Requisiti legali per esportare animali

· 16 novembre 2018
Un veterinario clinico dovrà certificare che il vostro cane o gatto sia adatto per il viaggio. Inoltre, valuterà e aggiornerà il suo libretto delle vaccinazioni.

Se dovete viaggiare con un animale domestico o avete bisogno di inviarlo fuori, in un paese che non appartiene all’Unione Europea, dovete informarvi bene sui requisiti legali per esportare animali. Il Ministero della Salute, dal suo sito web ufficiale, spiega come viaggiare con cani e gatti ma anche come esportare animali vivi in altre nazioni.

Sebbene siano dati orientativi, si basano su regolamenti che tendono a tutelare la salute degli animali e anche a prevenire la possibile diffusione di patologie trasmissibili all’uomo. Indipendentemente dalla vostra destinazione, i requisiti legali per esportare animali garantiscono la legalità e la sicurezza del trasporto.

Informazioni certe e aggiornate sulle leggi

Non si tratta di rispettare solo i controlli e le procedure richieste solo in Italia. Ogni Stato è indipendente e possiede dei propri parametri legali. Pertanto, è fondamentale consultare l’ambasciata o il consolato corrispondente.

Proprio in queste sedi decentrate della nostra Repubblica viene indicato esattamente se c’è bisogno di un documento di importazione specifico, indipendentemente dal fatto che debba essere approvato dall’Ambasciata o dal Consolato Europeo.

Il Ministero della Salute, quando si parla di esportazione di animali vivi e commercio estero, ovviamente deve instaurare relazioni con altri enti, come il Ministero dello Sviluppo Economico.

Qui, ogni cittadino potrà verificare i requisiti di accesso principali per gli animali domestici in paesi al di fuori della UE.

Basterà richiedere le informazioni per il tipo di animale e la destinazione, accedendo a tutta la documentazione di interesse del caso.

Tuttavia, sarà comunque il Ministero della Salute a rilasciare il certificato di accompagnamento per trasportare o inviare il vostro amico a quattro zampe in qualsiasi altro paese.

Confrontate tutte le informazioni, cercando supporto sia in uscita (dall’Italia) che in entrata (presso Consolati e Ambasciate). Inviando delle semplici email sicuramente vi verrà dato tutto l’aiuto necessario.

Cagnolino accanto a un trolley

Controllate la salute dell’animale

Verificare che l’animale sia in grado di viaggiare è essenziale. Un veterinario clinico dovrà certificare che il vostro cane o gatto sia adatto per il viaggio. Inoltre, valuterà e aggiornerà il suo libretto delle vaccinazioni.

Il certificato standard rilasciato dall’Ordine dei Veterinari ha una validità massima di 10 giorni. Tuttavia, alcuni paesi richiedono che venga rilasciato almeno 48 ore prima del trasferimento. È anche importante che contenga le date della vaccinazione e della sverminazione.

A parte tutto questo, cercate di ridurre i rischi di trasmissione di malattie infettive.

Quindi, dovrete anche assicurarvi che la documentazione sia completa, in ordine e nella lingua corretta.

Esportare animali: esportazione commerciale

Con il libretto sanitario dell’animale aggiornato, potrete finalmente richiedere, sempre tramite il sito del Ministero della Salute, un certificato di esportazione, che sarà differente per ogni tipo di paese. In questa pagina del Ministero troverete l’elenco completo per esportare animali vivi.

A seconda del paese di destinazione, può essere generico o specifico. Il generico è quello che viene fatto per esportare animali verso paesi che non richiedono troppe misure di sicurezza, per esempio solo la buona salute dell’animale e il trattamento contro la rabbia.

Per attestare ciò, sarà obbligatorio il certificato della clinica veterinaria.

Il documento specifico, al contrario, viene richiesto da paesi con norme più severe di importazione. Per esempio, potrebbero essere richiesti dei certificati con la doppia firma sia del veterinario clinico che il visto delle autorità ufficiali competenti.

Gatto in un trasportino

Viaggiare all’estero con cani e gatti in modo legale

Per poter essere trasportati e viaggiare all’estero, i vostri cani e gatti devono seguire delle profilassi standard, oltre alle normali vaccinazioni, le classiche procedure contro parassiti interni ed esterni, da effettuare annualmente. Tenete presente che, per determinati Paesi è necessario fare un’analisi del sangue.

Si tratta di un prelievo di sangue su cui verranno effettuati i test per la positività alla rabbia. Questo test non può essere eseguito all’ultimo momento ma anzi deve rispettare determinate tempistiche e scadenze. Il vostro veterinario o la ASL di quartiere sapranno indicarvi come organizzare il tutto.

La legge che stabilisce i dettami di questa fattispecie è il Regolamento 998/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003, riguardo alla “movimentazione degli animali da compagnia”. Come proprietari, avrete l’obbligo di garantire:

  • Microchip sottocutaneo (obbligatorio dal 1 gennaio 2005 per tutti i cani e gatti nati successivamente a questa data).
  • Passaporto (obbligatorio per tutti gli animali d’affezione dal 2004). Per ottenere il passaporto è necessario che il cane, il gatto o il furetto abbia già il microchip, sia iscritto all’anagrafe veterinaria dell’ASL di zona e abbia effettuato la vaccinazione antirabbica.

Il passaporto può essere richiesto dopo 21 giorni dall’effettuazione della vaccinazione antirabbica e non ha scadenza.

Preparare il ritorno a casa

Se l’animale tornerà poi in Italia, devono essere considerati diversi aspetti. Quello più rilevante è sempre relativo al test sierologico contro la rabbia.

Se il paese di destinazione non figura nell’elenco dell’Unione Europea, sarebbe opportuno realizzare il test prima di lasciare il nostro paese, in modo da non compromettere l’efficacia del vaccino.