La pet therapy funziona

La terapia assistita con animali aiuta molte persone con problemi psicologici, dai bambini passando per gli adulti, per finire con gli anziani.
La pet therapy funziona

Ultimo aggiornamento: 01 febbraio, 2018

La pet therapy (o zooterapia), consiste nell’utilizzo di alcune specie di animali in attività terapeutiche, riabilitative, integratrici e psicopedagogiche per gli esseri umani.

Dobbiamo sottolineare che la pet therapy rifiuta qualsiasi abuso fisico od emotivo sulla vita degli animali. Le specie impiegate per la loro pratica devono essere allevate e curate secondo le loro necessità. L’esperienza terapeutica deve essere goduta sia dal paziente che dall’animale.

La pet therapy funziona?

Per molti anni queste pratiche terapeutiche sono state considerate alternative e messe in discussione dalla medicina tradizionale. Fortunatamente le nuove scoperte sul campo hanno permesso di riconoscere i benefici scientifici della pet therapy sulla nostra salute.

Attualmente, le attività di terapia assistita con animali sono ampiamente consigliate dalla medicina. I metodi sono diversi così come gli esercizi e i modi di entrare in contatto e di interagire con ogni animale.

Di seguito conosceremo le migliori applicazioni e i benefici di ogni modalità di pet therapy moderna.

Quali animali vengono utilizzati per la pet therapy?

I passi avanti nelle ricerche e nelle tecniche di pet therapy hanno permesso di adattare le pratiche a diverse specie. La scelta di determinati animali è guidata di solito dagli obiettivi che si vogliono raggiungere e dalla preferenza dei pazienti.

Cani

Ovviamente i migliori amici dell’uomo non potevano mancare da questa lista. I cani vengono utilizzati in innumerevoli pratiche terapeutiche, integranti e psicopedagogiche, con diverse finalità.

Cane con bambino in ospedale per pet therapy

Alle persone con perdita parziale o integrale della vista o dell’udito, i cani guida forniscono libertà di movimento e favoriscono l’integrazione sociale. Questi animali sono parte della loro routine e gli permettono di avere una vita più attiva e sana.

Attualmente i cani dimostrano anche un enorme successo nelle metodologie psicoeducative –o psicopedagogiche– che utilizza la pet therapy. L’obbiettivo è quello di stimolare l’apprendimento e la socializzazione dei bambini e degli adolescenti a cui è stato diagnosticato un disturbo dello sviluppo (incluso l’autismo), la sindrome di Down o un ritardo mentale.

I cani sono anche importanti per i pazienti allo stadio terminale o grave negli ospedali in giro per il mondo. Possono anche essere utili in geriatria e nelle case di riposo per anziani. La loro semplice presenza è capace di migliorare lo stato d’animo dei pazienti e di fornirgli una sensazione di tranquillità.

Delfini

La pet therapy con delfini (o DAT, sigla inglese) risveglia speranze e polemiche grazie ai suoi risultati. Molti studi dimostrano che l’interazione con questi splendidi cetacei genera importanti effetti positivi sulla salute. Inoltre, bisogna segnalare che la maggior parte dei pazienti e dei loro familiari confermano l’efficacia della terapia con questi animali.

Ovviamente la polemica riguardante la terapia con i delfini si concentra sul modo in cui questi animali vengono allevati. È eticamente corretto privare un animale selvatico della propria libertà e del proprio habitat naturale a beneficio della nostra salute?

Organizzazioni come l’israeliana Dolphin Reef optano per creare dei ‘delfini terapeuti’ in ambienti aperti in pieno Mar Rosso. Gli animali possono così essere addestrati senza dover rinunciare ai propri istinti o alle loro routine naturali. In tal modo si può garantire una migliore qualità di vita a questi esseri tanto speciali.

Cavalli

I benefici dell’ippoterapia erano già conosciuti secoli fa. Nell’antica Grecia, ad esempio, gli equini erano ampiamente utilizzati per prevenire e riabilitare molteplici problematiche fisiche o psicologiche.

Ippoterapia con bambini

Attualmente il cavallo viene utilizzato come strumento per riabilitare bambini, adolescenti e adulti a livello psicologico, neuromuscolare, cognitivo e sociale.

Gatti

Recenti studi hanno dimostrato che il pelo del gatto può stimolare la memoria e la capacità cognitiva degli anziani. Per questo, i felini vengono spesso impiegati nella pet therapy destinata a persone della terza età. I persiani sono solitamente i preferiti grazie al loro carattere affabile e al notevole pelo.

Piccole lucertole o iguane

Certamente l’uso terapeutico delle lucertole è una delle proposte più innovative ed esotiche della pet therapy. Questi piccoli rettili sono capaci di stimolare le abilità cognitive e sociali dei nostri piccoli.

Inoltre, non avendo peli, possono essere utilizzati anche nelle terapie con bambini che soffrono di allergie o di problemi respiratori.

Conigli, criceti e porcellini d’India

Non dimentichiamo infine questi piccoli e curiosi roditori che vengono impiegati per la stimolazione sentimentale e sociale dei bambini autistici.

È importante puntualizzare che la pet therapy in ogni sua modalità deve essere praticata sotto la guida di professionisti specializzati. Ogni paziente deve ricevere cure e trattamenti personalizzati per scegliere l’animale adatto, pianificare gli esercizi e la periodicità delle sessioni.

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