Che malattie possono trasmettere i ratti ai gatti?

Utilizzare i gatti per dare la caccia ai ratti di solito è molto rischioso per la salute sia del padrone che del felino, in quanto può provocare malattie che finiscono per mettere a rischio la vita di entrambi.
Che malattie possono trasmettere i ratti ai gatti?

Ultimo aggiornamento: 19 novembre, 2021

I gatti domestici sono noti per essere ottimi cacciatori di roditori, poiché è un istinto che hanno ereditato dal loro passato in natura. Questo comportamento a volte è molto apprezzato e persino incoraggiato dai padroni. In realtà non è affatto un comportamento raccomandato: alcuni animali come i ratti possono trasmettere delle malattie ai gatti se questi entrano in contatto con loro.

Sarebbe meglio evitare che l’animale dia la caccia a questo tipo di roditori, poiché è in gioco la sua salute. I gatti non sono (e non dovrebbero essere usati come) un mezzo per derattizzare gli spazi. Continuate a leggere e scoprite le malattie che i ratti possono trasmettere ai gatti.

Perché i ratti sono pericolosi?

I ratti (genere Rattus) sono noti per essere fonte di vari tipi di batteri, parassiti e virus. Questo perché vivono in ambienti malsani dove abbondano gli agenti patogeni. Come se non bastasse, questi animali si riproducono abbastanza rapidamente, il che fa sì che infestino gli spazi in breve tempo.

Per questo motivo, questo tipo di roditori è considerato una seria minaccia per la salute umana e quella di altri animali.

Il topo è uno dei roditori più intelligenti al mondo.

Che malattie trasmettono i ratti?

I ratti portano varie malattie, anche se solo alcune di esse possono essere trasmesse ai gatti. La trasmissione si verifica quando il felino caccia e acchiappa il roditore: a quel punto entra in contatto con i suoi fluidi corporei e gli agenti patogeni si spostano (infestando l’animale). Alcune delle patologie derivate da questa interazione sono elencate di seguito.

Toxoplasmosi

La toxoplasmosi è una malattia diffusa in tutto il mondo ed è in grado di infettare vari mammiferi e alcuni uccelli. È provocata da un protozoo (Toxoplasma gondii) che utilizza i roditori come ospiti intermedi. Ciò significa che li utilizza come mezzo di trasporto per raggiungere la sua destinazione finale, i gatti. I sintomi più comuni negli animali domestici sono i seguenti:

  • Vomito.
  • Perdita di peso.
  • Cambiamenti nel comportamento.
  • Febbre.
  • Letargia.

Il meccanismo di infezione è semplice, poiché i ratti vengono infettati tramite le uova che si trovano nell’ambiente. Una volta all’interno del corpo, il parassita finisce di svilupparsi e inizia a produrre piccole cisti che si ancorano nei tessuti dell’animale. Quando il gatto cattura un ratto infetto, le cisti di questo parassita entrano nel suo corpo e lo infestano.

Gli effetti di questo parassita includono danni neurologici, quindi nei casi più gravi è probabile che l’animale subisca gravi conseguenze. Infatti, a  causa del danno neuronale, i ratti presentano un cambiamento nel comportamento e smettono di avere paura dei felini allo scopo di farsi cacciare più facilmente. Grazie a questo, il protozoo si assicura di raggiungere il suo ospite definitivo più velocemente.

Come se non bastasse, questa malattia non solo può infettare i gatti, ma colpisce anche i padroni. La toxoplasmosi nell’uomo è spesso associata a problemi in gravidanza e infertilità. Di conseguenza, questo organismo costituisce un pericolo per tutta la famiglia.

Hantavirus

Gli hantavirus sono un gruppo di virus che possono causare gravi malattie respiratorie. Questi agenti patogeni si trovano naturalmente in diversi tipi di roditori, quindi è facile per i gatti contrarli. Fortunatamente, i felini sono asintomatici e non possono trasmettere la malattia all’uomo.

Leptospirosi

La leptospirosi è una malattia causata da batteri del genere Leptospira, che provocano condizioni cliniche diverse a seconda della specie. Questa patologia generalmente ha sintomi lievi ed è piuttosto rara nei gatti. Inoltre, il trattamento si basa sull’uso di antibiotici per combattere l’infezione. Alcuni dei sintomi rilevati nei gatti domestici sono i seguenti:

  • Perdita di peso.
  • Cambiamenti nel colore nelle urine (rosa, marrone o rosso sangue).
  • Bradicardia (diminuzione della frequenza cardiaca).
  • Dispnea (mancanza di respiro).
  • Secrezioni nasali verdastre.
  • Disidratazione.
  • Polidipsia (aumento della sete).

