parto?

È normale che la madre non si prenda cura dei suoi gattini negli istanti immediatamente successivi al parto. Tuttavia noterete che presto inizierà a leccarli (quest’operazione viene compiuta durante i primi 14 giorni circa). Le leccate della madre sono molto importanti per lo sviluppo fisico dei gattini, perché in questo modo la gatta non solo li asciuga, ma li guida anche verso le mammelle e addirittura stimola la loro respirazione.

Queste leccatine, inoltre, servono anche da stimolo per i primi espletamenti dei bisogni corporali dei gattini, dal momento che al principio essi non avvengono in modo spontaneo. Durante le prime settimane di vita, i cuccioli dipendono interamente dalla loro mamma e non è raccomandabile che li tocchiate o li disturbiate più del dovuto. La nuova famiglia dovrà rimanere nella cesta che, in precedenza, avrete preparato apposta per il parto e avrete messo in un luogo tranquillo, al caldo. Inoltre è bene che ricordiate che la madre avrà bisogno di mangiare di più rispetto al solito, circa tre volte tanto.

L’allattamento e le cure della gatta

cucciolata di gatti

Con le prime poppate, i gattini si nutrono di colostro, una specie di latte molto ricco di nutrienti e di vitamine, fondamentali per fornire le difese e gli anticorpi necessari a proteggere il corpo ancora debole dei gattini. Se questi ultimi si dimostrano eccessivamente irrequieti durante il periodo dell’allattamento, allora sarà meglio che li portiate dal veterinario, per assicurarvi che i micetti si stiano alimentando come si deve, ricevendo la quantità di latte di cui hanno bisogno.

Il periodo dell’allattamento può durare dai 30 giorni alle 6 settimane. Dopo i primi 30 giorni, la gatta comincia a diminuire la frequenza con cui allatta i suoi piccoli mentre questi, nel frattempo, cominciano a integrare la loro dieta con alimenti solidi. A partire dalle prime 6 settimane, di solito, la gatta smette di allattare i suoi gattini, anche se in casi eccezionali questo periodo può durare alcuni mesi in più.

La condotta materna dei gatti è simile a quella dei cani, salvo per il fatto che le gatte leccano con maggior frequenza i loro piccoli. Di solito, la prassi post parto che la gatta mette in atto è la seguente: prima di tutto la gatta si lecca, dopo di che lecca per terra i resti di liquido amniotico e placenta e, infine, lecca i suoi cuccioli.

Nelle ore successive al parto, la madre non si separa dai suoi piccoli, salvo per sgranchirsi, mangiare e fare i propri bisogni. Dopo le prime 48 ore, le leccate della madre verso i suoi cuccioli si diradano sempre di più, anche se la gatta continuerà a leccarli durante i primi 14 giorni.

Durante la terza settimana, la gatta normalmente sposta i suoi gattini, trasferendoli in un altro “nido”, afferrandoli con la bocca per la collottola. Il comportamento dei felini prevede che le madri facciano un nido in comune e allattino i loro cuccioli tutte insieme: per questo motivo è probabile che una gatta che ha appena partorito allatti, o addirittura adotti, un gattino che non è suo.

Inoltre, i propri cuccioli sono in grado di stimolare i sensi delle gatte madri. Le loro dimensioni, il pelo così soffice, l’odore particolare: insomma, tutto ciò che aiuta una madre a riconoscere il proprio cucciolo fa si che la gatta scopra, con la maternità, tutta una serie di nuove sensazioni. Per questa ragione è raro che una gatta rifiuti i propri cuccioli, anche se si tratta della prima gravidanza.

È più frequente invece che il rifiuto di una madre nei confronti del suo cucciolo avvenga nel caso in cui il gattino nasca malato o con qualche malformazione congenita: questo accade perché le gatte riconoscono immediatamente anomalie a comportamenti strani nei loro cuccioli, pertanto non li riconoscono e, di conseguenza, li ignorano. In casi estremi, il rifiuto può trasformarsi persino in cannibalismo: nel momento in cui il gattino nasce, la madre mangia la placenta e il cordone ombelicale ma, nei casi di rifiuto, non si ferma e mangia anche il piccolo appena nato.

Il parto cesareo è un’altra delle cause più frequenti di rifiuto della cucciolata, dal momento che, non essendo cosciente di aver partorito i gattini e non avendo potuto pulirli, non li riconosce come suoi.

Che situazione ci troviamo ad affrontare con una gatta che ha appena partorito?

gattini

Per strano che vi possa sembrare, alcune aggressioni lievi nei confronti dei piccoli o un comportamento aggressivo verso le persone e agli altri animali sono abbastanza frequenti nelle gatte che hanno appena partorito: questa condotta può essere attribuita ad un problema di ipocalcemia (basso livello di calcio) dovuto all’allattamento. Se questo succede, vi consigliamo di portare la gatta dal veterinario, che vi prescriverà un integratore a base di calcio e vi raccomanderà di svezzare i gattini.

Anche disturbare la gatta senza motivo, mentre sta nella sua cuccia, può provocare una reazione violenta del felino: sarà dunque meglio lasciarla tranquilla ed evitare di prendere in braccio i gattini per scongiurare attacchi di gelosia della madre che potrebbero tradursi in aggressioni.

Nei casi in cui sotto lo stesso tetto convivano due gatte, può accadere che quella che non ha fatto i gattini si comporti da madre, come se avesse partorito lei. Date le circostanze, vi consigliamo di separare le due gatte, in modo da permettere alla vera mamma di sviluppare un legame normale con i suoi cuccioli ed evitare inutili litigi.

Trovare dei gattini orfani è un fatto abbastanza comune: se qualcuno di voi decide di adottare un’intera cucciolata di gattini senza mamma, dovrà somministrargli il latte con un biberon ogni due ore. I gattini dovranno stare sempre coperti, ben puliti e il biberon che userete andrà sterilizzato prima di ogni poppata. Inoltre è conveniente che li portiate dal veterinario per assicurarvi che tutti i micetti siano in buone condizioni di salute.