Il matriarcato nel regno animale

In molti gruppi sociali, le donne sono responsabili di guidare gli altri. Questo non accade solo tra gli esseri umani. Il matriarcato, infatti, è una delle forme più comuni di organizzazione anche nel regno animale. Vediamo di approfondire meglio questo argomento, grazie al seguente articolo.

Esiste il matriarcato nel regno animale?

Questo sistema di organizzazione pone la femmina come la vera e unica “leader” di un gruppo. E’ lei che prende decisioni in materia di migrazione, cibo, difesa e qualsiasi altra situazione che lo richieda.

Anche se si conoscono meglio quelle società in cui è il maschio a comandare, ci sono diverse specie in cui accade il contrario. Vediamo allora alcuni tra i più emblematici esempi di matriarcato nel regno animale:

1. Api

La vita nell’alveare ruota intorno all’ape regina, che è la madre di tutti gli individui che la compongono. Solamente la sovrana decide quanti maschi e quante femmine devono nascere. Senza la regina, la colonia non può esistere, poiché è l’unica che può riprodursi deponendo le uova.

Sebbene la società sia per lo più composta da esemplari femmine, tutte loro si dedicano al lavoro, alla cura delle larve, alla ricerca di polline e alle riparazioni dell’alveare. I maschi sono lì solo per scopi riproduttivi e, quando finiscono il loro lavoro, muoiono.

una famiglia di elefenti si abbevera in un fiume africano

2. Elefanti

Il più grande mammifero terrestre è organizzato da un sistema matriarcale, sebbene viva in comunità con individui di entrambi i sessi. Esso può essere visto nei loro ecosistemi naturali, come ad esempio la savana africana. Una mandria di diverse famiglie viene guidata da una ‘madre’, il cui compito è quello di trovare l’acqua e difendere i cuccioli, se necessario.

Gli elefanti maschi hanno un ruolo secondario nella vita di tutti i giorni: una volta raggiunta l’età adulta, si allontanano dal gruppo per vivere da soli. Successivamente e solamente nella stagione riproduttiva, ritornano a far parte della mandria, ma passano le altre stagioni da soli o accanto a un amico dello stesso sesso.

3. Orche

Questo mammifero marino è uno dei più grandi animali del mondo e anche uno dei più chiari esempi di matriarcato nel regno animale. La loro struttura sociale è guidata da una femmina adulta e madre, che domina sugli altri individui. A volte, la gerarchi può anche essere retta da gruppi di “donne” che praticamente si dividono i compiti.

Un altro fatto interessante è che è una delle poche specie in cui i piccoli trascorrono l’intera vita con le loro madri, anche dopo aver formato le loro famiglie. Per questo motivo, i gruppi di orche sono composti da diverse generazioni. Sempre comandate, però, dalla femmina più anziana.

4. Suricato

Anche questa specie di mangusta che vive solo in Africa del Sud, in particolare tra deserti e pianure, è caratterizzata da una struttura sociale di tipo matriarcale. I branchi sono composti da circa 40 individui e la femmina è responsabile della protezione degli altri, oltre a cercare nuovi territori in caso di pericoli e cibo per tutti.

Anche se un suricato femmina è considerata ‘membro alpha’ del gruppo, anche gli altri maschi hanno un ruolo importante nella colonia. Alcuni possono dedicarsi alla cura dei cuccioli, altri svolgono mansioni di guardia, magari quando la capobranco riposa, di notte.

5. Formica

Il modus operandi delle formiche è simile a quello appena descritto, con protagoniste le api. Oltre ad essere, geneticamente, insetti affini, anche nel formicaio troviamo una femmina dominante, equivalente alla “regina”. La sua funzione è quella di deporre le uova e fecondarle. Sarà lei a decidere la composizione del gruppo sociale, scegliendo il numero di femmine (infertili) e maschi che verranno dati alla luce.

una scimmia striata bianco e nera su un ramo
Fonte: Mathias Appel

6. Lemure

I lemuri sono primati originari dell’isola del Madagascar, in Africa. Anche questi sono un chiaro esempio di matriarcato nel regno animale. Vivono in gruppi di almeno 15 individui e il comando è mantenuto dalle femmine. E’ curioso notare che, spesso, impongono il loro “status” attraverso la violenza.

Sono le prime a mangiare e possono anche rubare il cibo ai maschi se non sono del tutto sazie. E c’è ancora di più, perché questi ultimi vengono “schiaffeggiati” o “spinti” quando si sdraiano in un’area scelta da una femmina, per riposare.

Altri esempi di matriarcato animale

Infine, potremmo parlare di un caso “strano” all’interno degli esempi di matriarcato. Quello dei leoni e delle leonesse.

Anche se “il re della giungla” ricopre il ruolo di maschio alfa, riconosciuto e rispettato dal branco, al contrario sono le femmine a venire incaricate di trovare cibo e inseguire le prede. Inoltre, sono spesso imparentate, ma possono scegliere un altro maschio, più giovane o più forte, se lo considerano necessario per il bene comune.

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