L’animale può contrarre l’agente patogeno se viene a contatto con un gatto infetto o se beve acqua contaminata. Allo stesso modo, anche altri mammiferi (come i ratti) sono portatori comuni della malattia. Inoltre, i roditori non devono avere un contatto diretto con il gatto per contagiarlo, poiché per trasmettere l’infezione è sufficiente entrare in contatto con feci o urina dell’animale infetto.

Come se non bastasse, è necessario sottolineare che questa patologia può essere trasmessa all’uomo. Sebbene per i gatti non sia una condizione ad alto rischio, nel caso delle persone la malattia è in grado di portare a insufficienza epatica o renale.

Tularemia

La tularemia è causata dal batterio Francisella tularensis, che colpisce diversi tipi di roditori come conigli, ratti, scoiattoli e lepri. Tuttavia, i fluidi corporei degli animali infetti possono infettare altri animali sani. Cani, gatti, maiali, cavalli, pesci e uccelli contraggono la malattia se entrano in contatto con i roditori.

Per essere infettati, gli animali devono ingerire o inalare l’agente patogeno. Tuttavia, i batteri sono in grado di sopravvivere sul suolo o nell’acqua per un periodo piuttosto lungo, diventando così una costante fonte di infezione per diversi organismi. Alcuni dei sintomi più comuni di questa patologia sono i seguenti:

  • Febbre.
  • Letargia.
  • Perdita di appetito.
  • Debolezza muscolare.
  • Vomito.
  • Diarrea.
  • Cambiamento nel comportamento.

Come potete vedere, la tularemia non si diffonde solo attraverso il contatto con i ratti, ma anche attraverso l’ambiente; si trasmette inoltre tramite i morsi della zecca. Se il vostro animale domestico contrae la malattia, dovrete stare molto attenti, dal momento che anche gli umani possono essere contagiati.

Peste

La peste, chiamata anche peste bubbonica, è un tipo di infezione batterica (causata da Yersinia pestis) trasmessa dalle pulci dei roditori. I gatti contraggono la malattia tramite la caccia ai ratti. Il periodo di incubazione dura 2-7 giorni, dopodiché iniziano a maniferarsi i seguenti sintomi:

  • Linfonodi ingrossati (ghiandole piccole e dolorose nel collo o in altre parti del corpo).
  • Febbre.
  • Letargia.
  • Vomitò.
  • Disidratazione.
  • Diarrea.
  • Perdita di appetito.
  • Perdita di peso.
  • Secrezioni nasali.

Questa malattia può essere contratta anche dall’uomo ed ha le stesse cause della famosa peste nera che devastò l’Europa nel XIV secolo. Prima si credeva che i ratti fossero una delle fonti di infezione che aiutavano a diffondere la malattia. Tuttavia, secondo alcuni ricercatori dell’Università di Oslo, è probabile che le vere cause della pandemia siano stati pulci e pidocchi.

Febbre da morso di ratto

Questa malattia è una rara infezione causata da batteri (Streptobacillus monilliformis). Questo agente patogeno viene trasmesso attraverso il morso del ratto e provoca febbre, dolori muscolari, nausea e vomito. Tuttavia, i gatti possono venire infettati anche se mangiano la carne del roditore infetto o entrano in contatto con i suoi escrementi.

Parassiti intestinali (endoparassiti)

Gli endoparassiti (come nematodi, vermi, ossiuri o coccidi) sono organismi che di solito infestano il corpo dei ratti. Per questo motivo, spesso questi parassiti passano al gatto quando questo mangia un roditore. Di conseguenza, l’animale può manifestare diarrea, vomito, perdita di peso e letargia. Queste patologie non costituiscono un grosso pericolo per il gatto, ma è necessario trattarle per mezzo di farmaci vermifughi.

Un gatto insegue un topo.

Come potete vedere, i ratti sono una grande fonte di malattie che possono essere fatali per i gatti. Pertanto, è meglio impedire al gatto di cacciare qualsiasi tipo di animale. Ricordate che i gatti sono animali domestici che non hanno necessità di cacciare, quindi è meglio che rimangano a casa, lontano da pericoli inutili.

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