La tanatosi: scoprite di cosa si tratta

21 Agosto 2019
La tanatosi è una strategia evolutiva impiegata da animali di diverse taxa come ultima alternativa per affrontare il predatore. Consiste nel fingersi morti ed è stata sottovalutata fino a qualche decennio fa, quando gli studiosi hanno compreso la sua importanza.

La tanatosi è un tipo di comportamento difensivo. L’animale adotta tale condotta, con cui simula la morte, come una tecnica di difesa in presenza di possibili predatori.

Origine del termine

La palabra “tanatosi” è una combinazione dei termini greci thanat(o), che significa “morte”, e -ō-sis, che equivale a “processo”. L’unione di entrambi dà luogo all’espressione “eseguire una pena di morte”.

Alla luce di ciò, nell’ambito della zoologia successivamente il termine è stato ridefinito assumendo l’accezione con cui è conosciuto oggi. Viene inteso come la “risorsa di alcuni animali che si fingono morti in situazioni di pericolo“.

Questa strategia evolutiva contro gli attacchi riceve anche altri nomi, come catatonia, ipnosi animale o immobilità tonica.

Tutto quello che c’è da sapere sulla tanatosi

La predazione è un comportamento importante nella vita degli animali selvatici, in quanto influisce su diversi aspetti come l’alimentazione e la sopravvivenza di cuccioli e adulti. Le prede, però, hanno sviluppato diverse strategie per poter affrontare i loro predatori e, tra queste, si trova la tanatosi.

In ecologia si studia l’interazione esistente tra un predatore e la sua preda. Questa interazione si divide in fasi e inizia con la vicinanza degli individui. Continua con la ricerca della preda, l’attacco, la cattura e infine la consumazione.

La tanatosi è chiamata anche “finta morte”. Questa tecnica anti-predatori viene adottata da diverse specie. Gli animali vi ricorrono quando il predatore è vicino o persino dopo che li ha avvistati.

La denominazione più corretta è immobilità tonica, tonic immobility (TI) in inglese. Si ritiene inibisca l’attacco aggiuntivo dei predatori che, quindi, non applicano l’azione di sottomettere ulteriormente la preda per evitare che scappi.

Le caratteristiche principali che distinguono questa strategia sono le seguenti:

  • Catalessia o immobilità. Postura rigida sostenuta da un’attività muscolare tonica pronunciata.
  • Flessibilità cerosa delle estremità.
  • Assenza di stimoli esterni.
  • È possibile mantenere questo stato per secondi oppure ore.

La tanatosi è considerata una strategia diversa rispetto all’immobilità o il congelamento, poiché queste due vengono usate prima che il predatore avvista la preda. È diverso anche il meccanismo per cui la preda adotta una postura incurvata nel tentativo di intimidire il predatore, così come di proteggere zone vulnerabili del corpo. La tanatosi, invece, è una tecnica che viene adottata in situazioni estreme.

Serpente in tanatosi 

Tale stratagemma inizia e termina altrettanto in fretta. L’animale si attiva nel giro di qualche secondo e raggiunge le sue massime capacità pur essendo stato totalmente immobile.

Fino a qualche decennio fa, vi erano pochi studi su questo fenomeno. Per questo motivo, tale condotta è registrata solo in una serie di taxa, ma si crede che possa essere presente anche in altre.

Specie che realizzano la tanatosi

Diversi studi indicano le taxa nelle quali è stata osservata questa strategia antipredazione. È impiegata soprattutto da invertebrati come ragni, farfalle, scarabei, formiche, api o vespe.

È stata osservata anche in alcuni vertebrati. Per l’esattezza, sono stati registrati i cinque gruppi di animali: mammiferi, rettili, pesci, uccelli e anfibi.

Tuttavia, la distribuzione esatta della tanatosi non è chiara né nei vertebrati né negli invertebrati. Nonostante ciò, a seguire presentiamo alcuni esempi di questa tecnica.

Holotrochus hispanicus

Questa specie di coleottero ha modificato la sua morfologia per adattarsi al fenomeno della tanatosi. Normalmente, gli individui tendono a raccogliere le zampe sotto il corpo.

L’Holotrochus hispanicus, invece, piega le varie parti delle zampe, porta le antenne all’indietro, nella cresta sopraoculare e sugli occhi.

Alla fine, la postura adottata delinea un corpo cilindrico, dal quale non sporge nessuna parte.

Pisaura mirabilis

Il ragno cacciatore adotta questa tecnica in modo particolare. Si è osservato che i ragni maschi risultano più attraenti agli occhi delle femmine se portano loro delle prede paralizzate. Per i ragni femmina, tuttavia, può essere più attraente il maschio in movimento piuttosto che la preda paralizzata.

Per questo motivo, i maschi entrano in tanatosi dopo aver fatto la loro offerta alla femmina. Finché la femmina non inizia a nutrirsi della preda, i maschi non escono dalla tanatosi. Quando si attivano, inizia la copula.

Si è notato che questo comportamento non viene realizzato da tutti i maschi. È stato registrato, però, un maggiore successo riproduttivo negli esemplari che entrano in tanatosi.

Ragno cacciatore durante la tanatosi

Altri animali come anatre, mucche, rane o rettili come la biscia viperina (Natrix maura) o la lucertola occidentale iberica (Psammondromus occidentalis) sono state inserite nella lista delle specie che realizzano tanatosi.

Questa tecnica difensiva in passato non ha ricevuto le attenzioni che meritava, sebbene vi siano prove a livello ecologico ed esemplari che la adottano in diverse taxa.

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