Gli agenti antiparassitari per bovini

· 11 Maggio 2019
L'uso di agenti antiparassitari per i bovini impedisce la contrazione di infezioni della pelle e delle mucose e la formazione di ferite agli occhi, nei polmoni e ad altri organi.

Per mantenere gli animali da fattoria sani e forti è consigliato l’uso degli agenti antiparassitari. Gli agenti antiparassitari per bovini sono fondamentali per garantire la salute di questi animali.

Scopriamo insieme quali sono gli agenti antiparassitari per bovini più utilizzati attualmente.

Di quali malattie parassitarie soffrono i bovini?

Possiamo dividere le malattie causate dai parassiti in due gruppi: esterne (ectoparassiti) e interne (endoparassiti). Quelle esterne sono patologie provocate da insetti ematofagi che si nutrono di sangue, come la mosca tsetse, la mosca nera, la mosca cavallina, le pulci, i pidocchi e le zanzare.

Si definiscono miasi (dal greco myia, “mosca”) tutte le parassitosi provocate da larve di ditteri sui tessuti viventi dei mammiferi. Sono tra i parassiti esterni più temuti nelle fattorie e nei campi, perché infettano la cute, le mucose e le ferite, una volta che l’insetto depone le uova e le larve.

Le zecche e gli acari della scabbia sono altri agenti parassitari a cui bisogna stare molto attenti.

I parassiti interni più comuni nei bovini sono i nematodi gastrointestinali, tra i quali: Bunostomum, Cooperia, Haemonchus, Toxocaran vitulorum e Trichuris.

Alcuni nematodi colpiscono i polmoni, la pelle, gli occhi e altri organi dell’animale. I vermi sono altri tipi di parassiti interni che possono colpire bovini, buoi, bufali e bisonti.

Antiparassitari bovini
Gli agenti antiparassitari per bovini: applicazione esterna

Esistono diversi modi per applicare l’antiparassitario ai bovini, in modo topico o esterno. Ecco qui alcuni esempi:

1. Spray

Generalmente gli spray vengono usati per curare i pidocchi, le zecche e le mosche. Inoltre, servono per curare o prevenire le miasi, così come per impedire la proliferazione di insetti sulle lesioni o sulle ferite provocate da interventi chirurgici. Gli spray sono facili da applicare e non causano stress nell’animale.

2. Bagni

Possono essere realizzati per immersione o per aspersione. La prima tecnica consiste nell’immergere il bestiame in grandi piscine con acqua e antiparassitario diluito.

Gli svantaggi di questo sistema sono molteplici, tra cui lo stress generato agli animali, il rischio di avvelenamento se si beve acqua, ma anche ictus e fratture causate da cadute o movimenti bruschi.

Il bagno per aspersione è un sistema che consiste nel diluire l’antiparassitario nell’acqua e farla evaporare sul bestiame. Lo svantaggio di questa applicazione è che può raggiungere solo la parte alta della schiena e non le zone basse.

3. Orecchini antiparassitari

Oltre a servire come identificativi, gli orecchini di plastica vengono utilizzati anche come agenti antiparassitari per bovini, principalmente come repellenti contro le zanzare e la mosca cavallina. Il principio attivo dura circa 90 giorni.

4. Polveri

Un altro sistema per applicare gli agenti antiparassitari per bovini è attraverso alcuni sacchetti che contengono delle polveri con farmaci specifici, posizionati all’uscita delle stalle.

Così, quando l’animale lascia la stalla, aziona il contenitore, liberando la polvere con il trattamento.

Gli agenti antiparassitari per bovini: applicazione interna

L’applicazione interna viene scelta in particolare quando si tratta di un singolo animale infetto, che innanzitutto viene allontanato dagli altri bovini. In genere, gli antiparassitari interni vengono usati come precauzione contro lo scoppio di un’eventuale epidemia.

Agenti antiparassitari
I metodi sono:

1. Agenti antiparassitari per bovini: capsule intraruminali

Le capsule intraruminali servono per il trattamento di parassiti a lungo termine, in quanto il principio attivo del farmaco funziona molto lentamente. L’animale deve ingerire la capsula e questa agisce da sola.

2. Liquidi intraruminali

L’applicazione dei liquidi intraruminali viene realizzata attraverso un ago, che immette l’antiparassitario attraversando la pelle. Tuttavia, è considerato un metodo piuttosto invasivo, per cui si è deciso di non utilizzarlo sugli animali da allevamento che pesano meno di 200 chili. Questo metodo consente un maggiore controllo dei parassiti nei bovini.

3. Blocchi

Il farmaco viene inserito nel cibo e ogni animale riceve almeno una dose. Il problema di questa tecnica è che non si può sapere quanto antiparassitario ha consumato ogni esemplare.

Infine, è bene sapere che l’applicazione di agenti antiparassitari per i bovini deve essere indicata da un veterinario qualificato e bisogna seguire delle istruzioni specifiche.

Dirección de Producción y Sanidad Animal de la FAO. (2003). Resistencia a los antiparasitarios, Estado actual con énfasis en América Latina. FAO. https://doi.org/10.1007/s10800-011-0320-1