La megafauna estinta dell’Australia

12 Marzo 2019

Milioni di anni fa l’Australia era popolata da esseri maestosi ormai estinti. Correva l’anno 1969 quando Rod Wells, esperto ricercatore di fossili, si addentrò nelle cave dello Stato del Victoria, nell’Australia meridionale, portando alla luce dei fossili appartenenti alla megafauna estinta dell’Australia.

In quest’articolo vi parleremo di alcuni degli animali più affascinanti ed enormi che vissero durante il Pleistocene nel territorio australiano. Parliamo della megafauna estinta dell’Australia.

Diprotodon, il marsupiale gigante della megafauna estinta

Si tratta del marsupiale più grande mai esistito di cui si conosca l’esistenza, e lo potete ammirare nell’immagine in evidenza dell’articolo. Siamo di fronte a un animale erbivoro dalle dimensioni approssimative simili a quelle di un rinoceronte.

Gli esemplari più grandi arrivarono a misurare circa tre metri in altezza e a pesare più o meno tre tonnellate. I suoi parenti più vicini in vita sono i koala e i vombati.

Questi animali popolarono l’Australia un milione e seicento mila anni fa, e si crede vivessero in branchi. Abitavano le zone boscose e i pascoli ma sempre in prossimità di fiumi o laghi. Lì si alimentavano di foglie, foraggio e arbusti.

Tuttavia, le loro grandi dimensioni e la difficoltà di manovra si ritorsero contro di loro, rendendoli una preda facile tra altri componenti della megafauna del luogo, tra cui regnava il leone marsupiale.

Leone marsupiale, un cacciatore nato

Questo implacabile cacciatore pesava tra i 100 e i 160 chili, e aveva le dimensioni di un leopardo. Queste caratteristiche hanno reso questo animale senza dubbio il mammifero carnivoro più grande del territorio.

Leone marsupiale

Il leone marsupiale (Thylacoleo) era capace di cacciare e abbattere animali molto più grandi di lui, grazie ai suoi artigli lunghi e affilati che lo aiutavano a non far scappare le sue prede.

Un dato curioso su questo elemento della megafauna è la sua origine. Gli antecedenti del leone marsupiale erano infatti erbivori, e avevano una dentatura adattata al consumo di erba.

Per supplire alla mancanza di canini, al leone marsupiale crebbero degli infilati incisivi.

Inoltre, sviluppò dei premolari a forma di coltello che, insieme alla capacità di morso della sua mandibola, avevano un effetto devastante.

Si crede, per esempio, che grazie a queste temibili caratteristiche il leone marsupiale riuscisse ad uccidere le sue prede in un minuto.

Megafauna estinta : Procoptodon, il canguro Goliath

Ecco il nome di un altro impressionante esemplare appartenuto alla megafauna australiana. Il canguro gigante dalla testa corta (Procoptodon Goliath) fisicamente assomigliava molto ai canguri attuali, ma aveva il volto più schiacciato e con gli occhi rivolti in avanti.

Canguro Goliath

Di altezza superiore ai due metri e con 230 chili di peso, questo marsupiale poteva raggiungere le foglie degli alberi più alti per nutrirsi.

Le sue braccia terminavano con dita lunghe e munite di artigli che gli permettevano di raggiungere i rami più lontani.

Sebbene fossero molto simili ai canguri attuali, esistono prove scientifiche di come questi esemplari non si spostassero saltando. La loro anatomia, infatti, li rendeva in questo più simili ai bipedi a due zampe, come gli umani.

Furono fra gli ultimi esemplari appartenenti alla megafauna e si estinsero all’incirca 50.000 anni fa.

Perché si estinsero?

Ad oggi non sono ancora chiari gli eventi che portarono all’estinzione della megafauna australiana. Molti studi hanno indicato il cambiamento climatico come principale causa.

Alcuni ricercatori, tra cui Tim Flannery, riconoscono tra le cause l’arrivo nel continente Australiano dell’uomo, avvenuto circa 50.000 anni fa.

Secondo questa tesi, che è stata però messa in discussione, la caccia e la deforestazione avrebbero contribuito alla sparizione di alcune specie.

Ad ogni modo, è evidente come milioni di anni fa esistessero animali unici che, grazie alla paleontologia moderna e alla ricerca, non sono finiti nel dimenticatoio.

Fonte dell’immagine principale| http://cronicasdefauna.blogspot.com

  • Miller, G. H., Magee, J. W., Johnson, B. J., Fogel, M. L., Spooner, N. A., McCulloch, M. T., & Ayliffe, L. K. (1999). Pleistocene extinction of Genyornis newtoni: human impact on Australian megafauna. Science283(5399), 205-208.

 

  • Roberts, R. G., Flannery, T. F., Ayliffe, L. K., Yoshida, H., Olley, J. M., Prideaux, G. J., … & Smith, B. L. (2001). New ages for the last Australian megafauna: continent-wide extinction about 46,000 years ago. Science292(5523), 1888-1892.