Il pesce più grande del mondo percorre più di 20.000 chilometri

Anche se sembra incredibile, si è scoperto qualcosa di eccezionale sul pesce più grande del mondo. Stiamo parlando del famoso squalo balena. Ebbene, un esemplare femmina avrebbe percorso più di 20.000 chilometri. In questo articolo vi racconteremo la sua storia.

Si tratta di una scoperta firmata da un team di ricercatori dello Smithsonian Tropical Research Institute. È una delle più lunghe rotte migratorie realizzate da un animale e indubbiamente il record assoluto per uno squalo balena.

Alla scoperta del pesce più grande del mondo

Lo squalo balena (Rhincodon typus) è una specie molto particolare, dato che è considerato il pesce più grande del mondo ancora vivente. Poco si sa su questa specie marina, scoperta nel lontano 1828 in Sud Africa, quando fu catturato il primo esemplare.

Per quanto riguarda la sua dieta, si nutre di tutto ciò che riesce a filtrare ingerendo acqua. In natura, solamente altri due animali utilizzano questo sistema: lo squalo elefante e lo squalo bocca grande.

In sostanza, lo squalo balena si nutre di krill e di fitoplancton: minuscoli organismi che abbondano nelle profondità dell’ecosistema sottomarino, e cadono preda dell’enorme filtro formato dai dentelli dermici (noti anche come “scaglie placoidi“).

squalo balena in acqua

Curiosamente, questa specie è considerata una divinità nella cultura vietnamita. In termini di dimensioni, gli squali balena tendono a misurare circa 10 metri, anche se sono stati trovati esemplari che arrivavano fino ai 13. Alcuni affermano addirittura di aver visto animali di circa 20 metri e che superavano le 25 tonnellate di peso.

Il pesce più grande del mondo e il suo rapporto con l’uomo

Sebbene sembri incredibile, lo squalo balena non rappresenta un pericolo per le persone. In effetti, a differenza dei tradizionali squali, questi enormi pesci sono abbastanza amichevoli e persino affettuosi con i sommozzatori e, a volte, si mettono persino con la pancia in alto per non graffiarli.

Sfortunatamente, la sua natura amichevole unita alle enormi concentrazioni che si verificano in paesi come le Filippine, li ha fatti sfruttare dal turismo selvaggio, che di solito non è a beneficio degli animali.

Ecco perché, se siete interessati a questo tipo di attività, dovrete informarvi bene e cercare un’azienda che vi garantisca che si stia rispettando il benessere del più grande pesce del mondo. Un turismo responsabile verso gli animali è assolutamente necessario e indispensabile.

una giovane subacquea nuota con un pesce squalo balena

L’incredibile migrazione del più grande pesce del mondo

Lo squalo balena che ha percorso oltre 20.000 chilometri, si chiama Anne. E’ una femmina che fu localizzata per la prima volta a Panama, dai biologi dello Smithsonian Institute.

Anne rimase sulla costa di Panama per quasi quattro mesi e poi viaggiò verso il Costa Rica. Otto mesi dopo, il suo segnale scomparve e riapparve molto tempo dopo, quando si trovava vicina alle Hawaii. Ma si spostò ancora, arrivando nella zona della Fossa delle Marianne. Questa è la depressione più alta di tutti gli oceani del mondo.

Gli squali balena possono immergersi per più di due chilometri, anche se gli esperti non sono consapevoli del comportamento che il pesce più grande del mondo svolge in questa profondità.

Analizzando il genoma degli squali balena in tutto il pianeta, è possibile notare che hanno parenti in luoghi molto lontani. Da ciò è possibile dedurre come questi animali sentano la necessità di compiere grandi viaggi, per riprodursi. Tenete presente che, in media, le femmine percorrono circa 70 km marini al giorno.

È a causa di questa enorme distribuzione che è particolarmente difficile proteggere lo squalo balena. Possono essere protetti in alcune delle loro zone di distribuzione, ma a tali distanze spesso finiscono in territori dove la loro caccia è consentita.

Fortunatamente, ora è una specie protetta in tutto il mondo, anche in paesi come il Taiwan, dove fino a 20 anni fa venivano catturati 100 esemplari ogni anno. Una cifra che fa rabbrividire se si considere il numero attuale di questi innocui giganti marini.

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