Gli animali rappresentati nella grotta di Altamira

9 Settembre 2019
La grotta di Altamira, in Spagna, è famosa perché sulle sue pareti sono raffigurati alcuni animali oggi estinti in Europa; si tratta dunque di una delle testimonianze della loro presenza passata nel Vecchio Continente. 

La famosa grotta di Altamira, in Spagna, ha plasmata sulle sue pareti una serie di pitture rupestri che rappresentano diversi animali. Le suddette pitture sono state realizzate dagli antenati dell’Homo sapiens attuale e sono tra le più grandi e dettagliate dell’Europa. Ciò ha reso questa grotta un’icona mondiale delle abilità artistiche sviluppate dagli umani durante il Paleolitico superiore.

Le pitture rupestri della grotta di Altamira sono le prime rinvenute in Europa. La scoperta della grotta risale al 1868, ma bisognerà aspettare un decennio, il 1879, prima di scoprire al suo interno le pitture rupestri. Purtroppo, durante tutto il XIX secolo, si diffusero diverse voci sulla falsità delle stesse.

È stato a partire dal 1902 che si è iniziato a dare importanza scientifica alla grotta di Altamira, grazie alle scoperte di altre grotte in Francia con pitture simili. Gli scienziati più riluttanti sono stati dunque costretti ad accettare l’autenticità delle pitture di Altamira.

Caratteristiche della grotta di Altamira

Per l’esattezza la grotta di Altamira si trova nelle vicinanze della località di Santillana del Mar in Cantabria. È relativamente piccola, in quanto presenta 270 metri di profondità, e la sua struttura interna è semplice, con tre zone: il vestibolo più ampio, la grande sala delle pitture policrome e le sale e i corridoi secondari.

Animali rappresentati sul tetto della grotta di Altamira
Fonte: www.elpais.com

La sala con le pitture è lunga 18 metri e ampia 9 metri, e si trova a soli 30 metri dall’ingresso. Questa zona è nota come la Cappella Sistina dell’Arte Quaternaria. Anche nelle sale e nei corridoi secondari si trovano pitture rupestri, ma meno grandi e complesse.

Animali rappresentati nella grotta

Le pitture rupestri della grotta di Altamira sono state dipinte circa 12000-15000 ani fa. Risalgono, quindi, alla fine del Pleistocene e agli inizi dell’Olocene. Questa stima venne stabilita in seguito alla realizzazione di diverse prove con carbonio 14.

Gli animali rappresentati nelle pitture rupestri della grotta sono soprattutto specie estinte in Spagna e nel resto dell’Europa. Troviamo raffigurati bisonti, cervi, cinghiali, mammut e cavalli, tutti animali dal clima molto freddo, dato che furono rappresentati alla fine dell’ultima era glaciale.

Il bisonte è l’animale egemonico dentro la grotta, infatti è possibile osservare un totale di 16 esemplari di dimensioni e posture diverse, realizzati con varie tecniche pittoriche; si concentrano quasi tutti nel tetto della sala principale. L’artista, o gli artisti, hanno rappresentato i bisonti in modo molto dettagliato, fatto che ci porta a pensare che avessegrande familiarità con l’anatomia e il comportamento di questi animali.

Il bisonte rannicchiato è una delle pitture che più attirano l’attenzione e fra le più ammirate della grotta di Altamira, questo perché l’artista è riuscito a rappresentare la posizione sdraiata dell’animale senza perdere le proporzioni anatomiche. Il bisonte tiene le zampe piegate e la testa è rivolta verso il basso, il che conferisce una posizione rannicchiata all’animale. Questa pittura misura 127 centimetri dal corno fino all’estremità della coda.

Bisonte rannicchiato della grotta di Altamira
Fonte: www.tuitearte.es

La grande cerva è un’altra delle rappresentazioni più conosciute e apprezzate; è la figura di maggiori proporzioni, con 2,25 metri di ampiezza. Presenta estremità molto stilizzate formate da una linea decisa e una gamma cromatica davvero realistica.

Nella maggior parte dei casi, l’artista ha sfruttato il rilievo naturale delle rocce per dare dinamismo e volume alle opere. Tutto questo fa sì che gli animali rappresentati diano una sensazione di grande movimento, come se fossero vivi.

L’importanza di queste pitture rupestri

Il motivo per cui sono state realizzate queste pitture rupestri resta ancora un mistero, anche se esistono diverse ipotesi avanzate da vari archeologi. All’inizio si riteneva che si trattasse semplicemente di arte, dunque non avevano nessun uso apparente se non quello di essere osservate.

Al giorno d’oggi l’ipotesi più diffusa è il loro possibile uso come guida di caccia, poiché molti degli animali rappresentati sono feriti o privi di qualche arto, fatto che può essere spiegato con l’intervento degli esseri umani che all’epoca cacciavano questi animali.

Tuttavia, l’aspetto più importante della grotta di Altamira non è esattamente il simbolismo delle pitture, ma piuttosto la dimostrazione dell’inventiva culturale umana durante il corso della storia. I minuziosi dettagli degli animali rappresentati dimostra l’intelligenza e le capacità artistiche dei nostri antenati preistorici.

Gli animali rappresentati nella grotta di Altamira sono stati di grande aiuto per molti ricercatori e per il pubblico in generale che hanno così potuto scoprire gli ecosistemi e la fauna estinta di migliaia di anni fa. In definitiva, le pitture della grotta di Altamira sono una finestra sulla preistoria, sia degli umani vissuti alla fine del Pleistocene sia della fauna che li accompagnava.

Altuna, J. (2002): “Los animales representados en el arte rupestre de la Península Ibérica. Frecuencias de los mismos”. MUNIBE Antropologia-Arkeologia, N° 54: pp. 21-33. San Sebastian: Sociedad de Ciencias Aranzadi.