Quando e perché uno squalo attacca una persona?

23 Giugno 2019
Nonostante le credenze popolari, questi pesci non sono attratti dalla carne umana, bensì attaccano per difendersi da quello che considerano una minaccia.

Gli squali suscitano timore alla maggior parte delle persone per via del loro carattere, in teoria feroce, e il loro potente morso. La verità, tuttavia, è che a noi esseri umani resta ancora molto da scoprire su questi animali, tanto che in molti non sappiamo davvero quando uno squalo attacca gli essere umani o altri animali. 

Al giorno d’oggi, i progressi tecnologici e nella ricerca scientifica ci permettono di rivedere gradualmente le nostre percezioni e di smentire molti miti. A seguire vediamo perché e quando uno squalo attacca, per aiutarvi a capire come si producono gli episodi in cui le persone restano coinvolte.

In quali occasioni uno squalo attacca altri animali o persone?

Prima di tutto, bisogna tenere chiaro che non esistono animali cattivi o crudeli per natura, che attaccano per puro piacere. La terribile leggenda secondo cui gli squali attaccano in nome di un istinto assassino è stata fomentata dalle serie televisive, dai film e persino dai romanzi.

Come per qualsiasi altro animale, lo squalo attacca solo in determinate occasioni e l’aggressività non è una caratteristica inerente alla sua specie.

Se avverte che il suo territorio è stato invaso o che il suo benessere è minacciato, qualsiasi specie può reagire per allontanare possibili predatori. Questo, tuttavia, non significa che tutte le volte che uno squalo attacca, lo fa in seguito all’incontro con persone o animali sconosciuti. Ci spieghiamo meglio.

Per via del carattere solitario, riservato e territoriale di questo animale, la presenza di estranei nel suo territorio può provocargli stress e indurlo ad adottare condotte di autodifesa. Tenendo conto della sua forza, del suo potente morso e dei suoi denti affilati, questo meccanismo di difesa può coincidere con un attacco letale.

Squalo

D’altro canto, gli squali possono impiegare una strategia di attacco anche per cacciare le loro prede. Essendo animali carnivori, hanno bisogno di nutrirsi di altri animali per ottenere i nutrienti essenziali per il loro organismo.

In questo caso si tratta di sopravvivenza, dunque di un comportamento naturale che accomuna tutte le specie carnivore. Se gli squali non cacciassero, questo potrebbe contribuire alla sovrappopolazione di altre specie, cosa che altererebbe l’equilibrio degli ecosistemi acquatici.

Perché lo squalo attacca gli esseri umani?

Purtroppo, al giorno d’oggi esistono ancora molti falsi miti sugli attacchi da parte degli squali alle persone. Uno, ad esempio, è quello secondo cui questi animali sono attratti dalla carne o dal sangue umano. In realtà, numerosi studi hanno già dimostrato che lo squalo non mostra predilezione alcuna per la carne umana, anzi gli esseri umani non fanno nemmeno parte della naturale catena alimentare di questi pesci.

Essere carnivoro, inoltre, non rende nessun animale pericoloso o aggressivo verso gli esseri umani. I cani e i gatti, per esempio, sono animali carnivori che possono convivere in totale armonia con le persone, purché ricevano la giusta educazione e godano di un ambiente positivo.

Viceversa, esistono mammiferi erbivori, come l’ippopotamo, che hanno attaccato più volte gli esseri umani e questi attacchi sono risultati quasi sempre letali.

Quando uno squalo attacca una persona, difficilmente ciò si deve al suo appetito o alle sue necessità nutrizionali. In generale, questi episodi si verificano se l’animale si sente minacciato o percepisce uno stimolo aggressivo o strano nel suo ambiente circostante.

Il morso dello squalo

Un rumore intenso, un movimento brusco, urla o forti vibrazioni… Tutto questo può alterare l’habitat dello squalo o indurlo a interpretare la presenza a lui sconosciuta come una minaccia.

Gli attacchi degli squali alle persone sono frequenti?

La paura degli squali è molto diffusa nella nostra società, ma le probabilità di subire un attacco da parte di questo animale sono davvero basse. È tuttavia evidente che l’aumento della popolazione umana rende maggiormente probabile un incontro con questi pesci.

Quando vediamo il numero di attacchi degli squali, bisogna sapere che, statisticamente, quante più persone ci sono nel mondo, maggiori sono le probabilità che una di loro si ritrovi faccia a faccia con uno squalo.

Le attuali statistiche stimano che si registrano circa 60 attacchi all’anno, a partire da morsi di squalo. Solo quattro di questi attacchi risultano letali per la vittima. Anche se l’ideale sarebbe che questo numero fosse zero, si tratta di un rischio molto basso se paragonato ad altri incidenti che possono mettere a rischio la vita dell’essere umano.

Alla luce di ciò, la paura e persino la fobia degli squali sono più che altro relazionate alla nostra cultura, alla diffusione di falsi miti e anche a esperienze negative vissute da alcune persone.

Il comportamento dello squalo, così come di qualsiasi altro animale, può divenire aggressivo in risposta a diversi stimoli negativi o a contesti che considera sfavorevoli per il suo benessere.