6 motivi per non punire il cane

· 14 marzo 2018

Tutte le persone che hanno un cane si preoccupano della sua educazione. Questo formidabile animale domestico impara dalla sua famiglia qual è il modo migliore per comportarsi, ubbidendo a ordini, rispondendo a comandi e, a volte, anche semplicemente imitando il proprio capobranco.

Si sa che, quando il vostro cane fa qualcosa di buono, dovete premiarlo. Magari con delle carezze, uno snack o con il suo giocattolo preferito. Al contrario, se adotta un comportamento sbagliato, si tende a commisuragli una punizione. E, nella maggior parte dei casi, questa è di tipo fisico. La domanda che bisogna porsi, dunque, è la seguente: vale la pena punire il cane? Le punizioni hanno una funzione didattica? In questo articolo vi mostreremo 6 ragioni per cui è meglio non punire il vostro amico a quattro zampe.

Punizioni fisiche e psicologiche

Una punizione può essere definita come un’esperienza spiacevole dopo un comportamento che non vogliamo che si ripeta. Ad esempio, strattonare con forza il guinzaglio se il vostro cagnolino cerca di correre dietro a una bicicletta o un altro animale.

In generale, possiamo parlare di due tipi di punizione: una fisica e l’altra psicologica. Nel primo gruppo rientrano colpi sul capo, pugni, calci, strattonamenti… Ma anche tirare il guinzaglio, legarlo stretto o immobilizzare il cane.

Anche se meno note, le punizioni psicologiche sono altrettanto dannose (se non di più). Non provocano ferite né lividi o altri danni fisici, ma minacciano il benessere mentale del cane e difficilmente si rimarginano. Parliamo di grida, urla, minacce, i ” No!” pronunciati con violenza, l’isolamento…

un cane maltrattato

Entrambi i tipi di punizione fanno soffrire molto il vostro animale domestico. In particolare, non solo non aiutano il cane ad imparare e comportarsi meglio, ma ostacolano anche il loro processo di apprendimento. Insomma: punire il cane fa sì che l’animale impari peggio e più lentamente.

Il rinforzo positivo

Il metodo migliore per educare un cane (o a qualsiasi altro animale, poiché è una tecnica usata anche nell’addestramento dei delfini, per esempio) prevede la leva del rinforzo positivo. Con questo sistema, il cane riceve un premio solamente dopo aver fatto qualcosa di buono e che vorremmo che ripetesse. Insomma, l’esperienza piacevole incoraggia il cane a ripetere quella determinata azione. Può essere ricompensato in molti modi: con il cibo, con le coccole, con un giocattolo…

1. Punire il cane serve solo a confondere

Secondo la teoria delle leggi dell’apprendimento, le punizioni servono per imparare cose nuove. Tuttavia, devono essere applicate con la giusta intensità e al momento giusto: e questo è il principale problema. Dinanzi a un comportamento sbagliato, pochi padroni mantengono la calma e il raziocinio, finendo per dare sempre e comunque botte, gridando e alterandosi.

Possiamo tranquillamente affermare che l’uomo non sa come applicare le punizioni: o sono troppo dure, o leggere o vengono elargite in un momento inopportuno, spesso dopo molto tempo. Così, il padrone non riesce a trasmettere al cane ciò che vuole da lui. Dal punto di vista dell’animale, ogni punizione verrà intesa come casuale, svincolata dal contesto e dunque, deleteria per l’apprendimento. Genererà solamente confusione.

2. Il cane smette di imparare

Uno dei metodi più affidabili per imparare, è quello “per prove ed errori”. Quando date al vostro cane l’opportunità di apprendere qualcosa, i suoi tentativi andranno avanti fino a quando non riceverà un premio. Associando un valore positivo all’azione, l’animale saprà sempre cosa vorrete da lui e ripeterà quel comportamento ogni volta che glielo richiederete. Tutto in modo chiaro e diretto, senza errori.

cane color crema sdraiato sul letto

Al contrario, punire il cane servirà solamente per inibire la sua volontà di imparare, dal momento che, con botte e urla, lo spaventerete. Il risultato? Non avrà la possibilità di provare fino a trovare il comportamento giusto, bloccando cosi il suo processo di apprendimento.

3. Il sentimento dominante è la paura

Le punizioni provocano timore e paura nel cane, come succede nei bambini piccoli. E non parliamo solamente dei lividi di calci e pugni. La mente del vostro animale domestico è altrettanto delicata come la sua pelle e le ossa.

Applicando punizioni non fisiche, il cane scopre che gli state costantemente vietando cose che non capisce e dando ordini a cui non sa come obbedire. Ciò causa insicurezza psicologica e malessere emotivo. Qualsiasi essere vivente, se ha paura, non potrà mai essere felice. Le punizioni spaventano, feriscono e influenzano gravemente il benessere del vostro miglior amico.

4. Il cane perde fiducia in voi

Le punizioni che metterete in pratica, come detto poco fa, hanno un alto valore di casualità. Arrivano in un momento sbagliato e possiedono una grande componente emotiva. Agli occhi dei cani sono profondamente ingiuste. Se punite il vostro cane, l’unico messaggio che lui comprenderà è che il suo padrone ha un carattere instabile.

Riflettete un momento: il vostro cane sta ricevendo delle punizioni, passando dei brutti momenti, ma non ha le risorse cognitive per comprenderle. In parole povere: vi fidereste voi di qualcuno che, all’improvviso e senza ragione, vi dà uno schiaffo o vi colpisce con un calcio? Sicuramente cercherete di starne alla larga…

5. La punizione non insegna nulla

Di tutti, forse, uno dei motivi più importanti per non punire il cane sta nel fatto che la punizione non fornisce informazioni su ciò che è un buon comportamento. Quando sgridate l’animale, non gli comunicate ciò che volete che faccia, ma solo ciò che “non” volete. Se non si sfrutta il metodo “per prova ed errore”, il cane non arriverà mai a scoprire il comportamento desiderato. Non sarà mai in grado di raggiungerlo.

padrone e cane insieme davanti al mare

Con la punizione gli impedite di raggiungere il comportamento desiderato. Non gli permettete di imparare e, anzi, lo inibirete. Se il vostro cane non sa cosa significhi comportarsi bene, è illogico pensare che possa farlo.

6. Vi sentirete in colpa

Siamo sinceri: a nessuno piace punire o sgridare il proprio cane. Al contrario, si prova piacere nel premiarlo e nell’adottare il già citato rinforzo positivo. Non a caso, le persone che correggono costantemente il loro cane si sentono meno felici e più frustrate. Premiare il vostro amico perché ha imparato a fare qualcosa è assai più soddisfacente.

Se i 6 motivi che vi abbiamo dato per non punire il vostro cane non bastano, ve ne diamo un altro, il più drastico. Quando date uno schiaffo o un calcio all’animale domestico che vi ama, e sarebbe disposto a tutto pur di proteggervi, vi sentite profondamente male. Sarete molto più felici e avrete un rapporto migliore con lui se vi concentrate su ciò che fa bene e imparate a premiarlo quando se lo merita.

In conclusione, possiamo assicurarvi che punire il cane provoca danni sia all’animale che a voi. Cambiare il metodo educativo e adottare quello basato solo sui premi, vi farà sentire meglio con voi stessi.

Con le punizioni, non solo impedirete al cane di imparare, ma vi sentirete colpevoli e tristi. Lasciate da parte gli atteggiamenti estremi, le urla, le botte e la violenza. Puntate a rimarcare esclusivamente i buoni comportamenti: il vostro amico a quattro zampe imparerà più velocemente e sarete, entrambi, più felici.