Origine della genetta

· 22 Febbraio 2019
Secondo recenti scoperte archeologiche, si ipotizza che i Fenici abbiano introdotto questa specie in Spagna prima dell'arrivo degli Arabi nell'VIII secolo

Vedere una genetta in Spagna non è un fatto insolito. La presenza di questo carnivoro è abbondante nella penisola iberica. In Europa, invece, si possono trovare anche in Francia e nelle Isole Baleari.

Tuttavia, questo animale sembra essere originario del Medio Oriente e dell’Africa, che occupa per tutta la sua estensione, fatta eccezione del deserto del Sahara. Scopriamo insieme le origini della genetta.

Cos’è la genetta?

La sua somiglianza con un gatto non dovrebbe ingannarci: la genetta appartiene alla famiglia dei viverridi, un gruppo di piccoli carnivori che comprende anche le civette e altri animali più grandi, come il curioso e poco conosciuto binturong.

La genetta è un animale di colore grigiastro con delle macchie nere e la coda a strisce. Può pesare fino a due chili e mezzo e vivere fino a 10 anni allo stato brado. Ha dei grandi occhi che la rendono un abile predatore notturno.

Le genette sono animali apprezzati per la loro pelliccia. In realtà, si ritiene che il nome abbia origine dal termine “fantino” in arabo, perché i guerrieri musulmani decoravano le selle dei loro cavalli con la pelliccia della genetta.

Genetta su un albero

Teorie sull’arrivo della genetta in Spagna

Ci sono molte teorie sull’arrivo della genetta in Spagna. Oggi si pensa che sia stata introdotta in Europa dall’uomo, anche se la data e le modalità sono ancora incerte.

Dato che la maggior parte delle genette si trovano in Africa, la teoria più popolare è sempre stata quella dell’introduzione in Spagna da parte degli arabi.

Esistono diverse specie “africane” apparse in Europa, la cui origine è ancora dibattuta: il riccio algerino, la bertuccia o il camaleonte sono alcuni di questi.

In generale, ci sono due modi per stabilire se una specie è indigena o si tratta di specie invasive introdotte nell’antichità: controllare la documentazione fossile e controllare i registri storici.

Ad esempio, sappiamo che ci sono stati castori in Spagna per milioni di anni, e che la loro estinzione è avvenuta probabilmente nel Medioevo.

Studi archeologici

La storia della genetta in Spagna

Nel caso della genetta, nel 1994 sono stati ritrovati dei resti nel castello arabo di Mertola che corrispondono al periodo almohade, in particolare all’inizio del XIII secolo.

Tuttavia, nel 2017 sono stati ritrovati due scheletri di genette a Malaga, uno dei quali sembra sia morto alla fine del VII secolo.

Queste sarebbero le più antiche ritrovata in Europa, il che suggerisce che la prima permanenza della genetta in Spagna precede l’arrivo degli invasori arabi all’inizio dell’VIII secolo, anche se per un breve periodo.

Un altro fatto curioso è che il DNA mitocondriale di questa genetta è diverso da quello trovato in Europa, il che sembra suggerire almeno due diversi momenti dell’arrivo di questa specie nel continente europeo.

È interessante notare che i resti di queste genette sono stati ritrovati in depositi molto più antichi di questi, il che suggerisce che questi animali scavarono in quel luogo secoli dopo. A questo proposito, è importante non datare la presenza di animali in un determinato ecosistema solo dallo strato archeologico in cui vengono ritrovati i resti.

Pertanto, le origini della genetta e il suo arrivo in Spagna rimangono un mistero. Queste ultime scoperte sembrano attribuire la responsabilità ai Fenici.

Tuttavia, non si sa se venissero utilizzati per eliminare i parassiti, come accade nel Nord Africa, o semplicemente come animali domestici.