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Il virus della leucemia felina: cause, sintomi e trattamento

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Il virus della leucemia felina: cause, sintomi e trattamento
Ultimo aggiornamento: 05 marzo, 2018

Poche persone sanno che buona parte della popolazione felina globale, compresa tra il 2 e il 15%, contrarrà il virus della leucemia felina a un certo punto della propria vita. Il problema, infatti, è che in molte occasioni i loro padroni non se ne accorgono. Conoscere le cause e i sintomi di questa pericolosa malattia trasmissibile, che può essere letale, è essenziale per poterla prevenire e trattare.

Il retrovirus della leucemia felina

Un retrovirus è composto da RNA a filamento singolo. Questo virus si replica grazie all’azione di un enzima chiamato Trascrittasi Inversa, che consente la conversione dell’RNA in DNA per la successiva introduzione nel DNA della cellula ospite. Una volta impiantato, il virus inizia a moltiplicarsi.

La principale forma di contagio del virus della leucemia felina è il contatto con i fluidi corporei di un altro esemplare infetto. Se un gatto ne morde un altro, o viene a contatto con la sua saliva, l’urina o le feci, il contagio è immediato. Anche una madre può contagiare tutti i suoi piccoli, attraverso il latte materno.

I gatti con maggiore rischio di infezione sono quelli esposti maggiormente al contatto con gli esemplari malati. Parliamo, ad esempio, dei gatti randagi o anche di quelli che fuggono da casa. Senza scordare gli altri felini domestici, portatori del virus, che però non è stato ancora diagnosticato e che, purtroppo, sono una vera e propria mina vagante per chi li circonda.

Sintomi principali

La malattia inizia a manifestarsi mesi e anche anni dopo il contagio. Motivo per cui spesso le cure vengono iniziate quando ormai è troppo tardi e solo dopo che l’esemplare infetto ha già trasmesso il retrovirus ad altri animali. Durante le sue fasi iniziali, si possono osservare i seguenti sintomi:

  • Perdita di appetito.
  • Perdita di peso progressiva.
  • Presenza di linfonodi più grandi.
  • Pelo opaco e perdita di pelo.
  • Febbre persistente.
  • Gengive e mucose pallide.
  • Gengivite, infiammazione delle gengive e gastroenterite.
  • Infezioni del tratto urinario, della pelle e del tratto respiratorio superiore.
  • Convulsioni, cambiamenti comportamentali e altri disturbi neurologici.
  • Malattie della vista.
  • Aborto e altri problemi nel sistema riproduttivo.

Diagnosi

Per poter diagnosticare il virus della leucemia felina, i veterinari di solito eseguono due test che rilevano la presenza di un componente proteico del virus chiamato FeLV P27.

Il primo, chiamato ELISA, viene solitamente utilizzato come principale test di screening. Una diagnosi precoce va di pari passo con i controlli periodici dal veterinario che ogni padrone responsabile dovrebbe garantire al proprio amico a quattro zampe.

Se questo primo test è positivo, viene eseguito il secondo test, chiamato IFA, nel suo acronimo inglese. Serve per confermare la diagnosi e determinare lo stadio di avanzamento della malattia. Quest’ultima prova rileva la presenza di particelle virali nei linfociti, che di solito si verifica quando la patologia è ormai diffusa.

Trattamento e prevenzione

Al giorno d’oggi, non esiste una cura definitiva. Sono note alcune terapie che si sono dimostrate efficaci nel ridurre la quantità di particelle virali nel flusso sanguigno. Tuttavia, come spesso accade con i principali trattamenti contro il cancro, i loro effetti collaterali possono essere devastanti.

L’unico modo per garantire il benessere del vostro gatto è chiedere al veterinario cure palliative per contrastare i sintomi della condizione virale, in caso di avvenuto contagio, o per prevenirla, se l’animale è sano. Un modo per ottenere ciò è mantenere il gatto protetto all’interno della casa, dove non corre il rischio di entrare in contatto con i liquidi corporali di altri felini, potenzialmente infetti.

Esiste un vaccino relativamente efficace, ma non definitivo, che può rassicurare i proprietari che sanno in anticipo che ci sono esemplari portatori del virus, nelle vicinanze. Dovete tenere presente, però, che questa cura è scarsamente diffusa e come unica misura preventiva, l’unica certezza deriva dal prevenire ogni contatto con altri gatti che non si conoscono.

Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.