Cosa fare se siete testimoni di violenza sugli animali

· 9 marzo 2018

Tutti sanno che le violenze sugli animali sono una piaga per tutta la società. Tutti gli esseri viventi dovrebbero essere trattati con rispetto e amore. Sfortunatamente, i crimini e gli abusi nei confronti di cani, gatti e altre specie, continuano ogni giorno, nonostante le leggi e le denunce. Certo, serve la collaborazione di tutti i cittadini. Per questo, vogliamo indicarvi cosa bisogna fare se si è testimoni di un atto di violenza o abuso perpetrato nei confronti di animali.

Le leggi contro la violenza sugli animali

In Italia, per fortuna, esiste una legge che va contro questo tipo di condotte. Stiamo parlando della Legge n. 189 del luglio del 2004, il cui titolo recita così:

“Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché dell’impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”

Nel 2004, il Codice Penale del nostro paese fu modificato inserendo pene per tutti i responsabili di azioni gravi verso gli animali. La legge punisce oggi il maltrattamento, l’abbandono, i combattimenti e il doping nei confronti di cani, gatti e tutti gli animali in generale.

La legge c’è e viene applicata, ma serve anche la collaborazione di coloro che, loro malgrado, si trovano ad essere spettatori delle violenze. La responsabilità di segnalare l’abuso di animali è dalla persona che testimonia. Senza la collaborazione di altri cittadini consapevoli di questo problema, le forze di sicurezza non possono proteggere gli animali come si deve.

La responsabilità è di tutti: bisogna denunciare

Il primo passo per poter denunciare un atto di violenza contro un animale è sapere a chi rivolgersi quando si assiste a questi spiacevoli episodi. In tutta Italia, è possibile presentare la denuncia in qualsiasi commissariato di Polizia e, in caso di dubbio, si può sempre telefonare al numero di emergenza 112. La Lega Anti Vivisezione (LAV) sul suo sito mette a disposizione il fac-simile della denuncia.

dei cani malnutriti chiusi in gabbia

Ovviamente si tratta di un gesto difficile da compiere, per via del fatto che molte volte le persone hanno paura di possibili ritorsioni. Pensiamo, ad esempio, al caso di animali utilizzati per le lotte clandestine, in circhi e corse fra cani, insomma circuiti in cui girano parecchi soldi.

D’altra parte, non ci si può nascondere dal proprio ruolo di cittadini è ognuno, nessuno escluso, ha il dovere di recarsi da Polizia o Carabinieri per segnalare qualsiasi circostanza in cui i diritti degli animali vengono calpestati. Può trattarsi di un padrone che tiene in fin di vita il proprio cane, un gestore di maneggio che picchia a sangue un cavallo o ancora un agricoltore che sevizia il bestiame.

Ora che sapete che in Italia esiste una legge e che possono esserci sanzioni sia di tipo penale che amministrativo (multe, sospensioni o ritiro di licenze, risarcimento…) non esitate a denunciare. Ci sono inoltre molte ONG e associazioni animaliste che vi aiuteranno con piacere, dandovi consigli e supporto, qualora fosse necessario.

Esistono diversi tipi di abuso

Quando denunciate un episodio di violenza, dovrete differenziare che tipo di animale è stato maltrattato, poiché possono profilarsi vari tipi di scenari.

Nel caso di animali domestici, se la denuncia va avanti con successo, la cosa normale è che all’aggressore venga negata la custodia dell’animale, che verrà inviato presso un canile, un rifugio o un centro per le adozioni. Nel caso degli animali da allevamento, la situazione è più complicata, dato che sicuramente vi troverete davanti grandi gruppi alimentari e multinazionali. Ma non è detto che i vostri sforzi siano vani, vale sempre la pena lottare.

un pastore tosa una pecora

Ci sono stati casi di maltrattamento di animali selvatici, che di solito hanno un effetto solo su chi ha commesso l’abuso, poiché l’animale, se è in grado di continuare a vivere in libertà, viene restituito al suo habitat, senza ulteriori conseguenze.

Le conseguenze delle denunce

È importante sapere cosa accadrà dopo aver segnalato un caso di abuso. È una scomoda verità che i canili in Italia siano luoghi spesso cadenti ma, a differenza di altri paesi, in Italia gli animali non possono essere soppressi. Ciò si deve alla Legge n. 281 del 14 agosto 1991: “I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture, non possono essere soppressi“.

Allargando il discorso all’Europa e al resto del mondo, evidentemente, quando si presenta una denuncia, è possibile che la situazione dell’animale migliori, ma non sempre è così. Nonostante l’ottimo lavoro di volontari e associazioni, una volta tolta la vittima al suo padrone, questo cane o gatto potrebbe venir dato in adozione, finire in un canile o anche essere sacrificato. Come accade, per esempio, in Spagna, Francia, Germania e Regno Unito.

Spesso le ONG ribadiscono il fatto che le denunce non sempre portano a risultati concreti. In primo luogo perché esistono aspetti culturali che impediscono di considerare sentimenti ed esigenze degli animali, posti sempre un paio di gradino al di sotto degli interessi umani. In secondo luogo, come abbiamo visto, le vittime degli abusi possono finire per rischiare la vita.

un cane con la lingua di fuori dietro una grata

Attenzione però: il fatto che le denunce possano produrre risultati diversi, non deve scoraggiarvi a restare vigili e attenti. Il dovere di ogni cittadino è lottare contro ogni sopruso. La speranza nella Giustizia non deve mai barcollare, nemmeno se parliamo di animali.

Responsabilità personale di chi denuncia

Indipendentemente dal tipo di denuncia che desiderate presentare, quando siete testimoni di violenze sugli animali, non scordatevi della responsabilità personale del denunciante. L’abuso di animali è una questione complessa e delicata e per far fruttare la denuncia, serve la collaborazione di tutti.

Sia nel caso di incontrare un animale abbandonato, sia in quello di conoscere una fattoria in cui gli animali vivono in condizioni abusive, è necessario il coinvolgimento personale del denunciante. Senza la consapevolezza che questi animali vivono male, che hanno bisogno di una soluzione immediata e senza la dovuta insistenza presso autorità e forze di Polizia, le denunce rischiano di finire impantanate.