Tutto sul comportamento delle iene

4 Giugno 2018

Di questi animali si sa che ridono quando catturano una preda. Inoltre, di solito esalano un odore fetido. Vivono in Africa, sono carnivori e amano nutrirsi di carcasse o carogne. Ma poco spesso si parla del comportamento delle iene. In questo articolo vi aiuteremo a conoscere il temperamento e le abitudini di questo particolare animale.

Audaci e pericolose: come si comportano le iene?

Sin dai tempi antichi, le iene e gli esseri umani hanno una stretta relazione. Addirittura, durante l’Antico Egitto, questo temibile carnivoro era persino addomesticato. Sono stati documentati, inoltre, diversi casi di attacco all’uomo. Una delle particolarità delle iene è che, se sono in branco, non temono nulla e nessuno.

Pensate che, in caso di scarsità di cibo, possono persino mostrare comportamenti cannibali e le femmine sono molto simili ai maschi. Sia per quanto riguarda le dimensioni che per l’aspetto dei loro organi riproduttivi.

A differenza di ciò che si crede, non sono animali ermafroditi. Il fatto è che le femmine hanno dovuto evolversi per essere più pericolose e selvagge, dal momento che spesso i maschi cercano di mangiare i loro cuccioli.

È un animale poligamo il cui accoppiamento dura pochi istanti. Una volta fecondata, la femmina porta avanti una gravidanza di circa quattro mesi. Dopo aver dato alla luce, la femmina dovrà aspettare ben tre anni prima di tornare nuovamente ad essere fertile.

Ad ogni modo, al termine di ogni parto, le femmine di iene possono dare alla luce al massimo quattro cuccioli. Questi piccoli verranno nutriti dalla madre durante i primi cinque mesi e, in seguito, potranno già iniziare a consumare carne. Ma l’allattamento, comunque, proseguirà fino a un anno e mezzo.

una mamma iena con due cuccioli

Piano piano, i cuccioli inizieranno a cacciare insieme alla madre. Ma finché non saranno in grado di procurarsi il cibo da soli, saranno sempre affidati alle cure di un adulto.

La marcatura del territorio delle iene

Le iene vivono in praterie, savane, foreste, montagne e zone subdesertiche. Sono organizzate in gruppi o famiglie – poiché tutti i membri sono imparentati – per difendersi dagli altri clan o possibili intrusi che cercano di penetrare nel loro territorio.

Stiamo infatti parlando di animali molto sociali che possono comunicare tra loro con segnali, posture o richiami specifici. In questo modo, con un semplice sguardo, riescono a interpretare le intenzioni dell’altro. Ad esempio, la coda dritta è sinonimo di attacco. Se è nascosta tra le gambe, comunica paura o pericolo, e se viene appoggiata sulla schiena, vuol dire che va tutto bene.

Per la loro comunicazione, è noto che le iene usino vocalizzazioni come urla, lamenti, ululati e la famosa “risata” che fa sì che gli altri sappiano che è stata appena trovata una nuova fonte di cibo. E’ possibile ascoltarla addirittura a due chilometri di distanza!

tre giovani iene nella savana

Abitudini delle iene

Di solito, questi divoratori di carogne vivono in una tana. Questa è composta da un buco o una depressione nel centro, il cui ingresso è collegato da tunnel sotterranei. Nella parte esterna del “cerchio” ci sono i maschi che proteggono le femmine e i giovani che vivono all’interno.

Un’altra peculiarità del comportamento delle iene è che segnano il loro territorio producendo con le loro ghiandole anali un odore molto forte, che si diffonde sull’erba intorno alla loro tana o al fossato.

Questa sostanza serve a depositare parte degli escrementi, che sono di colore bianco e molto visibili. Una tonalità provocata dalla gran quantità di ossa che consumano ogni giorno. Non sollevano le loro zampe per urinare (come i cani), ma si puliscono con le loro lingue come fanno i gatti, ad eccezione del muso.

Rispetto all’alimentazione, le iene si cibano di tutto ciò che trovano sulla loro strada: carogne, materiale vegetale, animali da bestiame, gnu o lepri e persino gli escrementi di altre specie. Sono però animali molto astuti quando si tratta di cacciare e trovare cibo. Sono infatti noti per essere i cacciatori più “opportunisti” dell’intera savana africana.

Le sue forti mascelle e il particolare apparato digerente permettono alle iene di metabolizzare anche la pelle, le viscere e le ossa di qualsiasi preda. L’unica cosa che non consumano sono gli zoccoli, i peli e le corna.