Brucellosi bovina: cause, sintomi e trattamento

7 Giugno 2018

La brucellosi bovina è una malattia che colpisce il bestiame e ha un’enorme importanza in questo tipo di allevamenti. Vi parleremo in dettaglio di questa patologia dal momento che è una pericolosa zoonosi, ovvero può essere trasmessa all’essere umano. Nelle mucche può causare l’aborto, indebolire il feto e anche innescare la ritenzione placentare.

Cosa provoca la brucellosi bovina?

Questa malattia è causata da un batterio noto come Brucella abortus, che infetta le cellule dall’interno, il che lo rende molto resistente a molti trattamenti, incluso l’uso di antibiotici.

Si tratta di un microrganismo molto specifico. Mentre altri batteri, come quelli che causano la salmonellosi, colpiscono un gran numero di esseri viventi, le cause della brucellosi sono diversificate in molti batteri legati ad un determinato animale.

un operaio munge una mucca

Gli animali malati o portatori sani della malattia – ovvero che sono stati contagiati ma non ne soffrono visibilmente – possono infettare il resto del bestiame attraverso le loro secrezioni.

I colpevoli del contagio sono quelle secrezioni legate al sistema riproduttivo e all’aborto, ma anche alle urine, al latte e persino al sudore o alle secrezioni nasali.

Il ruolo della fauna selvatica nella trasmissione della malattia gioca un ruolo importante. Infatti, il batterio ha la capacità di agire in modo diverso rispetto alla specie. Ci sono tipi di Brucella che interessano cetacei di grandi dimensioni, foche o addirittura alcune famiglie di scimmie, come i babbuini. Nel caso del Brucella abortus, in particolare vengono interessate mucche, bufali, yak e capre, oltre a essere in grado di contagiare gli esseri umani.

Sintomi della brucellosi bovina

Nei bovini, di solito si presenta come una malattia lieve. Il sintomo più caratteristico è l’aborto, sebbene possa causare processi infiammatori secondari, come l’artrite e le infiammazioni genitali.

Ha un forte impatto sul benessere e il numero del bestiame, dato che riduce notevolmente le prestazioni riproduttive degli animali. Inoltre, provoca debolezza e mortalità nei vitelli.

Questa malattia causa febbre maltese nelle persone, ovvero un’influenza irregolare con mal di testa, debolezza, brividi, sudorazione e dolore generale. Può colpire veterinari, agricoltori e personale sanitario di animali che lavorano a stretto contatto con le mucche. Ecco perché, in caso di aborto nel bestiame, occorre aumentare al massimo le precauzioni igieniche.

Il termine “febbre maltese” è dovuto al fatto che questa malattia fu scoperta durante la guerra di Crimea. David Bruce – il cui cognome dà il nome alla brucellosi batterica – fu in grado di individuarla nei soldati che presero parte a questa guerra.

Diagnosi e trattamento della brucellosi bovina

Dopo la comparsa dei primi aborti sospetti, si dovrà verificare la reale presenza di un focolaio di brucellosi. Questo dovrebbe essere confermato da un veterinario, che eseguirà test diagnostici per isolare e identificare i batteri o gli anticorpi che si riproducono nel corpo degli animali contagiati.

una fiala per il virus della Brucellosi bovina

Attualmente ci sono vaccini con virus modificati, che consentono il controllo della malattia sia nei bovini che nelle persone. Inoltre, il metodo migliore per evitare l’infezione umana è controllare questa malattia sia nei bovini che nella fauna selvatica.

Questo ci ricorda dell’importanza della medicina veterinaria per la salute delle persone e degli ecosistemi, così come degli animali domestici. Infatti, il veterinario sarà incaricato di prevenire che questa malattia possa raggiungere le persone attraverso il cibo, grazie alla revisione dei protocolli di igiene nelle aziende che commercializzano carne bovina.

Anche il latte è uno dei mezzi attraverso cui può avvenire il contagio, quindi è particolarmente importante consumare prodotti pastorizzati o che sono stati sottoposti a regolari controlli di qualità da parte delle autorità competenti. Ovviamente, però, il rischio di contrarre oggi la brucellosi attraverso l’ingestione di latte è scarsamente probabile.