Sapete cos’è una mangusta?

· 23 giugno 2018

Usiamo il termine mangusta per nominare varie specie di mammiferi carnivori, appartenenti alla famiglia Herpestidae. La specie più famosa è sicuramente il suricato, diventato famoso grazie ad alcuni film d’animazione per bambini. In questo articolo scopriremo assieme tutte le caratteristiche di questi curiosi esseri viventi.

Mangusta: caratteristiche fisiche e tassonomia

Attualmente sono note 33 specie di mangusta che compongono la famiglia Herpestidae. Questi piccoli mammiferi hanno un corpo sottile e allungato, che di solito misura tra i 30 e i 120 centimetri, a seconda della specie. Il peso corporeo può variare da 300 grammi a 4 chili, anche in base alla morfologia di ciascun animale.

Anche il colore del mantello dipende fondamentalmente dalle specie di ciascun individuo. Alcune manguste hanno peli abbondanti e spessi, mentre altre mostrano un pelo sottile e leggero. Le tonalità variano dal grigiastro al marrone. Molti esemplari presentano un aspetto tigrato a causa delle strisce scure della loro pelle.

Tutte le specie mostrano alcune somiglianze fisiche, come il muso affilato e un paio di piccole orecchie arrotondate. Le zampe della mangusta sono corte e presentano artigli potenti e affilati, che consentono loro di scavare molto facilmente. Inoltre, la testa e il corpo sembrano formare un pezzo unico, grazie a linee sottili e contorni morbidi.

Gruppo di suricati, un tipo di mangusta

Le manguste hanno una serie di recettori ormonali che rilasciano una sostanza che inibisce gli effetti tossici del veleno di vipera. Questo permette loro di cacciare e divorare i serpenti velenosi, senza dubbio l’abilità più eccezionale di queste specie.

Un’altra caratteristica peculiare della mangusta è la sua importante ghiandola anale, che emana una sostanza con un forte odore. L’animale usa questa “fragranza” per marcare il territorio e anche per attirare l’attenzione del partner, durante la stagione degli amori.

Dove vive la mangusta?

Le manguste originariamente abitano nella penisola iberica, in Europa meridionale, in Asia e Africa meridionale. Solitamente si concentrano in foreste e praterie, ma si possono trovare anche in terreni rocciosi.

Nel XIX secolo, le manguste furono introdotte nelle Hawaii, nelle Antille e nelle Bahamas per combattere i roditori che danneggiavano le piantagioni di canna da zucchero. Tuttavia, la rapida crescita della loro popolazione ha causato uno squilibrio nella fauna locale e ha minacciato la sopravvivenza di molte specie native di queste isole.

Alimentazione della mangusta

Le manguste sono mammiferi carnivori, la cui dieta include insetti, roditori, lucertole, serpenti, uccelli, lombrichi e rane. In certe occasioni possono anche consumare carogne e uova di altri animali per garantire un sufficiente apporto di proteine. Per integrare la loro alimentazione, di solito mangiano semi, noci e alcuni frutti.

In natura, di solito cacciano qualsiasi animale che sia più piccolo di loro, indipendentemente dalla loro specie. Sebbene si distinguano per la loro capacità di cacciare serpenti velenosi, ne fanno a meno se sono disponibili altri alimenti.

Mangusta con la bocca aperta

Sfortunatamente, questa abilità viene spesso utilizzata, in alcuni paesi, per scopi di intrattenimento umano. Nei mercati asiatici, ad esempio, è comune vedere scontri organizzati tra manguste e serpenti. È uno spettacolo deplorevole, un atto di violenza inutile a danno delle specie coinvolte.

Le abitudini delle manguste

Questo animale è attivo durante buona parte della giornata, dall’alba al tramonto. Quasi tutte le specie sono socievoli, vivono in tane e formano colonie da 10 a 15 individui. Ci sono anche manguste con abitudini solitarie, che si uniscono alle femmine solo per accoppiarsi.

Nelle colonie, ogni mangusta coopera eseguendo determinate funzioni per consentire la sopravvivenza del suo collettivo. In generale, gli adulti sono responsabili della protezione dei cuccioli e degli anziani.

Riproduzione della mangusta

Con l’arrivo della primavera, le manguste si preparano per il loro periodo di accoppiamento. Per attrarre i maschi, le femmine emettono un suono molto caratteristico che assomiglia a una risata. Generalmente hanno una cucciolata all’anno, ma possono accoppiarsi di nuovo se la loro progenie non sopravvive.

Ogni femmina può dare alla luce da tre a cinque cuccioli, che verranno allattati per sei settimane. Una volta completato lo svezzamento, i piccoli imparano a cacciare seguendo l’esempio delle loro madri.

I maschi di solito lasciano il nido quando i giovani completano i loro primi due mesi di vita. Tenete però presente che i figli possono vivere con le loro madri anche per tutta la vita, nella stessa tana.