Aquila imperiale: caratteristiche e comportamento

· 9 aprile 2018

All’interno della denominazione aquila imperiale possiamo trovare due specie: quella orientale e quella iberica. Possiedono caratteristiche simili ma sono legate a territori differenti, come indicano i loro nomi. Si tratta di uccelli rapaci davvero maestosi e affascinanti. Vedere questo animale alzarsi in volo e planare, è un vero e proprio spettacolo. Ecco allora un articolo completo che vi aiuterà a conoscere tutti i segreti di questo impareggiabile volatile.

Caratteristiche dell’aquila imperiale orientale

Il suo nome scientifico è Aquila heliaca ed è uno dei tanti rapaci che popolano l’emisfero settentrionale, in particolare nelle aree delle praterie basse dell’Europa e dell’Asia, sebbene emigri in Africa durante l’inverno.

apertura alare di un'Aquila imperiale in volo
Autore: Juan lacruz

L’aquila imperiale adulta raggiunge circa gli 80 centimetri di altezza, con un’apertura alare di oltre due metri a pieno volo. Come la maggior parte degli uccelli predatori, le femmine sono più grandi dei maschi e doppiando addirittura il loro peso. Si tratta dell’unica differenza importante tra i due sessi.

Il piumaggio dell’aquila imperiale orientale è bellissimo: marrone scuro con macchie bianche e la punta della coda nera. Inoltre, mostrano una tonalità dorata, all’altezza del capo. Un’ulteriore curiosità è legata al fatto che possiedono penne anche sugli artigli. Questi ultimi, fortissimi e uncinati, permettono all’Aquila heliaca di cacciare in volo, senza problemi.

Per quanto riguarda il cibo, la dieta di questa aquila è composta da scoiattoli, roditori, mustelidi, volpi e piccoli uccelli. Questo rapace può avvistarli a cetinaia di metri di distanza, grazie alla sua potente vista. Una volta individuata la preda, piomba su di lei alla massima velocità in picchiata.

Aquila imperiale, un partner fedele

La monogamia è una caratteristica importante di questa specie. Ogni anno i due partner ritornano nello stesso nido per riprodursi, riparandolo qualora sia necessario. Per costruire il rifugio che ospiterà i pulcini, usano i rami degli alberi, tappando eventuali buchi con erba o usando persino le proprie piume.

La femmina può deporre fino a quattro uova anche se, generalmente, solamente due arrivano a schiudersi, dopo circa 43 giorni. Solamente il pulcino più forte viene nutrito in modo adeguato. Inizierà a volare dopo due mesi, e in inverno emigrerà da solo in cerca di un partner con cui accoppiarsi nell’estate successiva.

Purtroppo, in molte zone l’aquila imperiale orientale è scomparsa e in altre è in pericolo di estinzione. Le due popolazioni stabili che vengono attualmente protette abitano in Italia, tra le Alpi del Tirolo e del Trentino. Ciò si deve alla riduzione del loro habitat, sempre più usato dall’uomo per coltivare.

Caratteristiche dell’aquila imperiale iberica

Conosciuta come Aquila adalberti, fino a poco tempo fa si credeva che fosse una sottospecie dell’aquila imperiale orientale. Oggi, i due rapaci sono stati finalmente “separati”, dal momento che presentano differenze genetiche assai evidenti. Il suo nome scientifico si deve al principe Adalberto de Baviera, mentre il suo nome popolare deriva dal fatto che è molto presente in Spagna e Portogallo. Soprattutto nelle paludi della costa e nei territori di montagna e sabbiosi.

aquila imperiale iberica
Autore: David Gil

Il piumaggio negli adulti è di colore marrone scuro, ad eccezione della parte superiore delle ali, del collo e delle spalle, che sono di una tonalità più chiara. La coda, al contrario, è più scura e non presenta bande chiare come la “cugina” orientale.

I giovani hanno una colorazione rossastra fino a raggiungere la maturità sessuale, intorno ai cinque anni. Si noti che, anche in questa specie, la femmina è più grande del maschio. Ad ogni modo, l’apertura alare è di circa due metri, per entrambi i sessi.

Una caratteristica prominente dell’aquila imperiale iberica è che non emigra, motivo per cui ogni coppia – sono animali monogami – occupa e protegge un’area di caccia e allevamento di quasi 2.000 ettari. Da marzo a luglio, ha luogo il periodo della riproduzione. Maschio e femmina allestiscono il nido che accoglierà al massimo cinque uova, covandole a turno per 43 giorni.

Anche se gli aquilotti lasciano il nido di famiglia dopo tre mesi, vivono ancora nelle vicinanze e vengono nutriti dai genitori per altri quattro mesi. Al termine di questo periodo, inizieranno a volare alla ricerca di un nuovo territorio da occupare al fianco di un nuovo partner.

Questo affascinante volatile, purtroppo, è in pericolo di estinzione. Questi sono i motivi principali di questa crisi:

  • la scarsità di prede (in particolare, conigli selvatici).
  • l’uso consistente di pesticidi e altri prodotti velenosi per l’agricoltura.
  • elettrocuzione.
  • bracconaggio.