Curiosità sul narvalo: il gigante del Mar Glaciale Artico

· 20 giugno 2018

È un cetaceo simile al beluga ed è caratterizzato dall’avere un corno (chiamato “zanna”) molto lungo e di forma elicoidale negli esemplari maschi. Vive prevalentemente nel Mar Artico, ma sono molte altre le curiosità sul narvalo che vi sveleremo in questo articolo. Senza dubbio, è uno degli esseri viventi marini più affascinanti di sempre.

Caratteristiche e habitat del narvalo

Possiede un corpo grigio chiazzato – le macchie appaiono dopo i due anni di età e aumentano nella fase adulta – e il ventre bianco. Tenete presente che il narvalo è l’unica specie del genere Monodon (Monodon monoceros). Può misurare circa 4 metri e pesare circa 1600 chili (il 30-35% del suo peso è grasso). Ha un’aspettativa di vita di circa 50 anni quando vive in libertà.

Il dimorfismo sessuale in questa specie è molto marcato, non solo per via delle differenze di dimensione e peso tra i due generi. Ma soprattutto perché solamente i maschi hanno la famosa zanna, così caratteristica e unica, che li differenzia dagli altri cetacei.

Simile a un corno, questo dente cresce fino a due metri di lunghezza e ha diversi usi. Il narvalo può usarlo per perforare il ghiaccio, trovare prede sul fondo del mare (grazie all’ecolocalizzazione), o come arma difensiva e offensiva per sancire il proprio domino sugli altri simili. Si ritiene che un maschio con la zanna più lunga attiri più femmine, durante il periodo di accoppiamento.

Il narvalo abita nelle acque dell’Artico a nord del Canada, della Groenlandia e della Russia, attorno ai blocchi di ghiaccio che si formano in inverno, i fiordi e le insenature. Le aree in cui sono solitamente visti sono le baie e lo stretto di Hudson, poiché preferiscono acque profonde in mare aperto.

Quattro narvali nuotano assieme

I narvali cambiano la loro posizione a seconda del periodo dell’anno, perché in estate si avvicinano alla costa in branchi di fino a 100 esemplari e, quando le temperature scendono, si raggruppano in piccole formazioni e lontano dalle zone costiere.

Riproduzione, alimentazione e comportamento del narvalo

Per quanto riguarda la sua riproduzione, il narvalo raggiunge la maturità sessuale a sette (femmine) e nove anni (maschi). La stagione degli amori si svolge in marzo e la gestazione dei cuccioli dura circa 15 mesi. In questo modo, uno alla volta, i piccoli vengono partoriti tra luglio e agosto dell’anno successivo. Appena nati hanno un peso di 80 chili e misurano appena 1,5 metri di lunghezza.

I piccoli di narvalo vengono allattati dalla mamma per più di 12 mesi e la femmina ridiventa fertile quando raggiungono i tre anni.

Mentre cercano il loro cibo, i narvali emettono certi suoni come impulsi veloci, poiché sono basati sull’ecolocalizzazione per rilevare e successivamente inseguire il cibo. La sua dieta si basa su merluzzi, calamari e ippoglossi e, avendo un’alimentazione molto rigida, può succedere che debba passare lunghe settimane senza mangiare.

Dal momento che cattura la sua preda sul fondo del mare, questo cetaceo esegue molte immersioni frequenti a quasi 800 metri di profondità. Può rimanere sommerso per 30 minuti ma poi deve tornare in superficie per respirare attraverso lo sfiatatoio. Questo foro è situato nella parte superiore della testa, come in delfini e balene.

Narvalo emerge per respirare

Un altro fatto interessante sul narvalo è che può emettere un’ampia varietà di suoni a seconda dell’occasione. Oltre ai “clic” usati quando cacciano, interagiscono anche con i loro coetanei a diverse frequenze e toni. In questo modo, possono identificarsi e persino ‘parlare’ con altri banchi.

Vale la pena notare che questo animale è circondato da molte leggende e miti, e le storie narrate sui supposti poteri magici del suo unicorno hanno purtroppo spinto all’uccisione di questi mammiferi marini per la commercializzazione della sua zanna.

Anche al tempo della regina Elisabetta I si credeva che la zanna del narvalo potesse neutralizzare qualsiasi veleno. Per paura di essere uccisa a tradimento, la regina fece costruire un calice usando questo corno, arrivando a pagare una cifra esorbitante ed utilizzandolo tutti i giorni.