Le malattie trasmesse dai piccioni

9 Febbraio 2019
Chiamati topi volanti e considerati una vera e propria piaga, questi uccelli, oltre ad essere fastidiosi, possono trasmettere malattie. Sono maggiormente a rischio gli allevatori che tengono le gabbie in condizioni igieniche inadeguate.

Sapete quali sono le malattie trasmesse dai piccioni? Le columbidae possono essere amate o odiate. C’è una convinzione molto radicata, quella che le colombe siano responsabili della trasmissione di una miriade di malattie agli umani. In realtà, il rischio di contagio è di solito molto limitato.

Ad ogni modo, in questo articolo vi diciamo quali sono le principali malattie trasmesse dai piccioni.

Alcune malattie trasmesse dai piccioni

Se ci sono degli uccelli che amano la sporcizia, quelli sono i piccioni. Considerati da molti come una piaga urbana, la verità è che possono causare fastidi con i loro versi, i loro nidi costruiti negli edifici e, soprattutto, con i loro escrementi.

Tuttavia, non è comune per questi uccelli infettare le persone. Quelli più a rischio sono di solito gli allevatori che tengono le gabbie in condizioni igieniche inadeguate.

Bambina con colombe

Di seguito, riportiamo in dettaglio cinque delle principali malattie trasmesse dai piccioni:

Alveolite allergica

Questa malattia attacca i polmoni per mezzo di una reazione allergica, provocando una polmonite da ipersensibilità. La causa si trova nella continua esposizione alla polvere che si stacca dalle piume o dal materiale fecale dei piccioni.

Le persone colpite – in particolare le persone che lavorano nei luoghi di riproduzione – presentano tosse, febbre e difficoltà respiratorie. C’è una forma cronica che produce tosse persistente e genera alterazioni, anche irreversibili, nei polmoni.

Sebbene il contagio non sia comune, è importante conoscere le principali malattie trasmesse dai piccioni agli umani.

Salmonella

Le feci del piccione possono anche essere una via di infezione per la salmonella. Il contagio si verifica quando si consumano alimenti che sono stati a contatto con la materia fecale contaminata.

Questo batterio genera un’intossicazione alimentare che provoca febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. Nei casi più gravi può portare alla disidratazione e persino alla morte, soprattutto se le persone colpite sono bambini o anziani.

Istoplasmosi

Un’altra malattia trasmessa dai piccioni è causata da un fungo chiamato istoplasma. Questo organismo si trova negli escrementi dei piccioni, specialmente nei luoghi in cui si raccolgono una grande quantità di feci, come i posatoi. Gli esseri umani si infettano respirando le spore, ma non esiste contaminazione tra le persone.

In generale, l’istoplamosi è lieve e non ha sintomi. In ogni caso, può colpire maggiormente coloro che hanno un sistema immunitario più debole (bambini, anziani, malati). Attacca principalmente i polmoni, generando malessere, febbre, tosse secca o dolore al petto. Se il caso è grave, la malattia può diffondersi ad altri organi.

Piccione malato

Criptococcosi

Questa malattia è causata da un fungo simile al lievito presente nelle feci di questi uccelli. Il contagio si verifica, soprattutto, se si è in contatto permanente con i nidi e vengono inalati le spore.

La criptococcosi colpisce, in particolare, le persone immunosoppresse. Si manifesta come un’infezione polmonare con tosse, febbre, malessere e starnuti di sangue. In seguito può diventare meningite o meningoencefalite.

Psittacosi

Chiamata anche ornitosi o clamidiosi aviaria, questa zoonosi viene trasmessa da piccioni e pappagalli, tra gli altri uccelli. Il contagio si verifica soprattutto nei lavoratori del settore avicolo e si verifica, principalmente, per l’inalazione della polvere che viene rilasciata dalla sostanza fecale secca e dalle secrezioni nasali.

La psittacosi può anche essere trasmessa tra le persone, attraverso la saliva. Si presenta come una malattia respiratoria febbrile che provoca mal di testa e, in alcuni casi, porta alla polmonite. I batteri, attraverso il sangue, possono diffondersi ad altri organi e causare, ad esempio, disturbi digestivi.