Picchio, un lavoratore instancabile

Il picchio è indubbiamente uno degli uccelli più simpatici del mondo. Ciò si deve non solo al suo aspetto variopinto, ma soprattutto alla sua tipica abitudine di beccare i tronchi degli alberi con il suo becco indistruttibile. Film e cartoni animati hanno reso ancor più popolare questo volatile, enfatizzando questa sua capacità. Oggi vi faremo conoscere meglio questo animale, parlandovi delle sue caratteristiche, del suo habitat e svelandovi diverse curiosità interessanti.

Il picchio: specie e tassonomia

Il picchio appartiene alla famiglia dei picidi (ordine dei piciformi) ed è legato a specie come tucani, struzzi ed emù. Attualmente si conoscono più di 200 specie di picchi, riuniti in questa medesima famiglia.

Le specie più famose e più grandi si trovano principalmente in Nord America e in Europa. Gli esemplari più piccoli abitano principalmente nel continente africano. Infatti, il picchio più piccolo del mondo vive nella giungla africana, e misura appena 8 centimetri.

Testa e becco di un picchio dalla cresta rossa

Il picchio imperiale, originario del Messico, era considerato il più grande esemplare di picchio, dal momento che supera i 60 centimetri di lunghezza. Tuttavia, si stima che si estinse nel XX secolo a causa della deforestazione indiscriminata.

La più grande specie conosciuta è quella del Picchio ardesia (Mulleripicus pulverulentus) ed è un’eccezione, poiché vive in India. Il suo corpo può misurare fino a 55 centimetri di lunghezza, con un peso medio di 600 grammi. In Europa, possiamo evidenziare il Picchio rosso maggiore (misura 23 cm e un peso di 60-90 grammi), il Picchio Verde (lungo circa 33 cm con un peso di 140-200 grammi, di colore giallo verde e testa rossa) e il Picchio Nero (il più grande, lungo 50 cm e pesa dai 250 ai 370 grammi).

La speciale anatomia del picchio

Uno degli aspetti più importanti del comportamento del picchio è la sua abitudine di “perforare” gli alberi con il becco. Qualsiasi altro animale, eseguendo una tale forza per così tanto tempo, potrebbe morire molto rapidamente. Ma l’anatomia dei picchi è appositamente progettata per resistere a questo arduo compito.

Durante la sua naturale evoluzione, il cranio del picchio ha acquisito una straordinaria durezza che protegge il suo cervello. È proprio per questo motivo che questi uccelli possono battere sui tronchi senza subire una commozione cerebrale.

Il suo becco è rafforzato per garantire efficienza e sicurezza nel suo lavoro instancabile. I picchi hanno membrane trasparenti che ricoprono i becchi e fungono da ammortizzatori. Ad ogni colpo che l’animale esercita, queste membrane intrappolano l’aria e formano sacche d’impatto, come gli airbag delle auto.

Evoluzione delle caratteristiche del Picchio

Il becco di questi uccelli ha anche sviluppato uno strato protettivo extra, formato da ossa e cartilagine. Questa struttura aggiuntiva consente di ridurre l’usura naturale del becco, generata dall’attrito contro il legno.

Picchio di profilo su un ramo

Inoltre, gli occhi di questi uccelli hanno tre file di palpebre per prevenire un distacco di retina. E il design delle loro zampe permette loro di agganciarsi saldamente ai tronchi e ottenere una stabilità tale da poter assestare colpi forti e precisi.

L’alimentazione del picchio

Molte persone si chiedono perché i picchi trascorrono gran parte delle loro giornate a colpire gli alberi con i loro becchi. E la risposta è molto semplice: in questo modo si procurano da mangiare. La loro dieta si basa sul consumo di larve e vermi che si nascondono proprio sotto la corteccia dei tronchi.

Per identificare la sua preda, il picchio attacca l’orecchio al tronco dell’albero. Identificando il movimento delle larve o dei vermi, l’uccello si prepara a picchiare i suoi colpi. Quando riesce a penetrare a sufficienza nella corteccia dell’albero, introduce la sua lunga lingua per catturare la preda.

La lingua del picchio può misurare fino alla metà del suo corpo. È tra i pochi uccelli che hanno una lingua retrattile, una particolarità che ritroviamo solo in determinati anfibi.

Oltre alle sue dimensioni impressionanti, la lingua di questi uccelli ha una consistenza molto appiccicosa e appuntita. Ciò consente al picchio di non farsi male, quando la inserisce nella corteccia per catturare facilmente le sue prede.

Come si riproducono i picchi?

I picchi hanno abitudini di corteggiamento e riproduzione diverse a seconda delle loro specie e habitat naturale. I maschi sono responsabili di fare i buchi nei tronchi in cui le coppie costruiscono il loro nido. Con i resti di segatura e rami allestisce un piccolo “materasso” in modo che le femmine possano incubare le uova facilmente.

Il famoso e sorprendente pennacchio che il picchio sfoggia sulla sua testa è una grande attrazione sessuale di questi uccelli. Le femmine di solito scelgono i maschi che mostrano piume più belle, colorate o pulite. Per questo motivo, i maschi hanno generalmente un aspetto più appariscente rispetto agli esemplari femmina.

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