I fasmidi: gli insetti che si mimetizzano

04 giugno, 2020
Il mondo degli insetti è pieno di curiosi esseri in miniatura. Ciò che colpisce di più è che alcune di queste specie si nascondono meglio di altre.
 

I fasmidi sono insetti incredibilmente abili nell’arte del camuffamento e del mimetismo. Questi insetti sono talmente esperti nel passare inosservati da rendere spesso impossibile la loro individuazione in natura.

Il termine “fasmidi” condivide la stessa etimologia della parola “fantasma”. Infatti, entrambi derivano dal greco antico (phasma) che significa “apparenza” o “spirito”.

Con questo nome e queste capacità, sorge spontaneo chiedersi: il camuffamento è l’unico mezzo di sopravvivenza per i fasmidi? Cosa fanno per rendere i loro metodi così efficaci? Vediamolo insieme in questo articolo.

Cosa sono i fasmidi?

In precedenza i fasmidi venivano classificati nell’ordine degli ortotteri insieme a cavallette e grilli, ma ora hanno un ordine proprio che costituisce un gruppo di oltre 3.000 specie. La maggior parte di esse sono tropicali, ma ce ne sono alcuni che vivono anche nei climi temperati.

Perché sono così abili nell’arte del camuffamento?

Sono conosciuti come insetti simulatori, data la loro capacità di mimetizzarsi con il paesaggio. Lo fanno presentando colori, forme e comportamenti che li fanno passare inosservati ai sensi degli altri animali.

Inoltre, la maggior parte dei fasmidi sono insetti notturni che rimangono immobili durante il giorno, rendendo ancora più difficile il rilevamento.

Insetto che si mimetizza
 

Grazie a questi meccanismi, i fasmidi si confondono perfettamente con la vegetazione che li circonda e riescono ad evitare, in larga misura, i loro predatori.

I fasmidi possiedono anche altre abilità difensive contro i nemici. Ad esempio, presentano delle strutture dai colori vivaci sulle ali, che conferiscono loro un aspetto minaccioso.

Quando vengono individuati dai predatori, ricorrono alla tanatosi, fingendo di essere morti. Questo li rende meno appetibili per il predatore, facendogli credere che mangiandoli possano ammalarsi. Infine, come ultima risorsa quando un predatore li cattura, possono liberarsi dei propri arti.

I fasmidi sono tutti uguali?

Se vi state chiedendo se i fasmidi sono tutti uguali fra loro, la risposta è no, affatto. Possiamo distinguerne tre tipi:

  • Fasmidi stecco, con un corpo allungato, cilindrico, che ricorda piccoli rametti, sia nel colore che nella forma.
  • Insetti foglia, dal corpo ampio, appiattito, con delle espansioni sulle zampe simili alle foglie.
  • Insetti corteccia, che hanno il corpo robusto e, a volte, presentano delle protuberanze sotto forma di piccole spine sul corpo, che conferisce rilievo.

Pensate che esiste una tale varierà tra le specie di fasmidi per cui tra di essi ci sono alcuni tra gli insetti più pesanti al mondo (Heteropteryx dilatata) e il più grande (Phobaeticus chani).

Ad esempio, la Leptynia hispanica è un fasmide che non supera i 5 centimetri di lunghezza nella sua fase adulta. Il suo corpo è attraversato longitudinalmente da una linea bianca su uno sfondo verde o grigio-marrone.

 
Fasmidi

La sua area di distribuzione comprende la maggior parte dei paesi del Mediterraneo perché è qui che vive la sua principale fonte di cibo, la ginestra dei carbonai.

Fasmidi: un caso speciale

La maggior parte delle specie di fasmidi si riproducono sessualmente, sebbene in alcuni casi si verifichi anche la partenogenesi. Ma non accade in modo tradizionale, poiché prevede una diminuzione della variabilità genetica della specie.

C’è una specie di insetto stecco che non si riproduce sessualmente per un milione di anni. È l’insetto stecco timema (Timema dorotheae).

Gli scienziati della Simon Fraser University in Canada hanno studiato il loro DNA e scoperto una lunga storia di riproduzione asessuata in questa specie. Questi insetti stecco sono in grado di creare cloni genetici propri e quindi di produrre prole.

La riproduzione asessuata ha il vantaggio di consentire una rapida crescita della popolazione. Ma la controparte più grande è che, poiché si tratta di cloni identici, anche i geni sono identici e non c’è alcuna evoluzione della specie.

Questi insetti sono indispensabili per la biodiversità

Gli insetti esperti nell’arte del camuffamento suscitano molta curiosità tra gli studiosi di animali e non solo. Probabilmente perché sono difficili da rilevare in natura e, quindi, difficili da studiare e identificare. Questo è il motivo per cui sono oggetto di numerosi studi e sono disponibili informazioni a sufficienza su di loro.

 

È interessante risvegliare la curiosità per questi e altri insetti, poiché sono animali che spesso sono oggetto di antipatia. Al contrario, sarebbe bene rendersi conto che proteggendoli e preservandoli, aiutiamo a mantenere vivo il pianeta e la sua biodiversità.

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