La volpe è davvero così pericolosa?

03 maggio, 2018
 

Le volpi sono spesso viste come una presenza ostile per chi vive e lavora in zone rurali. Oltre a consumare i rifiuti organici che produciamo, possono arrivare ad attaccare animali domestici, i cani da pastore e, soprattutto, pollai, greggi e bestiame. In questo articolo cercheremo di capire se la volpe è davvero così pericolosa o se sono le sue abitudini naturali a innescare comportamenti dannosi per la campagna.

Uomini e volpi: una convivenza antica e complessa

La convivenza tra uomo e volpe è così antica da essere testimoniata da moltissime rappresentazioni artistiche e culturali, da centinaia di secoli. Basti pensare al fatto che, nell’opinione comune, questo animale da sempre rappresenta l’incarnazione stessa della scaltrezza e della furbizia. L’espressione “furbo come una volpe” è ancora oggi ampiamente usata. Senza dimenticare il famoso eroe mascherato Zorro (che in spagnolo significa proprio “volpe”), creato dallo scrittore Johnston McCulley.

Un altro esempio arriva anche dal cinema, con il film d’animazione Disney “Red e Toby nemiciamici”, uscito nel 1981. La storia racconta di un’anziana donna che adotta un cucciolo di volpe, allevandolo fino all’età adulta, quando finalmente riacquista la sua libertà.

Una presenza globale

Sebbene non esistano storie credibili, circa la possibile convivenza pacifica tra volpi ed esseri umani, il nostro rapporto con questi canidi selvaggi perdura da migliaia di anni. D’altro canto, il contatto con questo animale selvaggio era inevitabile, dal momento che le volpi sono sempre state presenti in abbondanza in tutti i continenti, eccezion fatta par l’Antartide.

 
una volpe rossa

Le terre dove furono stabiliti i primi insediamenti rurali furono occupate da varie specie native, comprese le volpi. Quando i nostri antenati iniziarono a sviluppare attività come la coltivazione e l’allevamento, questi animali assistettero ad una vera e propria invasione del loro habitat naturale.

Spinti dalla curiosità e anche dalla possibilità di ottenere cibo in modo più “facile”, animali come la volpe decisero di avvicinarsi agli umani. Il risultato di questo approccio, fu un costante attacco agli allevamenti. Principalmente polli, galline, ma anche animali da pascolo di piccole dimensioni. Danni che i contadini hanno sempre rifiutato di accettare con passività. Questa abitudini alimentari quasi parassitarie, hanno contribuito significativamente ad accrescere la cattiva fama della volpe.

La volpe e la città

Con la rivoluzione industriale e i progressi tecnologici, la città rubò definitivamente la scena alla campagna. L’espansione fu talmente rapida e intensa da rompere i confini tra i due universi esistenti, quello rurale e urbano. Di nuovo, l’habitat di numerose specie native fu modificato dall’intervento dell’essere umano.

 

Spesso si sente parlare di volpi avvistate anche dentro le città. In realtà, è il contrario: è la città ad essere entrata nell’habitat naturale della volpe, andando ben oltre i suoi antichi confini. Secondo un punto di vista più obiettivo, potremo certamente affermare che i veri invasori, siamo proprio noi.

una volpe adulta su un tronco di albero

La convivenza sempre più forzata e le maggiori difficoltà nel trovare prede, hanno portato la volpe ad adottare nuove abitudini. Hanno iniziato a invadere le proprietà private attratti dai resti di cibo presenti nella spazzatura o persino assaltando magazzini e cucine. Il risultato è ovviamente inevitabile: caccia aperta a questo ospite “indesiderato” e considerato, sicuramente in modo eccessivo, persino pericoloso.

Tenete presente che una volpe rossa adulta può pesare da 2 a 14 kg, con un’altezza di appena 35-50 cm. Stiamo parlando di un canide di dimensioni davvero piccole e, tra l’altro, dotato di un temperamento alquanto timido e remissivo. La volpe non è aggressiva ed è molto prudente nei confronti dell’uomo.

La modernità e lo sviluppo delle comunità umane è avvenuta grazie ad una radicale trasformazione del territorio. La distruzione di foreste e zone selvatiche, la creazione di innumerevoli strade e vie di comunicazione, ha portato alla distruzione di parte della fauna. Da un lato, le volpi affamate sono spinte a cercare nuovi modi per alimentarsi. Dall’altro, la sola presenza umana contribuisce alla morte, anche accidentale, di questi esseri viventi.

 

La volpe rappresenta un vero pericolo?

Se la volpe è pericolosa o no, dipende dal contesto, come succede con qualsiasi animale. Quando un essere vivente si sente minacciato, naturalmente cercherà di difendersi. E se rischia di morire di fame, si spingerà a cercare alternative di sopravvivenza.

Dobbiamo imparare a differenziare gli animali domestici da quelli selvatici e rispettare i loro istinti. Non tutte le specie sono preparate a convivere quotidianamente con gli umani e ad adattarsi alle loro abitudini, spesso egoisticamente distruttive. In effetti, per molti animali, il contatto con l’uomo è semplicemente letale.

una volpe si aggira silenziosa tra ciuffi d'erba

La volpe è un animale selvatico, che deve vivere nel suo habitat naturale per raggiungere il suo ottimale sviluppo fisico e cognitivo. Fingere di allevare una volpe come animale domestico e aspettarsi un comportamento simile a quello di un cane domestico, è irreale e persino da irresponsabili. Si rischia di esporre l’animale a numerose malattie, favorendo possibili incidenti domestici.

Questo non significa che la volpe sia pericolosa a priori, così come non tutti i cani sono docili o mansueti. Allo stesso modo in cui un cane domestico può sviluppare comportamenti autodifensivi, anche una volpe può attaccare per proteggersi. Fondamentalmente perché la reazione di un animale dipende dallo stimolo e dall’ambiente a cui è esposto.

 

Non dimenticate che, in situazioni di forte stress, qualsiasi animale domestico può diventare imprevedibile ed estremamente aggressivo.

Prima di alimentare pregiudizi e catalogare certe specie, è giusto comprendere le cause di determinati comportamenti. Se una volpe attacca un pollaio, creando un danno ad un allevatore, forse dovremo chiederci cosa spinge questo animale a rischiare una fucilata, pur di non morire di fame.