No all'uscita di "A dog's purpose" per difendere gli animali

22 settembre, 2017

In diverse sedi è stata rivolta una petizione al Ministero della Cultura affinché venga bloccata l’uscita del film “A dog’s purpose” per maltrattamento di animali, in particolare dei cani.

In questo film, “A dog’s purpose”, si parla del legame speciale tra uomini e cani. Ma sul set quasi si fa annegare un cane. Non si deve permettere il maltrattamento degli animali. Perciò c’è chi vuole evitare che questo film esca.

Il sito web di intrattenimento TMZ ha fatto filtrare alcuni video delle riprese del nuovo film “A dog’s purpose”. Le immagini mostrano il maltrattamento di uno dei cani del set.

Le immagini sono molto crude e mostrano chiaramente come un pastore tedesco si opponga con tutte le sue forze ad essere introdotto in un torrente di acqua artificiale. Mentre si odono delle grida in sottofondo che chiedono di toglierlo immediatamente dall’acqua perché il cane stava per annegare.

La casa produttrice risponde all’accusa di maltrattamento di animali

locandina no maltrattamento animali
Fonte: Pagina Facebook di A dog’s purpose

Di fronte alle accuse di maltrattamento di animali in questo film, la risposta della casa produttrice Amblin Entertainment non ha potuto essere più assurda. Secondo loro, il cane, Hércules, che quasi affogava, era preparato e non era stato costretto a girare.

Inoltre, la cosa più curiosa è che il film parla del legame tra gli uomini e i loro cani, quando nelle riprese li maltrattano e quasi li annegano.

Fortunatamente Hércules sta bene, ma non è ammissibile tollerare che gli animali siano maltrattati in questo modo per fare ciò che gli uomini desiderano.

L’uscita nelle sale

“A dog’s purpose” è già uscito negli Stati Uniti con un relativo successo. Non si può permettere che questo film venga distribuito in Spagna. L’Associazione PETA ha già preso provvedimenti al riguardo e sta portando a termine diverse azioni.

Il video è stato girato nell’ottobre 2015. Secondo uno dei produttori del film, Gavin Polone, un noto attivista per i diritti degli animali, era rimasto “inorridito” di fronte alle immagini. Il team delle riprese ha denunciato che i fatti avrebbero dovuto essere esaminati in maniera immediata.

Le riprese sono state effettuate con la supervisione dell’American Humane Association (AHA), l’ente che garantisce che nessun animale subisca gravi danni durante le riprese dei film americani.

Tale ente è stato messo in discussione per il suo ruolo attivo in diversi scandali relativi a decessi e maltrattamenti di animali. La sua indipendenza è stata messa in dubbio, dato che è finanziato dalla stessa industria che dovrebbe controllare.

Denunce per maltrattamento di animali

Secondo i dati ottenuti dalla Società Protettrice di Animali e Piante di Madrid (SPAP), mensilmente si ricevono in media 30 denunce di casi di maltrattamenti di animali. Di queste denunce, il 99% vengono trattate per via amministrativa e l’1% per via penale.

In questo senso, occorre prestare la massima collaborazione alla polizia o all’associazione di protezione degli animali attraverso cui si denunciano i fatti oggetti di reato. È molto importante ottenere prove. Senza di queste non si potrà supportare l’accusa di maltrattamento di animali.

La questione fondamentale è il fatto che, anche se esiste una legge che protegge gli animali contro il maltrattamento, le procedure e i meccanismi per applicarla sono inefficaci e lenti.

Tanto per cominciare, già è complesso ottenere accesso alla casa dove è stata registrato il maltrattamento per controllare lo stato in cui si trova l’animale. È necessaria un’ordinanza giudiziaria, che non è facile da ottenere.

Il sequestro del cane dovrebbe essere effettuato nella maggioranza dei casi di maltrattamento. Ma è complicato, perché legalmente l’animale è ancora considerato una proprietà privata. Inoltre, non sempre si riesce a dimostrare il maltrattamento. Per questo, la maggior parte delle denunce finisce archiviata.

Fonte: Pagina Facebook di A dog’s purpose

La base legale

Occorre ricordare l’articolo 337 del codice penale. Dopo l’ultima modifica nel 2010, presenta la seguente forma: “Chi, con qualsiasi mezzo o procedura, maltratta ingiustificatamente un animale domestico o addomesticato, provocando morte o lesioni che pregiudichino gravemente la sua salute, è punito con una pena da tre mesi ad un anno di reclusione e interdizione da uno a tre anni dall’esercizio di professioni, mestieri o commercio che abbiano a che fare con gli animali”.

Fonte delle immagini: pagina Facebook di A Dog’s purpose